La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per detenzione di cocaina, escludendo la possibilità di qualificare il reato come 'fatto di lieve entità'. La decisione si basa su due elementi chiave: l'enorme quantità di sostanza, da cui si potevano ricavare oltre 500 dosi, e l'eccezionale grado di purezza, con un principio attivo dell'89,1%. Secondo i giudici, questi fattori dimostrano una professionalità e un'integrazione in circuiti criminali di alto livello, incompatibili con la minore gravità richiesta per il 'fatto di lieve entità'. L'imputato, condannato anche per resistenza e lesioni, perde quindi il ricorso e la sua condanna diventa definitiva.
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