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Particolare Tenuità Del Fatto — Anno 2022

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1584 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Particolare Tenuità Del Fatto

Provvedimenti

Reato di evasione: allontanamento breve ma condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un imputato allontanatosi dal luogo di custodia cautelare. La difesa sosteneva l'assenza dell'elemento psicologico e richiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici supremi hanno chiarito che, per la configurazione del reato, non hanno alcuna rilevanza i motivi personali, la breve durata o la minima distanza dell'allontanamento. Inoltre, la richiesta di non punibilità è stata respinta per la gravità concreta della violazione commessa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Danneggiamento: Cassazione conferma inapplicabilità particolare tenuità del fatto
Un individuo, condannato per danneggiamento (art. 635 c.p.), ha presentato ricorso in Cassazione. Ha contestato l'inapplicabilità particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il giudice di legittimità non può riesaminare il merito delle prove. Ha confermato che la condotta non rientrava nella particolare tenuità del fatto a causa della non esiguità del danno arrecato. L'imputato dovrà pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Stupefacenti di lieve entità tra condanna e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di stupefacenti di lieve entità. Il ricorrente contestava la mancata concessione della non punibilità per particolare tenuità del fatto e il diniego delle circostanze attenuanti generiche. I giudici supremi hanno chiarito che il ricorso per cassazione non può servire per richiedere una nuova valutazione delle prove o dei fatti già esaminati nei gradi precedenti. Inoltre, la Corte ha ritenuto del tutto regolare lo svolgimento dell'appello tramite contraddittorio cartolare. A causa dell'inammissibilità dell'impugnazione, l'imputato deve pagare le spese processuali e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità Ricorso Penale: Cassazione Conferma Limiti Giudice Pace
Una persona è stata condannata per lesioni personali e minacce. Ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha chiarito che non si possono contestare vizi di motivazione per sentenze del Giudice di Pace. Inoltre, la "particolare tenuità del fatto" non si applica ai reati di competenza del Giudice di Pace. La ricorrente ha perso e deve pagare le spese processuali.
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Danneggiamento aggravato del furgone: ricorso inammissibile
Due soggetti hanno assaltato e distrutto nottetempo il furgone da lavoro della persona offesa. Gli autori hanno spaccato il parabrezza, rigato la fiancata e forato tutti i quattro pneumatici con oggetti contundenti. I giudici di merito hanno identificato i responsabili grazie ai filmati della videosorveglianza e alle testimonianze della polizia giudiziaria. I condannati hanno impugnato la decisione in Cassazione invocando la non punibilità per la lieve entità del danno. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi del tutto inammissibili per la mera reiterazione di tesi già respinte. Il reato di danneggiamento aggravato commesso con armi improprie su uno strumento di lavoro esclude qualsiasi particolare tenuità. I ricorrenti devono pagare le spese processuali e tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
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Tentato Furto e Particolare Tenuità: La Cassazione e i Carichi Pendenti
L'Imputata, condannata in primo grado per tentato furto di bevande alcoliche (valore €30), è stata assolta in appello per la particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.). La Corte d'Appello ha ritenuto il valore esiguo e non ha considerato le dichiarazioni generiche della gerente del supermercato su precedenti furti. Il Procuratore Generale ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo l'abitualità della condotta dell'Imputata, basandosi anche su un certificato di carichi pendenti non prodotto in giudizio. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione della tenuità del fatto non può basarsi su elementi non accertati giudizialmente.
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Particolare tenuità del fatto: la recidiva nega il beneficio
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la condanna penale per violazione delle misure di prevenzione. La difesa chiedeva l'esclusione della recidiva e il riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'insensibilità dimostrata verso le precedenti condanne e la reiterazione dei reati escludono sia l'attenuazione della recidiva sia la causa di non punibilità. La condotta seriale dimostra una spiccata pericolosità sociale e l'assenza del carattere occasionale del reato. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Reato di evasione con auto: esclusa la particolare tenuità
Un imputato, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la valutazione della propria intenzione colpevole, la mancata concessione dell'attenuante del rientro spontaneo e il diniego della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici hanno chiarito che la valutazione psicologica non può essere riesaminata in sede di legittimità se motivata logicamente. Inoltre, l'uso di un'autovettura per allontanarsi dimostra una gravità concreta della condotta che esclude la tenuità dell'offesa, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Furto aggravato: la Particolare tenuità del fatto non si applica
La Corte d'Appello ha condannato un'imputata per furto continuato aggravato, ribaltando un'assoluzione. L'imputata ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo l'applicabilità della 'Particolare tenuità del fatto' e di una circostanza attenuante. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la presenza di un'aggravante (furto con destrezza) esclude la 'Particolare tenuità del fatto' a causa del superamento dei limiti di pena previsti. Le altre contestazioni sono state considerate generiche e già esaminate. L'imputata è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Falso furto per coprire un reato: scatta la condanna
Un automobilista ha sporto denuncia per il presunto furto della propria vettura. La polizia ha però scoperto che l'automobile era stata impiegata direttamente per compiere un vero furto. I giudici di merito hanno quindi condannato l'uomo per simulazione di reato, negando la particolare tenuità del fatto a causa del collegamento tra la falsa dichiarazione e l'illecito successivo. L'imputato ha proposto ricorso per contestare la valutazione delle prove e chiedere il riconoscimento della tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I Supremi Giudici hanno stabilito che la denuncia era astrattamente credibile e idonea a fuorviare le indagini. L'uomo ha subito la condanna definitiva al pagamento delle spese legali e di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Ricettazione: La Cassazione conferma la condanna e nega la tenuità del fatto
La Suprema Corte ha confermato la condanna per ricettazione di un individuo che aveva utilizzato un telefono di provenienza illecita inserendovi la propria SIM. L'imputato contestava l'indeterminatezza dell'accusa e la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte ha ribadito che la contestazione alternativa del reato non viola il diritto di difesa se l'imputato può difendersi pienamente. Ha inoltre escluso la particolare tenuità del fatto, ritenendo che la prova della ricettazione fosse sufficiente e che l'offesa non fosse di lieve entità, considerando la condotta e l'intenzione.
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Rifiuti Pericolosi: Condanna Confermato, Ma la Rideterminazione della Pena Cambia
Un individuo è stato condannato per reati ambientali legati allo smaltimento illecito di rifiuti. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando il diniego della particolare tenuità del fatto e un errore nella **rideterminazione della pena**. La Corte ha confermato la condanna per i reati ambientali, ritenendo corretta l'esclusione della particolare tenuità del fatto data la quantità e pericolosità dei rifiuti. Tuttavia, ha accolto il ricorso sulla pena, stabilendo che per le contravvenzioni la riduzione per il rito speciale deve essere della metà e non di un terzo. La Cassazione ha quindi ridotto l'ammenda da 6000,00 a 4500,00 euro.
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Tentato furto aggravato: lo scasso nega la particolare tenuità
Due soggetti hanno tentato di compiere un furto rimuovendo con violenza gli infissi di un immobile. I giudici di merito hanno condannato entrambi per tentato furto aggravato dalla violenza sulle cose, oltre al possesso ingiustificato di arnesi da scasso per uno di essi. Gli imputati hanno presentato ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, il diniego dell'attenuante del danno lievissimo e la mancata concessione delle attenuanti generiche o della sospensione condizionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. La violenza materiale per forzare gli infissi e la presenza di precedenti penali escludono la tenuità del reato e qualsiasi beneficio premiale.
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Particolare tenuità del fatto: Cassazione annulla per omessa motivazione
Un individuo, condannato per reati come furto e ricettazione, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte d'Appello aveva parzialmente modificato la sentenza di primo grado. Il Ricorrente lamentava la mancanza di motivazione sull'applicazione della 'particolare tenuità del fatto' (Art. 131-bis c.p.), una causa di non punibilità. La Suprema Corte ha accolto questo punto. Ha stabilito che il giudice di appello non ha adeguatamente spiegato perché non ha riconosciuto la 'particolare tenuità del fatto'. Per questo motivo, la Cassazione ha annullato la sentenza, limitatamente a tale aspetto, rinviando il caso a una diversa sezione della Corte d'Appello per una nuova valutazione sulla 'particolare tenuità del fatto'. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si può invocare in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva per la prima volta l'applicazione della 'particolare tenuità del fatto'. La Suprema Corte ha ribadito che questa causa di non punibilità non può essere sollevata per la prima volta in Cassazione se la legge era già in vigore al momento della sentenza d'appello e non era stata richiesta in precedenza. Il giudice d'appello non ha l'obbligo di pronunciarsi d'ufficio senza una specifica richiesta. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3000 euro alla cassa delle ammende.
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Occupazione abusiva di immobile pubblico: condanna senza scasso
La vicenda riguarda un cittadino accusato di aver occupato senza titolo un alloggio di edilizia residenziale pubblica e di aver reso false attestazioni sulla propria qualità di proprietario. L'occupante sosteneva la liceità dell'ingresso per via di una presunta convivenza con il parente del precedente assegnatario e per l'assenza di effrazioni. I giudici hanno respinto la linea difensiva, confermando la responsabilità per invasione di edifici aggravata e falso ideologico. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: l'occupazione abusiva di immobile pubblico e la falsità cosciente nelle dichiarazioni integrano pienamente i reati contestati, impedendo la concessione della particolare tenuità del fatto per la rilevante portata lesiva della condotta.
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Condanna per Reato di Molestia: Quando il Disturbo è Reato
Un cittadino è stato condannato per il reato di molestia, avendo disturbato un pubblico ufficiale con telefonate e visite insistenti per ottenere un alloggio. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, rigettando il suo ricorso. La sentenza ha chiarito che il reato di molestia si configura con una significativa intrusione nella sfera personale altrui. Ha inoltre stabilito che la reiterazione della condotta esclude l'applicazione della particolare tenuità del fatto e che alcuni benefici processuali devono essere richiesti nei gradi precedenti di giudizio.
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Sottrazione di cose sottoposte a sequestro: ricorso respinto
La Corte d'Appello confermava la condanna nei confronti dell'imputata per il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. L'interessata presentava ricorso per Cassazione contestando il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno evidenziato che la difesa ha sollevato censure di merito, chiedendo una nuova valutazione dei fatti preclusa in sede di legittimità. La motivazione della corte territoriale era priva di vizi logici o violazioni di legge. L'imputata perde il giudizio e deve pagare le spese processuali oltre a tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Abuso edilizio: vano con bagno o riparo provvisorio
Un proprietario ha realizzato un nuovo vano con bagno e impianti sopra la propria abitazione. La difesa ha sostenuto che l'opera fosse solo una protezione temporanea contro le infiltrazioni piovane. Il ricorrente ha inoltre invocato la particolare tenuità del fatto tramite la presentazione di una SCIA in sanatoria. La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi difensiva. Le rifiniture interne e i servizi igienici dimostrano la natura stabile dell'intervento, configurando un vero e proprio abuso edilizio. I giudici hanno escluso la particolare tenuità dell'offesa a causa della mancata demolizione della struttura e della prosecuzione dell'illecito nel tempo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna del proprietario al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Guida Spericolata: Diniego Sospensione Condizionale Pena Confermato
Un conducente è stato condannato per guida spericolata in una zona centrale della città, un reato grave ai sensi del Codice della Strada. Ha presentato ricorso per ottenere il riconoscimento della particolare tenuità del fatto e la sospensione condizionale della pena. La Corte di Cassazione ha però confermato il diniego sospensione condizionale pena e della tenuità, ritenendo che la condotta fosse pericolosa per l'incolumità pubblica e che il soggetto avesse precedenti. La Corte ha sottolineato come la valutazione della gravità del fatto e la prognosi di recidiva giustificassero la decisione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.
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