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Patto Sinallagmatico

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un accordo basato su uno scambio di prestazioni reciproche. Nel contesto della corruzione, indica l'accordo illecito tra il corruttore e il corrotto per lo scambio di un favore con un'utilità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concorso esterno in associazione mafiosa: Imprenditore complice o vittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un imprenditore, ritenuto gravemente indiziato di **Concorso esterno in associazione mafiosa**, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, autoriciclaggio ed estorsione. L'uomo aveva stretti legami con clan mafiosi, fornendo loro supporto logistico e finanziario, e utilizzando prestanome per le sue attività economiche al fine di eludere le misure antimafia. La difesa ha sostenuto l'assenza di un vero accordo con la mafia e la natura di vittima dell'imprenditore, ma la Corte ha respinto il ricorso, evidenziando il patto di reciproco vantaggio e il concreto contributo alla criminalità organizzata.
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Scambio elettorale politico-mafioso: non basta il favore personale
Un uomo, accusato di scambio elettorale politico-mafioso, era stato messo agli arresti domiciliari. L'accusa sosteneva che avesse promesso voti per una candidata in cambio di favori personali destinati a suo genero. La Corte di Cassazione ha annullato l'arresto, stabilendo un principio fondamentale: per configurare il reato di scambio elettorale politico-mafioso, il vantaggio promesso non può essere meramente personale. È necessario dimostrare che tale 'utilità' porti un beneficio concreto all'intera associazione mafiosa. Poiché i favori erano diretti solo al singolo individuo e non al clan, i presupposti del reato non erano soddisfatti.
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Corruzione in atti giudiziari: la Cassazione decide
Un imprenditore, accusato di corruzione in atti giudiziari per aver ottenuto favori da un pubblico ufficiale in cambio di ospitalità, ricorre in Cassazione. La Corte conferma i gravi indizi di colpevolezza ma annulla l'ordinanza per motivazione insufficiente sulle esigenze cautelari, rinviando al Tribunale.
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Corruzione senza corruttori: la Cassazione annulla
Un consigliere comunale era stato condannato per corruzione in relazione all'assegnazione di appalti pubblici. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo il principio della "corruzione senza corruttori". La Corte ha stabilito che la corruzione richiede un accordo bilaterale; l'assoluzione dei privati per mancanza di dolo (intento criminale) fa venire meno l'accordo stesso, rendendo insussistente il reato.
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Concorso esterno: assolto imprenditore, Cassazione ok
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione di un imprenditore dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza impugnata aveva ritenuto le prove insufficienti a dimostrare un contributo concreto e causale al clan. La Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale, validando la valutazione della Corte d'Appello, e ha dichiarato inammissibili i ricorsi di altri imputati, annullando la sentenza solo per un aspetto relativo a una confisca.
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Revisione processo penale: la prova nuova ininfluente
Un politico condannato per un patto con la mafia in cambio di voti chiede la revisione del processo penale sulla base di nuove dichiarazioni. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La nuova prova, relativa alla tempistica dell'esecuzione del favore promesso, non incide sul momento consumativo del reato, che si perfeziona con il semplice accordo. La sentenza sottolinea l'importanza della decisività della nuova prova nel giudizio di revisione.
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Scambio elettorale politico-mafioso: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura in un caso di presunto scambio elettorale politico-mafioso. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale della Libertà, escludendo la gravità indiziaria per i reati di partecipazione ad associazione mafiosa e scambio elettorale. È stato ritenuto non provato che l'attività politica di un indagato, pur legato da vincoli familiari a un boss, fosse funzionale agli interessi della cosca anziché a mere ambizioni personali. Mancava la prova di un patto sinallagmatico e dell'uso di metodi mafiosi per la raccolta voti.
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