Una docente ha contestato la durata dei suoi contratti di supplenza, sostenendo che fossero stati stipulati fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) anziché fino al termine dell'anno scolastico (31 agosto), pur trattandosi di supplenze su posti vacanti. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso del Ministero. Per il primo contratto (2007/2008), la cattedra non era vacante ma solo temporaneamente disponibile, legittimando la scadenza a giugno. Per gli anni successivi, relativi a spezzoni orari, la Corte ha confermato che, se le ore fanno parte di una cattedra vacante nell'organico di diritto, il supplente ha diritto alla retribuzione estiva fino al 31 agosto. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
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