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10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Avvocato abilitato a rappresentare e difendere le parti davanti alle giurisdizioni superiori come la Cassazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso per cassazione personale: tentare il fai-da-te costa caro
L'imputato, condannato per i reati di tentata rapina, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, ha proposto un ricorso per cassazione personale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'atto inammissibile. La riforma dell'articolo 613 del codice di procedura penale vieta infatti l'impugnazione sottoscritta direttamente dalla parte. Per accedere al giudizio di legittimità è obbligatoria la firma di un difensore iscritto nell'albo speciale. La violazione di questo vincolo formale ha comportato la conferma della decisione e la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro da versare alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso per Cassazione: perché non puoi firmarlo da solo
Il Soggetto Condannato per il reato di evasione ha presentato personalmente un Ricorso per Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha dichiarato l'atto inammissibile poiché, secondo il codice di procedura penale, il ricorso deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale dei patrocinanti. La decisione è stata presa senza udienza pubblica. Oltre al rigetto del ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende. La sentenza ribadisce l'impossibilità per il cittadino di stare in giudizio da solo davanti alla Corte di Cassazione, sottolineando la necessità di un'assistenza tecnica qualificata per evitare sanzioni pecuniarie e la perdita del diritto alla difesa.
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Ricorso per Cassazione: obbligo firma avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un Ricorso per Cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per reati di falso. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma introdotta dalla Legge 103/2017, la parte non può più sottoscrivere personalmente l'impugnazione davanti alla Suprema Corte. Tale atto deve essere necessariamente firmato da un difensore iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti, pena l'invalidità del ricorso e la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Revocazione: termini e inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione proposto da una professionista contro una precedente ordinanza della medesima Corte. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, notificata oltre il termine semestrale previsto dall'art. 391-bis c.p.c. Inoltre, la Corte ha rilevato l'inammissibilità della memoria difensiva poiché il legale non risultava più iscritto all'Albo dei patrocinanti davanti alle giurisdizioni superiori, confermando la necessità di requisiti soggettivi rigorosi per il patrocinio in sede di legittimità.
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Ricorso per Cassazione: obbligo firma avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un Ricorso per Cassazione presentato personalmente da un condannato contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., il quale impone che l'atto sia sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. Oltre al rigetto del ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Ricorso per Cassazione: obbligo firma difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un Ricorso per Cassazione presentato personalmente da un condannato contro il diniego di misure alternative alla detenzione. La Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 613 c.p.p., l'atto di ricorso deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. La mancanza di tale requisito formale ha comportato non solo il rigetto del ricorso, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Ricorso per cassazione: obbligo firma avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un cittadino contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma introdotta dalla Legge 103/2017, l'imputato o il condannato non hanno più la facoltà di sottoscrivere personalmente l'impugnazione davanti alla Suprema Corte. Tale atto deve essere necessariamente firmato da un difensore iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti, pena l'invalidità del ricorso stesso e la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: obbligo di firma del legale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente dall'imputato contro una sentenza del Tribunale di Padova. La decisione ribadisce che il ricorso per cassazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore iscritto nell'albo speciale, a pena di inammissibilità. Tale obbligo, consolidato dalla riforma del 2017, impedisce alla parte privata di agire autonomamente nel giudizio di legittimità.
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Ricorso per cassazione: obbligo firma avvocato
Un imputato ha presentato personalmente un ricorso per cassazione contro una sentenza di condanna per furto aggravato emessa dalla Corte di Appello. La Suprema Corte ha dichiarato l'atto inammissibile poiché, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione non può più essere proposto dalla parte personalmente, ma richiede obbligatoriamente la firma di un difensore iscritto all'albo speciale. Oltre all'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibilità
La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso per cassazione personale presentato da un condannato contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si basa sulla riforma del 2017 che preclude all'imputato la facoltà di proporre impugnazione personalmente, richiedendo la firma di un difensore abilitato.
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