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Pertinenzialità

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166 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro preventivo auto: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo auto nell'ambito di un'indagine per traffico di stupefacenti. La sentenza chiarisce che il ricorso è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la valutazione dei fatti, come il rapporto di pertinenzialità tra il veicolo e il reato, compiuta dal giudice di merito.
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Agevolazione fabbricati agricoli: la prova di ruralità
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la valutazione sulla ruralità di un immobile effettuata dal giudice in un'asta giudiziaria non è sufficiente per garantire l'agevolazione fiscale per i fabbricati agricoli. Il contribuente deve fornire una prova autonoma della pertinenzialità del bene all'attività agricola. Il caso riguardava una società agricola che, dopo aver acquistato dei beni all'asta e pagato le imposte, aveva chiesto un rimborso, negato dall'Agenzia delle Entrate. La Corte ha cassato la decisione favorevole al contribuente, rinviando la causa per una nuova valutazione nel merito.
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Sequestro probatorio: limiti e motivazione del PM
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente un'ordinanza che confermava un sequestro probatorio eccessivamente ampio in un caso di reati tributari. La Corte ha stabilito che, sebbene il Pubblico Ministero possa disporre un sequestro di documenti pertinenti al reato, deve fornire una motivazione specifica e non apparente. In particolare, la Cassazione ha chiarito che il Tribunale del Riesame non ha il potere di integrare o sostituire la motivazione carente del PM, annullando così il sequestro per i documenti non direttamente collegati alle ipotesi di reato e privi di adeguata giustificazione nel decreto originale.
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Sequestro probatorio: limiti e motivazione del PM
Una società consortile, indagata per reati tributari, ha impugnato un decreto di sequestro probatorio che si estendeva a tutta la sua documentazione contabile, anche quella non pertinente alle accuse. La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato il provvedimento, stabilendo che il sequestro probatorio di documenti ulteriori rispetto a quelli oggetto d'indagine deve essere sorretto da una motivazione specifica sulla loro effettiva pertinenza, non potendo il Tribunale del Riesame integrare le lacune del Pubblico Ministero.
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Mancata convalida sequestro: come riavere i beni
La Corte di Cassazione ha chiarito che in caso di decreto di sequestro generico, l'individuazione discrezionale dei beni da parte della polizia giudiziaria richiede una successiva convalida da parte del Pubblico Ministero. In caso di mancata convalida sequestro, il rimedio corretto per ottenere la restituzione non è il riesame, ma l'opposizione al diniego di restituzione. La Corte ha quindi annullato il sequestro di documentazione generica, ordinandone la restituzione, ma ha ritenuto valido quello di dispositivi elettronici specificamente indicati nel decreto.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo sul conto?
Un professionista, indagato per gravi reati tra cui l'associazione mafiosa, si è opposto al sequestro preventivo del suo conto corrente personale, sostenendo che fosse distinto da quello della sua attività. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del provvedimento. La decisione si fonda sull'uso promiscuo del conto, utilizzato sia per esigenze personali che per l'attività professionale illecita, e sulla persistente pericolosità del bene. La Corte ha ritenuto sufficiente e logica la motivazione del Tribunale, che giustificava il mantenimento del sequestro per impedire la continuazione del reato.
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