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Ordine Europeo Di Indagine

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48 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ordine Europeo di Indagine: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33876/2024, ha rigettato il ricorso di un'indagata per reati legati agli stupefacenti, confermando la legittimità dell'acquisizione di chat criptate tramite un Ordine Europeo di Indagine (OEI). La Corte ha stabilito che l'OEI per ottenere prove già in possesso di un'autorità giudiziaria straniera segue le regole sulla circolazione della prova e non quelle sulla sua formazione. Pertanto, il pubblico ministero può emettere l'OEI senza preventiva autorizzazione del giudice. Vige una presunzione di legittimità dell'operato dell'autorità estera, e spetta alla difesa l'onere di provare specifiche violazioni dei diritti fondamentali.
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Chat criptate: la Cassazione ne conferma l’uso
Un soggetto, condannato per intermediazione nel traffico di cocaina, ha presentato ricorso in Cassazione contestando l'utilizzabilità delle prove provenienti da chat criptate e l'identificazione della sua persona. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità dell'acquisizione di tali dati tramite Ordine Europeo di Indagine. La sentenza ribadisce che le conversazioni su piattaforme criptate sono prove documentali la cui utilizzabilità è la regola, salvo che la difesa provi una violazione dei diritti fondamentali. Inoltre, chiarisce che l'intermediazione si consuma con l'attività volta a facilitare l'accordo, anche se la consegna non avviene.
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Intercettazioni estere: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31252/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due fratelli condannati per traffico di cocaina. I ricorrenti contestavano l'uso di intercettazioni estere ottenute dalla Francia, l'identificazione dei parlanti e l'applicazione della recidiva. La Corte ha confermato la piena utilizzabilità delle captazioni straniere secondo l'art. 270 c.p.p., ha ribadito che la perizia fonica non è obbligatoria per l'identificazione e ha ritenuto corretta la valutazione sulla recidiva, basata sulla continuità criminale e la pericolosità sociale degli imputati.
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Custodia cautelare chat criptate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati di associazione mafiosa e narcotraffico. La decisione si basava in gran parte su prove derivanti da un sistema di comunicazione criptato. La Corte ha confermato la piena utilizzabilità di tali dati, acquisiti tramite ordine europeo di indagine, e ha ritenuto sufficienti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, respingendo le argomentazioni della difesa sulla presunta violazione del diritto di difesa e sulla cessazione della pericolosità sociale. Questa sentenza consolida l'orientamento giurisprudenziale sull'uso delle chat criptate come prova nei procedimenti penali.
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Ordine europeo di indagine: prove valide dall’estero
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro una misura cautelare basata su dati da telefoni criptati, acquisiti tramite Ordine europeo di indagine da un'autorità francese. La sentenza chiarisce che tale acquisizione costituisce circolazione di prove tra procedimenti e non una nuova intercettazione. Pertanto, le prove sono utilizzabili in Italia, presumendone la legittimità, a meno che non sia provata una violazione dei diritti fondamentali della difesa.
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Ordine europeo di indagine: prove da SkyEcc valide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per traffico di stupefacenti, confermando la legittimità dell'acquisizione di messaggi da 'criptofonini' ottenuti dall'estero tramite un ordine europeo di indagine. La Corte ha stabilito che tale acquisizione non costituisce una nuova intercettazione, ma una trasmissione di prove già esistenti, la cui inutilizzabilità può essere dichiarata solo in caso di provata violazione dei diritti fondamentali della difesa.
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Dati criptati SkyEcc: prove valide in Italia?
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso in materia di traffico di stupefacenti, confermando l'utilizzabilità dei dati criptati provenienti dalla piattaforma SkyEcc. La Corte ha stabilito che i dati, già acquisiti e decifrati da autorità giudiziarie francesi e trasmessi tramite Ordine Europeo di Indagine, costituiscono prova documentale e non richiedono l'autorizzazione preventiva tipica delle intercettazioni. La difesa ha l'onere di dimostrare una specifica violazione dei diritti fondamentali, non essendo sufficiente la mera impossibilità di verificare l'algoritmo di cifratura.
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Ordine europeo indagine: ok all’uso di chat criptate
Un soggetto in custodia cautelare per narcotraffico e sequestro a scopo di estorsione ha contestato l'uso di chat criptate ottenute tramite un ordine europeo di indagine. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il Pubblico Ministero può legittimamente acquisire prove già raccolte da un'autorità giudiziaria estera senza una preventiva autorizzazione del giudice italiano, poiché si tratta di circolazione di prove già esistenti e non di un nuovo atto di indagine.
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