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Pedissequa Reiterazione

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1133 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: limiti alla valutazione dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché rappresentava una mera ripetizione di motivi già respinti in appello e mirava a una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha ribadito che il suo ruolo è di giudice di legittimità, non di merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis: ricorso inammissibile se ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata contro la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). Il ricorso è stato giudicato una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello. La Corte ha sottolineato che la prova di un possesso non transitorio di un immobile esclude l'episodicità richiesta dall'art. 131-bis, rendendo la decisione del giudice di merito logica e corretta.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è apparente?
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla genericità e sulla natura meramente ripetitiva dei motivi addotti, già esaminati e respinti nel grado precedente. L'ordinanza ha inoltre confermato la sussistenza della recidiva e di un'aggravante, respingendo la richiesta di estinzione del reato per prescrizione. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Fuga dopo incidente: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per fuga dopo incidente e omissione di soccorso. La decisione si fonda sul fatto che l'appello era una mera ripetizione dei motivi già respinti in secondo grado, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha confermato la corretta valutazione dei giudici di merito sulla gravità della condotta e sui precedenti penali dell'imputato, che giustificavano la negazione delle attenuanti e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Tenuità del fatto: no se l’abuso è pianificato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per abuso edilizio. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica quando l'illecito non è occasionale, ma deriva da una specifica progettazione e da plurime azioni, come nel caso di un ampliamento abusivo di 39 mq. Vengono inoltre respinte le richieste di attenuanti generiche e sospensione della pena.
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Inammissibilità ricorso: la Cassazione e la tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per il reato di cui all'art. 455 c.p. I motivi del ricorso, relativi alla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e dell'attenuante del danno lieve (art. 62 n. 4 c.p.), sono stati ritenuti una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello. La Corte ha confermato che l'abitualità del comportamento osta alla tenuità del fatto e che il danno, per essere considerato lieve, deve essere di importo irrisorio.
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Danno tenue: valutazione del pregiudizio totale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per furto e danneggiamento, ribadendo un principio fondamentale: la valutazione dell'attenuante del danno tenue deve considerare l'intero pregiudizio economico subito dalla vittima, inclusi i danni collaterali come la rottura del finestrino dell'auto, e non solo il valore degli oggetti rubati.
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Ricorso inammissibile: reiterazione dei motivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per furto e uso indebito di carte di credito. Il motivo è la semplice ripetizione delle argomentazioni già respinte in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha confermato la corretta valutazione del giudice di merito nel bilanciare le attenuanti generiche e la recidiva, ritenendole equivalenti.
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Particolare tenuità del fatto: no al beneficio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per violazione delle norme sull'immigrazione. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta, poiché il comportamento, sebbene non abituale, è stato ritenuto espressione di pervicacia e di un'indole trasgressiva, elementi che ostano al riconoscimento del beneficio.
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Ricorso inammissibile: i limiti del riesame in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per rapina aggravata. La decisione ribadisce che la Corte non può riesaminare i fatti o sostituire la propria valutazione delle prove a quella dei giudici di merito. Viene inoltre respinta come manifestamente infondata la richiesta di applicare l'attenuante del fatto di lieve entità, data la gravità delle modalità del reato, che includevano violenza, minacce e l'uso di un bastone da parte di più persone.
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Circostanza attenuante: quando il danno non è lieve
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della circostanza attenuante per un danno patrimoniale di circa 720 euro. La Corte ha stabilito che la valutazione non può limitarsi all'importo, ma deve considerare il complessivo disvalore sociale della condotta, che in questo caso includeva l'uso dell'identità di quattro persone ignare per noleggiare autovetture.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e fatti di merito
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per occupazione abusiva. L'imputato chiedeva una nuova valutazione dei fatti, ma la Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare le prove, confermando la condanna e il pagamento delle spese.
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Ricorso inammissibile per ricettazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione di telefoni. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello, rendendo il ricorso generico. È stata confermata la valutazione del giudice di merito sulla consapevolezza dell'origine illecita dei beni, sul valore non modesto (circa 700 euro) e sul diniego della sospensione condizionale della pena a causa dei precedenti penali dell'imputato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione non riesamina i fatti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa online. L'ordinanza ribadisce che il giudizio di legittimità non può comportare una nuova valutazione dei fatti, confermando la decisione della corte d'appello basata su prove quali l'intestazione dell'utenza telefonica e del conto corrente utilizzati per il reato. Il ricorso è stato giudicato una mera ripetizione dei motivi d'appello, privo di una critica specifica alla sentenza impugnata.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per estorsione. I motivi sono stati giudicati una mera ripetizione di quelli già respinti in appello, confermando la correttezza della decisione impugnata sul diniego delle attenuanti e sulla determinazione della pena.
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Ricorso inammissibile: i motivi del rigetto in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per tentata rapina aggravata e altri reati. I motivi del ricorso, relativi alla responsabilità penale e al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, sono stati giudicati generici, ripetitivi di argomentazioni già respinte in appello e volti a una rivalutazione del merito non consentita in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che la determinazione della pena e la concessione delle attenuanti rientrano nella discrezionalità del giudice di merito, se adeguatamente motivate.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre imputati contro una condanna per ricettazione. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello e chiedeva una rivalutazione dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. La Corte ha confermato la decisione di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e di non concedere le attenuanti generiche.
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Ricorso inammissibile: quando è reiterazione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per il reato di truffa, in quanto i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di valutare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione della sentenza precedente. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Attenuante danno speciale: non basta il valore esiguo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando il diniego dell'attenuante danno speciale in un caso di rapina. Nonostante il basso valore della refurtiva (circa 108 euro), la Corte ha stabilito che, data la natura plurioffensiva della rapina, la valutazione del danno deve includere anche la lesione all'integrità fisica della vittima. La presenza di lesioni personali impedisce di considerare il pregiudizio complessivo di 'speciale tenuità'.
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Particolare tenuità dell’offesa: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicare la non punibilità per particolare tenuità dell'offesa è stata respinta poiché la quantità di stupefacente, pari a 34 dosi, è stata considerata sufficiente a compromettere la salute pubblica, escludendo così la possibilità di applicare il beneficio.
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