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Periculum In Mora

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1707 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Protezione speciale: obbligo di fissare l’appuntamento
Un cittadino straniero, a seguito della revoca del suo permesso di soggiorno, ha richiesto alla Questura un appuntamento per presentare domanda di protezione speciale, senza però ricevere alcuna risposta. Il Tribunale, adito con ricorso d'urgenza, ha accolto la richiesta, ordinando all'amministrazione di fissare l'appuntamento. La decisione si fonda sul riconoscimento del diritto soggettivo del richiedente a formalizzare l'istanza e sul rischio di un grave pregiudizio derivante dallo stato di irregolarità.
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Ricorso per cassazione: i limiti del riesame
Il Pubblico Ministero ha impugnato la revoca di un sequestro preventivo per reati ambientali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile, chiarendo che i motivi di appello sono strettamente limitati alla violazione di legge e non possono includere nuove valutazioni dei fatti o la manifesta illogicità della motivazione.
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Sequestro preventivo: appello inammissibile se manchi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36204/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo presentato da un soggetto che occupava un immobile senza esserne proprietario. La Corte ha stabilito che, per poter impugnare la misura, non basta essere l'indagato, ma è necessario dimostrare un interesse concreto e attuale, ovvero il diritto a ottenere la restituzione del bene in caso di annullamento del sequestro. Mancando tale presupposto, il ricorso è stato respinto per difetto di legittimazione.
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Sequestro preventivo: inammissibile senza periculum
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro il diniego di un sequestro preventivo per truffa aggravata. La motivazione principale risiede nella mancata argomentazione del 'periculum in mora' (il rischio di dispersione dei beni), requisito essenziale al pari del 'fumus commissi delicti'. L'appello si era concentrato solo sulla sussistenza del reato, risultando così carente di interesse concreto e attuale a ottenere la misura cautelare.
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Occupazione abusiva immobile: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per occupazione abusiva immobile. La sentenza chiarisce che il reato sussiste anche se si subentra a un precedente assegnatario senza titolo legittimo, e che l'obbligo di autonoma valutazione del giudice non richiede una riscrittura originale degli atti, specialmente in casi di reati seriali.
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Indebita compensazione: Cassazione annulla sequestro
Un sequestro preventivo, ordinato da un Tribunale del Riesame dopo aver riqualificato un'accusa da truffa a indebita compensazione, è stato annullato dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che il tribunale non ha adeguatamente motivato il superamento della soglia di punibilità, elemento essenziale per la configurabilità del reato. I ricorsi degli altri indagati sono stati invece dichiarati inammissibili per ragioni procedurali o perché manifestamente infondati.
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Indebita compensazione: soglia e competenza
La Corte di Cassazione interviene sul reato di indebita compensazione, annullando un'ordinanza di sequestro preventivo per una carente motivazione sul superamento della soglia di punibilità annua. La sentenza ribadisce anche i principi su ne bis in idem e competenza territoriale, dichiarando inammissibili i ricorsi degli altri indagati. Un caso emblematico che chiarisce come l'importo dell'indebita compensazione debba essere valutato su base annuale per determinare la rilevanza penale del fatto.
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Indebita compensazione: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di presunta frode fiscale tramite indebita compensazione di crediti. La Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza di sequestro preventivo nei confronti di un imputato, a causa di una motivazione insufficiente sulla condotta e sul superamento della soglia di punibilità del reato. Ha invece dichiarato inammissibili i ricorsi degli altri coimputati e della loro società, confermando per loro la validità del sequestro.
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Periculum in mora: annullato il sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali legati al 'bonus facciate'. La decisione si basa sulla totale assenza di motivazione riguardo al periculum in mora nel decreto originale, un vizio che il tribunale del riesame non può sanare.
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Periculum in mora: annullato sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un reato fiscale, evidenziando che la motivazione sul periculum in mora non può basarsi su formule generiche. La Corte ha stabilito che la gravità del reato e l'ingente somma evasa non sono sufficienti a dimostrare il rischio concreto che l'indagato disperda i suoi beni, soprattutto quando la difesa fornisce prove contrarie, come l'assenza di atti dispositivi per anni. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che valuti specificamente questo aspetto.
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Ricorso cassazione sequestro: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un provvedimento di sequestro preventivo. Il ricorso per cassazione sequestro è stato respinto perché sollevava questioni di merito, come la titolarità del bene, anziché concentrarsi su violazioni di legge, unico motivo valido per l'appello in sede di legittimità.
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Sequestro preventivo stipendio: limiti e tutele
Un pubblico ufficiale subisce un sequestro preventivo per peculato. La Cassazione annulla parzialmente l'ordinanza, affermando che i limiti di pignorabilità dello stipendio si applicano anche al sequestro preventivo stipendio. La verifica di tali limiti deve avvenire in fase cautelare, non esecutiva.
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Sequestro di contanti: come si prova la provenienza?
La Cassazione Penale ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro di contanti trovati in casa della moglie di un indagato per riciclaggio. La Corte ha ritenuto logica la motivazione del Tribunale, basata sulla grande quantità di denaro, il taglio anomalo delle banconote e la mancanza di prove contabili che ne dimostrassero la lecita provenienza dall'attività commerciale della donna.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente. La sentenza stabilisce che il Tribunale del riesame può legittimamente integrare la motivazione del provvedimento iniziale riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni. In questo caso, il pericolo è stato ritenuto provato dalle preoccupazioni degli indagati, emerse da intercettazioni, di mettere al sicuro i proventi dell'attività illecita.
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Sequestro per equivalente: il profitto del riciclaggio
La Corte di Cassazione chiarisce la nozione di profitto nel reato di riciclaggio ai fini del sequestro per equivalente. Anche l'utilizzo di somme di provenienza illecita per pagare debiti tributari costituisce un vantaggio economico per la società, legittimando la misura cautelare reale. La sentenza dichiara inammissibile il ricorso di una società, confermando che la disponibilità di fondi illeciti per adempiere a obbligazioni legali rappresenta un incremento patrimoniale confiscabile.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro e Fisco
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari, sottolineando la necessità di una motivazione concreta sul periculum in mora. La Corte ha stabilito che i giudici non possono ignorare le argomentazioni della difesa che dimostrano l'assenza di un rischio attuale di dispersione del patrimonio, specialmente in presenza di un piano di rateizzazione del debito fiscale. La decisione è stata annullata per 'motivazione apparente', in quanto il tribunale del riesame non ha adeguatamente valutato gli elementi forniti dall'imputato.
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Discarica abusiva: responsabilità del proprietario
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un sequestro preventivo di un terreno adibito a discarica abusiva. La proprietaria sosteneva di essere estranea ai fatti, attribuendo l'abbandono di rifiuti a terzi, dato che il fondo era accessibile. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che, in fase cautelare, la disponibilità del bene da parte del proprietario è un indizio sufficiente a giustificare il sequestro. La piena prova della colpevolezza sarà oggetto del giudizio di merito, ma la posizione di garanzia del proprietario sul fondo non può essere ignorata.
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Sequestro preventivo periculum: motivazione concreta
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo sulla quota del 50% di un immobile di proprietà di un indagato per traffico di stupefacenti. La difesa sosteneva la mancanza di un concreto 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione del bene. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo il pericolo concreto e attuale. La motivazione si basa su due elementi: la possibilità che l'indagato ceda la sua quota alla compagna, proprietaria dell'altro 50% ed estranea ai fatti, per sottrarla alla confisca; e il fatto, chiarito in sentenza, che l'indagato si trovasse agli arresti domiciliari in un'abitazione diversa da quella sequestrata, invalidando la tesi difensiva secondo cui non avrebbe avuto interesse a cederla.
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Sequestro per sproporzione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro per sproporzione su una cospicua somma di denaro trovata in un garage a disposizione di un soggetto indagato per detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda sulla sproporzione tra il denaro e la situazione economica dell'indagato, disoccupato, e sul concreto pericolo che la somma potesse essere dispersa. La Corte ha chiarito che, per la sola detenzione, non si applica la confisca diretta, ma quella speciale prevista dall'art. 240-bis c.p.p., richiamato dalla normativa sugli stupefacenti.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un uomo contro un provvedimento di sequestro preventivo di orologi e gioielli. Il ricorso è stato respinto perché basato su motivi generici e sulla riproposizione di questioni di fatto, non consentite in sede di legittimità. La sentenza sottolinea che non è possibile introdurre per la prima volta in Cassazione argomenti non discussi nelle fasi precedenti del giudizio.
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