LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Pericolo Di Recidiva

Pagina 16 di 20

382 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Esigenze cautelari: motivazione illogica e annullamento
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che applicava misure cautelari per ricettazione. La decisione si basa sulla motivazione manifestamente illogica riguardo le esigenze cautelari, in particolare il pericolo di recidiva, ritenendo i precedenti penali dell'indagato troppo datati e non pertinenti al reato contestato.
Continua »
Pericolo di recidiva: la Cassazione sul narcotraffico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto, incensurato, arrestato per il trasporto di 115 kg di hashish. La Corte ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere, stabilendo che il concreto e attuale pericolo di recidiva può essere desunto da elementi oggettivi, come l'ingente quantità di stupefacente e le modalità organizzate del trasporto, che rivelano una spiccata professionalità criminale e rendono inadeguata ogni altra misura meno afflittiva.
Continua »
Giudicato cautelare: quando la misura è definitiva?
La Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto per traffico di droga che chiedeva gli arresti domiciliari. La Corte ha confermato il principio del giudicato cautelare, stabilendo che, in assenza di fatti concretamente nuovi, una decisione sulle misure cautelari non può essere riesaminata. Il semplice trascorrere del tempo o un cambio di domicilio non sono stati ritenuti sufficienti a superare la presunzione di pericolosità.
Continua »
Pericolo di recidiva: la Cassazione chiarisce
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro la custodia in carcere. Nonostante un errore del Tribunale sul tipo di droga, il pericolo di recidiva è stato confermato sulla base delle ingenti quantità e dei collegamenti criminali, ritenendo l'errore irrilevante.
Continua »
Affidamento in prova: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego dell'affidamento in prova. La decisione si fonda sulla valutazione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva riscontrato un elevato pericolo di recidiva basato su precedenti penali, assenza di un lavoro stabile e, soprattutto, sulla mancanza di un serio percorso di revisione critica da parte dell'interessato.
Continua »
Misure alternative: valutazione completa del condannato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di sorveglianza che negava l'affidamento in prova a un condannato. La decisione era basata solo sui precedenti penali e sulla mancanza di lavoro. La Suprema Corte ha stabilito che per concedere le misure alternative alla detenzione è necessaria una valutazione globale e attuale della personalità del soggetto, includendo il percorso rieducativo e le concrete prospettive di reinserimento, come un'offerta di lavoro, che non possono essere ignorate.
Continua »
Pericolo di recidiva: no a misure alternative
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di negare le misure alternative (detenzione domiciliare e affidamento in prova) a un condannato per truffa. La decisione si fonda sull'elevato pericolo di recidiva, desunto non solo dai precedenti penali, ma soprattutto dalle numerose segnalazioni per reati analoghi commessi telematicamente anche dopo i fatti per cui era stato condannato. Secondo la Corte, il comportamento successivo al reato è un elemento cruciale per valutare la possibilità di reinserimento sociale del condannato.
Continua »
Ne bis in idem e bancarotta: la Cassazione chiarisce
Un imprenditore, precedentemente prosciolto per appropriazione indebita per prescrizione, viene successivamente accusato di bancarotta fraudolenta per la stessa condotta. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso basato sul principio del ne bis in idem, stabilendo che la successiva dichiarazione di fallimento costituisce un 'fatto' giuridicamente nuovo e distinto. La sentenza conferma anche le misure cautelari, incluso l'arresto domiciliare, a causa di un concreto e attuale pericolo di recidiva derivante dal modus operandi sistematico e professionale dell'indagato.
Continua »
Pericolo di recidiva: il tempo da solo non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro la misura degli arresti domiciliari per reati associativi. La sentenza chiarisce che, per questo tipo di reati, il pericolo di recidiva si presume e il solo trascorrere del tempo non è sufficiente a superare tale presunzione, specialmente in presenza di un elevato profilo criminale e legami con la criminalità organizzata.
Continua »
Arresti domiciliari: no al trasferimento vicino al clan
Un soggetto agli arresti domiciliari per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti ha richiesto di trasferire la misura dalla località imposta (Napoli) alla sua città di origine (Catania), sede del clan di appartenenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. Il supremo collegio ha ritenuto che il concreto e attuale pericolo di recidiva, derivante dalla possibilità di riallacciare i contatti con l'ambiente criminale, prevalesse sulle esigenze familiari addotte dal ricorrente, rendendo la misura degli arresti domiciliari incompatibile con il ritorno nel territorio di operatività del clan.
Continua »
Pericolo di recidiva: la Cassazione annulla la custodia
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un indagato di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione di un attuale e concreto pericolo di recidiva, dato che i fatti contestati risalivano a sei anni prima e l'indagato aveva nel frattempo intrapreso un'attività lavorativa regolare. La Corte ha ribadito che il solo decorso del tempo, se significativo, impone al giudice una motivazione rafforzata sulla persistenza delle esigenze cautelari, non potendosi basare unicamente sulla gravità del reato.
Continua »
Custodia cautelare: quando è l’unica misura possibile
Un imprenditore, accusato di gravi reati finanziari come associazione per delinquere e bancarotta fraudolenta, si è visto respingere il ricorso contro la detenzione in carcere. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, confermando che la custodia cautelare è l'unica misura idonea a fronteggiare l'elevato e concreto pericolo di reiterazione dei reati, data la personalità dell'imputato, definito un 'bancarottiere seriale', e l'inadeguatezza degli arresti domiciliari.
Continua »
Ricorso inammissibile: valutazione del giudice di merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello di Lecce. Il ricorso è stato respinto perché le censure erano generiche e miravano a una nuova valutazione dei fatti, come il pericolo di recidiva e la congruità della pena, che rientrano nella discrezionalità del giudice di merito. La Corte ha ribadito che il suo ruolo è di legittimità, non di riesame nel merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Inammissibilità ricorso: genericità dei motivi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro la sentenza della Corte d'Appello che gli aveva negato l'accesso a una pena sostitutiva. La decisione si fonda sulla genericità assoluta del motivo di ricorso, incapace di contestare efficacemente la valutazione del giudice di merito sul pericolo di recidiva. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Custodia cautelare: legami con la ‘ndrangheta
Un individuo, accusato di reati in materia di armi con l'aggravante di aver agevolato un'associazione mafiosa, ha presentato ricorso contro il ripristino della custodia cautelare in carcere. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che i profondi e ramificati legami del soggetto con la criminalità organizzata rendono inadeguata qualsiasi misura meno afflittiva, come gli arresti domiciliari, anche se disposti a grande distanza dal suo territorio di origine. La presunzione di adeguatezza del carcere, in questi casi, non è stata superata da elementi positivi.
Continua »
Esigenze cautelari: la Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di una persona indagata per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. Pur confermando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, la Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame riguardo le esigenze cautelari. La motivazione è stata ritenuta carente perché non aveva adeguatamente considerato elementi cruciali come la cessazione dell'attività illecita, la vendita dell'azienda agricola usata per il crimine e il trasferimento dell'indagata per lavoro. La causa è stata rinviata al Tribunale per una nuova e più approfondita valutazione del concreto e attuale pericolo di recidiva.
Continua »
Custodia cautelare padre: salute figli e impossibilità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un padre accusato di traffico di stupefacenti. La decisione si fonda sulla necessità di una valutazione più approfondita della "assoluta impossibilità" della madre di accudire i figli minori, data la gravissima patologia di uno di essi. Il Tribunale del riesame aveva erroneamente declassato la situazione a mera "difficoltà", senza considerare il "deficit assistenziale" per il minore. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio su questo specifico punto, ribadendo che la valutazione della custodia cautelare del padre deve tenere in conto primario la condizione concreta dei figli.
Continua »
Violenza domestica: Cassazione annulla revoca misura
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva revocato la misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare per un uomo accusato di lesioni aggravate contro la consorte. Il Tribunale aveva minimizzato il pericolo di recidiva, riconducendo l'episodio a una generica conflittualità di coppia. La Cassazione ha censurato questa valutazione, affermando che la violenza domestica richiede un'analisi del rischio rigorosa e non può essere giustificata o sminuita dal contesto conflittuale, in linea con la Convenzione di Istanbul e il Codice Rosso.
Continua »
Corruzione e Appalti: i rischi cautelari in Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore accusato di corruzione e appalti truccati nel settore dell'illuminazione pubblica. La Corte ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari, ritenendo concreto il pericolo di reiterazione dei reati nonostante le dimissioni dell'indagato dalla carica sociale, a causa della struttura familiare dell'azienda e del suo ruolo consolidato nel mercato locale.
Continua »
Affidamento in prova: no se il curriculum è grave
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'affidamento in prova a un condannato con un grave curriculum criminale. La sentenza stabilisce che il giudice può negare la misura alternativa basandosi sulla sola gravità dei reati e sulla pericolosità sociale del soggetto, ritenendo superflua l'acquisizione di una relazione socio-familiare quando gli elementi a disposizione sono già sufficientemente negativi per formulare un giudizio prognostico sfavorevole.
Continua »