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Periculum In Mora

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1707 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Effetto estensivo impugnazione e sequestro preventivo
La Corte di Cassazione chiarisce l'applicazione del principio dell'effetto estensivo dell'impugnazione in materia di misure cautelari reali. Una dichiarazione di incompetenza territoriale, ottenuta da alcuni coindagati, ha determinato l'inefficacia del sequestro preventivo anche nei confronti di un'altra indagata che non aveva proposto ricorso, poiché il giudice competente non ha rinnovato la misura entro i termini di legge. La sentenza annulla quindi l'ordinanza che aveva respinto la richiesta di revoca del sequestro.
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Periculum in mora: quando il sequestro è legittimo
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo per reati fiscali, chiarendo i criteri per valutare il periculum in mora. La decisione si basa sul comportamento fraudolento reiterato dell'indagato e sulla natura dei beni, ritenendo irrilevante la mancata dispersione degli stessi dopo l'inizio delle indagini.
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Confisca allargata: annullato sequestro per motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata, disposto sui beni della moglie di un indagato. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione del provvedimento meramente apparente e viziata da un'inversione dell'onere della prova. È stato ribadito che spetta all'accusa dimostrare, con elementi concreti, l'intestazione fittizia dei beni a terzi e non è sufficiente basarsi sulla sproporzione reddituale del terzo o sul rapporto di parentela con l'indagato. Inoltre, mancava una motivazione adeguata sulla proporzionalità della misura e sul periculum in mora, ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni.
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Confisca del profitto: società vs amministratore
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Tribunale del riesame che aveva revocato un sequestro. Il caso riguarda fondi pubblici distratti da un amministratore a favore della propria società. La Suprema Corte ha chiarito che la confisca del profitto va disposta in via prioritaria e diretta contro la società beneficiaria. Solo se il denaro non è reperibile, si può procedere con la confisca per equivalente sui beni personali dell'amministratore.
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Interesse ad impugnare: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30568/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due occupanti abusivi di un immobile pubblico contro un sequestro preventivo. I ricorrenti non sono stati ritenuti titolari di un concreto interesse ad impugnare, poiché l'eventuale revoca del sequestro avrebbe comportato la restituzione del bene al legittimo assegnatario e non a loro. Una mera dichiarazione di ospitalità da parte dell'assegnatario non è sufficiente a fondare la legittimazione all'appello.
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Sequestro patente: quando è legittimo per frode esame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro patente. Il provvedimento era stato emesso nei confronti di una candidata accusata di aver fraudolentemente superato l'esame di teoria della patente di guida utilizzando dispositivi elettronici. La Corte ha stabilito che la motivazione del tribunale del riesame, basata su prove indiziarie come dati GPS e intercettazioni, era sufficientemente solida e non meramente apparente, rendendo il ricorso non accoglibile in sede di legittimità.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
Una società di costruzioni impugna un sequestro preventivo per frode fiscale, sostenendo l'assenza di periculum in mora data la propria solidità finanziaria. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, stabilendo che il rischio di dispersione del patrimonio non era stato dimostrato con elementi concreti, ma solo con affermazioni generiche. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza sul punto, richiedendo una nuova valutazione motivata, pur confermando la competenza territoriale del tribunale procedente.
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Confisca allargata: annullato sequestro per vizio
Un soggetto ricorre in Cassazione contro il sequestro preventivo di un'autovettura, finalizzato alla confisca allargata. L'auto era stata acquistata anni prima dei reati contestati (traffico di stupefacenti). La Corte Suprema, pur ritenendo legittimo il sequestro sotto il profilo della sproporzione patrimoniale, lo annulla per un vizio insanabile: la totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario, sul 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione del bene. Un difetto che il Tribunale del riesame non può sanare.
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Sequestro e periculum in mora: nuova guida Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29983/2024, ha affrontato il tema del sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La Corte ha stabilito che la motivazione sul periculum in mora, ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni, è sempre necessaria. Tuttavia, ha chiarito che il Tribunale del Riesame può integrare la motivazione del giudice di primo grado, a condizione che questa non sia radicalmente assente. Nel caso specifico, l'appello di un indagato per spaccio è stato respinto perché la motivazione, seppur basata su un orientamento superato, era presente e il Riesame l'ha legittimamente rafforzata con elementi fattuali.
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Sequestro Superbonus: legittimo per falsa attestazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un professionista contro un sequestro Superbonus di 464.000 euro. La sentenza stabilisce che attestare falsamente il 30% dei lavori, anche a fronte del solo acquisto di materiali, costituisce 'fumus boni iuris' per il reato di truffa aggravata. La Corte ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo, sottolineando che l'effettiva esecuzione delle opere è condizione imprescindibile per la maturazione del credito d'imposta.
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Sequestro crediti superbonus: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28064 del 2024, si è pronunciata sul sequestro crediti superbonus. Ha stabilito che i crediti d'imposta derivanti da frodi possono essere sottoposti a sequestro preventivo 'impeditivo' anche se ceduti a terzi, come un istituto di credito, in buona fede. La Corte ha chiarito che la tutela prevista per i cessionari è limitata all'ambito tributario e non impedisce l'azione penale, poiché il credito, basato su un diritto inesistente, è considerato esso stesso profitto del reato e la sua circolazione un aggravamento delle conseguenze della condotta illecita.
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Sequestro per autoriciclaggio: il periculum in mora
La Corte di Cassazione conferma un sequestro per autoriciclaggio, chiarendo che il rischio di dispersione del profitto del reato (periculum in mora) deve essere motivato. La Corte ha ritenuto sufficienti, a tal fine, elementi come una significativa esposizione debitoria e passate operazioni immobiliari sospette, respingendo le argomentazioni della difesa basate sulla tracciabilità delle operazioni e sull'adesione a una 'pace fiscale'.
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Protezione speciale: no alla domanda diretta al Questore
Il Tribunale di Torino ha respinto il ricorso d'urgenza di un cittadino straniero che chiedeva di poter presentare domanda di protezione speciale direttamente al Questore. Secondo l'ordinanza, a seguito della riforma introdotta dalla Legge n. 50/2023, tale richiesta può essere avanzata unicamente all'interno del procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale, escludendo la via diretta alla Questura. Il giudice ha ritenuto insussistente il 'fumus boni iuris', ovvero la parvenza di fondatezza del diritto vantato.
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Sequestro probatorio: quando il denaro è provento di reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro probatorio di oltre 33.000 euro. Il denaro, trovato nell'abitazione della ricorrente, era confezionato in modo sospetto e con annotazioni riconducibili allo spaccio. Sebbene la droga fosse stata rinvenuta nelle parti comuni dell'edificio, la Corte ha ritenuto la motivazione del sequestro solida, basata su un quadro indiziario grave, preciso e concordante, inclusa una macroscopica sproporzione reddituale. L'impugnazione è stata respinta perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Sequestro preventivo: annullamento per difetto di motivazione
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per bancarotta fraudolenta. La decisione si fonda sul difetto di motivazione del Tribunale del riesame riguardo al nesso di pertinenzialità tra alcuni immobili sequestrati e il reato contestato. La Corte ha ribadito che, sebbene il giudice possa aderire alla richiesta del PM, il riesame deve rispondere specificamente alle censure della difesa. I ricorsi degli altri interessati sono stati dichiarati inammissibili per assenza di procura speciale.
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Sequestro preventivo e società: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società immobiliare contro un'ordinanza di sequestro preventivo. I beni della società erano stati sequestrati perché ritenuti nella disponibilità di un amministratore accusato di reati tributari. La Corte ha confermato la validità del sequestro, ritenendo la società un mero schermo fittizio e ravvisando un concreto pericolo di dispersione dei beni, provato da recenti atti di disposizione patrimoniale compiuti dall'indagato.
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Sequestro preventivo: la motivazione sul periculum
La Cassazione conferma un sequestro preventivo di denaro, ritenendolo sproporzionato rispetto ai redditi familiari. La Corte chiarisce che per il contante, il 'periculum in mora' è presunto dalla sua facile spendibilità, non richiedendo una motivazione complessa.
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Bonus cultura truffa: la Cassazione conferma sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente su un immobile, nell'ambito di un'indagine per una bonus cultura truffa. L'indagato, dipendente di un CAF, è accusato di aver partecipato a un'associazione per delinquere finalizzata a convertire il bonus in denaro per conto di diciottenni, simulando acquisti in una libreria compiacente. La Corte ha ritenuto sussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza (fumus commissi delicti), basati su intercettazioni e prove documentali, sia il pericolo che l'indagato potesse disperdere il proprio patrimonio prima della condanna (periculum in mora), legittimando così la misura cautelare reale.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo un nuovo stop
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari contro un secondo sequestro preventivo per abusi edilizi. La Corte ha chiarito che il principio del 'ne bis in idem' non si applica se il nuovo provvedimento si basa su fatti e violazioni diversi o emersi successivamente, anche se riguardano gli stessi beni. Il caso in esame ha confermato la legittimità del sequestro preventivo, sottolineando i limiti del ricorso in Cassazione, che non può riesaminare nel merito le valutazioni su 'fumus' e 'periculum'.
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Omessa vigilanza rifiuti: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'azienda i cui dipendenti creavano una discarica abusiva. Gli amministratori sono stati ritenuti responsabili per omessa vigilanza rifiuti, poiché la condotta sistematica del dipendente era espressione di una prassi aziendale volta a smaltire illecitamente i rifiuti commerciali.
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