La Corte di Cassazione ha stabilito che non si può parlare di spaccio di lieve entità quando l'attività, pur riguardando piccole quantità di droga, è continua e organizzata. Nel caso esaminato, un uomo è stato condannato per spaccio di cocaina. I giudici hanno negato l'ipotesi del fatto lieve non per la quantità di droga sequestrata (solo 6,6 grammi), ma perché l'imputato era costantemente disponibile a vendere a qualsiasi ora, dimostrando una notevole capacità operativa. La Corte ha quindi confermato la sua colpevolezza. Tuttavia, ha annullato la sentenza riguardo alla pena, ordinando un nuovo calcolo basato su una legge più favorevole introdotta dalla Corte Costituzionale, che ha abbassato la pena minima per questo reato.
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