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Par Condicio Contractualis

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che indica una situazione di parità tra le parti di un accordo. Nel contesto della corruzione, significa che il privato e il pubblico ufficiale trattano l'accordo illecito come un normale contratto, su un piano di parità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Induzione indebita: Funzionario chiede favori, reato prescritto
Un funzionario pubblico, abusando del suo ruolo, esercita pressioni su un imprenditore a capo di un'associazione per delinquere finalizzata a truffare fondi pubblici. In cambio di un atteggiamento 'benevolo' sui controlli, il funzionario chiede e ottiene la promessa di posti di lavoro per la moglie e la nipote. La Corte di Cassazione ha qualificato questa condotta come reato di induzione indebita, sottolineando la pressione psicologica e la mancanza di un accordo paritario che caratterizza invece la corruzione. Sebbene il reato sia stato dichiarato estinto per prescrizione, la Corte ha confermato la condanna al risarcimento dei danni in sede civile.
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Corruzione e reato associativo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un titolare di agenzie funebri accusato di corruzione e reato associativo per un sistema di false certificazioni mediche. La Corte ha confermato la configurabilità del reato associativo, distinguendolo dal mero concorso di persone, e ha ribadito la differenza tra corruzione e induzione indebita, sottolineando come nel caso di specie vi fosse un accordo paritario tra privati e pubblici ufficiali, escludendo quindi la posizione di vittima dell'imprenditore.
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Incaricato di pubblico servizio: la Cassazione decide
Due imprenditori vengono condannati per corruzione verso il direttore di una società pubblica di gestione rifiuti. La Cassazione conferma il reato ma riqualifica il dirigente come incaricato di pubblico servizio, e non pubblico ufficiale, annullando la pena e rinviando per la sua rideterminazione.
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Associazione a delinquere: quando si è parte del patto?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore di onoranze funebri contro una misura cautelare per associazione a delinquere e corruzione. La Corte ha confermato che la sua partecipazione al sistema illecito non era occasionale ma stabile, integrando il reato associativo, e che i pagamenti costituivano corruzione, non induzione indebita.
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Induzione indebita: abuso di potere e vantaggio
La Corte di Cassazione conferma la condanna per induzione indebita di un funzionario pubblico, chiarendo la distinzione con la corruzione. Il caso riguarda un funzionario dell'Agenzia delle Entrate che ha sfruttato la sua posizione per ottenere una promessa di denaro da una società coinvolta in un contenzioso tributario. La Corte sottolinea che l'elemento chiave dell'induzione indebita è la 'prevaricazione' del pubblico ufficiale, che crea una pressione psicologica sul privato. Inoltre, il 'vantaggio indebito' per il privato può consistere anche solo nell'assicurarsi la benevolenza del funzionario, senza la necessità di un beneficio concreto e immediato.
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