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Ordinanza Di Riesame

71 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una decisione emessa da un tribunale (il Tribunale del Riesame) che valuta la legittimità e la fondatezza di una misura cautelare disposta da un altro giudice. Permette di controllare se la misura è stata applicata correttamente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro probatorio arma: legittimo anche con indizi sufficienti
Un individuo è stato trovato in possesso di un coltello, che è stato sottoposto a sequestro probatorio arma. Il Tribunale di Cosenza ha convalidato il sequestro. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la motivazione del sequestro, l'identificazione del coltello come corpo del reato e la sussistenza del fumus di commissione del reato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del sequestro. Ha ritenuto che la motivazione fosse adeguata per accertamenti tecnici e per la possibile confisca, e che gli indizi di reato fossero sufficienti a giustificare il sequestro.
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Misura Cautelare Obbligo di Dimora: Cassazione Conferma Ruolo di Collegamento
Un individuo, indagato per partecipazione a un'associazione criminosa legata al traffico di stupefacenti (Art. 74 d.P.R. n. 309/1990), aveva ricevuto una misura cautelare obbligo di dimora. Il Tribunale del Riesame aveva confermato questa misura, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e la necessità di impedire la prosecuzione delle attività illecite. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'adeguatezza degli indizi e la motivazione sulle esigenze cautelari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità della misura e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Gravi Indizi di Colpevolezza: Cassazione Conferma Misura Cautelare
Un Lavoratore, indagato per traffico di stupefacenti, aveva ricevuto una misura cautelare. Il Tribunale del Riesame aveva parzialmente accolto la sua richiesta, sostituendo gli arresti domiciliari con l'obbligo di dimora. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e l'attualità del pericolo di reiterazione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il suo compito si limita a verificare la logicità della motivazione del provvedimento impugnato, non a riesaminare i fatti o a effettuare una nuova valutazione degli indizi. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale del Riesame logica e coerente.
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Associazione a delinquere: indizi trascurati, Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero. Il Tribunale del riesame aveva annullato una misura cautelare per un indagato, ritenendo insufficienti i gravi indizi di colpevolezza per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Cassazione ha censurato la motivazione del Tribunale, giudicandola inadeguata e insufficiente. Ha rilevato che il Tribunale non aveva considerato numerosi elementi probatori, come intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, che indicavano una struttura organizzata e ruoli definiti. La Corte ha quindi rinviato gli atti al Tribunale di Palermo per un nuovo esame, sottolineando la necessità di una valutazione più approfondita di tutti gli elementi a carico dell'indagato.
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Ricorso Penale Inammissibile: Sequestro Fiscale e Ruolo del Lavoratore
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro il rigetto di un riesame di sequestro preventivo, emesso per un presunto reato fiscale. Il Lavoratore contestava l'insufficienza degli indizi e l'errata valutazione della sua qualifica professionale, sostenendo di non essere tenuto alla dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso in Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo le violazioni di legge o i vizi radicali di motivazione. Per il sequestro preventivo, basta il "fumus commissi delicti" (probabilità del reato), non servono gravi indizi di colpevolezza. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato.
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Sequestro preventivo testamento falso: la Cassazione conferma
Il Tribunale di Ragusa ha confermato il sequestro preventivo di immobili, disposto in relazione all'accusa di contraffazione e utilizzo di un testamento olografo falso. L'accusata ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di una prova concreta del fumus commissi delicti (la probabile esistenza del reato) e l'errata valutazione delle consulenze grafologiche contrastanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che il Tribunale avesse correttamente valutato il quadro indiziario complessivo, confermando il sequestro preventivo testamento falso.
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Estorsione aggravata: Cassazione annulla ordinanza su ruolo esattore
Il caso riguarda un'ordinanza di riesame che aveva annullato una misura cautelare di custodia in carcere per un Soggetto Indagato, accusato di concorso in estorsione aggravata. Il Tribunale aveva ritenuto che, pur essendoci gravi indizi di estorsione, non era provato il ruolo del Soggetto Indagato come esattore. Il Pubblico Ministero ha impugnato questa decisione, sostenendo che il Tribunale non aveva considerato adeguatamente le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e una conversazione intercettata che indicavano il Soggetto Indagato come riscuotitore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza del Tribunale e rinviando gli atti per un nuovo giudizio, evidenziando una lacuna motivazionale sul ruolo dell'imputato nell'estorsione aggravata.
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Misure cautelari: inammissibile il ricorso contro l’identificazione
Un Indagato, accusato di spaccio di droga, era stato sottoposto a custodia cautelare in carcere. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la misura. L'Indagato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'identificazione e la gravità indiziaria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che le contestazioni riguardavano valutazioni di merito sui fatti, come l'identificazione e la sussistenza della gravità indiziaria, non sindacabili in Cassazione. La Corte ha ribadito che il suo compito è verificare la logicità della motivazione e la corretta applicazione delle norme. Le **misure cautelari** restano valide.
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Sequestro preventivo: il periculum in mora non è un optional
Un Rappresentante di un'Azienda ha subito un sequestro preventivo di quasi 1,5 milioni di euro. Le indagini lo accusavano di reati tributari. Il sequestro mirava alla confisca dei beni. Il Rappresentante ha chiesto di sbloccare i fondi, ma il Tribunale ha respinto la sua richiesta. La Cassazione ha esaminato il caso. Ha stabilito che un sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve sempre spiegare non solo perché si pensa sia stato commesso un reato (fumus commissi delicti), ma anche perché c'è un periculum in mora, cioè il rischio che il bene possa sparire prima della decisione finale. Senza questa motivazione, l'ordinanza è incompleta. La Cassazione ha quindi annullato la decisione del Tribunale e ha ordinato un nuovo esame, limitatamente alla questione del periculum in mora.
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Misura Cautelare Annullata: Indizi Insufficienti per Associazione a Delinquere
La Corte di Cassazione ha annullato una misura cautelare di obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria, applicata a un indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Il Tribunale di Catanzaro aveva confermato la misura, ma la Cassazione ha ritenuto insufficiente e contraddittoria la motivazione sui gravi indizi di colpevolezza riguardo la partecipazione dell'indagato all'associazione. La motivazione del Tribunale si basava sul ruolo di fornitore di droga dell'indagato, ma non chiariva il suo inserimento nella struttura associativa, contraddicendosi con l'identificazione di altri soggetti come capi. Di conseguenza, l'ordinanza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio, che dovrà riesaminare la sussistenza dei gravi indizi e delle esigenze cautelari per l'annullamento misura cautelare.
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Sequestro Preventivo: Circolo Illegale, Bene di Terzi Sotto Chiave
Un circolo privato organizzava eventi musicali aperti al pubblico senza licenze e senza rispettare le norme di sicurezza. Il Tribunale ha confermato il **sequestro preventivo** dei locali, ritenendo sussistente il fumus commissi delicti (indizio di reato) e il periculum in mora (pericolo di reiterazione). La Cassazione ha rigettato i ricorsi del proprietario (non indagato) e del gestore. Ha stabilito che il **sequestro preventivo** può colpire beni di terzi se la loro disponibilità favorisce la prosecuzione del reato. Gli altri motivi sono stati dichiarati inammissibili perché riguardavano questioni di fatto. I ricorrenti sono stati condannati alle spese.
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Armi illegali: Cassazione annulla per difetto di Misure cautelari e motivazione
Un individuo è stato sottoposto a custodia cautelare in carcere per detenzione illegale di una pistola con matricola abrasa. Le prove includevano un video sul suo cellulare che lo mostrava con diverse armi e munizioni. La sua difesa sosteneva fossero armi giocattolo, ma il Tribunale del Riesame ha respinto questa tesi. La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso, ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame. La Suprema Corte ha rilevato una grave carenza nella motivazione, evidenziando come l'ordinanza non avesse adeguatamente spiegato la gravità indiziaria e le esigenze cautelari, né avesse ricostruito in modo completo le fasi del procedimento. Questo caso sottolinea l'importanza di una motivazione chiara e completa nelle decisioni sulle Misure cautelari e motivazione.
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Detenzione Illegale di Arma: Ricorso Inammissibile per l’Indagato
Un Indagato è stato posto agli arresti domiciliari per detenzione illegale di arma comune da sparo, trovata nella sua abitazione rurale. Ha negato di esserne a conoscenza. Il Tribunale del riesame ha confermato la misura. L'Indagato ha presentato ricorso per cassazione, contestando l'assenza di detenzione e di esigenze cautelari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la presenza dell'arma nell'abitazione fosse sufficiente per i gravi indizi di colpevolezza e che la pericolosità intrinseca dell'arma giustificasse le esigenze cautelari, nonostante l'assenza di precedenti specifici. L'inammissibilità del ricorso ha comportato la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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Associazione per delinquere: la Cassazione conferma le misure cautelari
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un Indagato, confermando le misure cautelari per **associazione per delinquere**. L'Indagato contestava la mancanza di gravi indizi attuali e l'assenza di esigenze cautelari concrete, dato che le condotte risalivano al 2015. La Corte ha chiarito che, per i reati associativi, l'attualità della pericolosità non si valuta solo sulla data dell'ultimo reato fine, ma sulla persistenza del vincolo criminale, la professionalità dei membri e il loro inserimento in circuiti illeciti. Gli indizi erano consistenti e le esigenze cautelari attuali.
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Omicidio stradale: semaforo rosso e droga costano la libertà
Un conducente ha causato un incidente mortale, investendo un motociclista dopo aver ignorato un semaforo rosso e superato altri veicoli a velocità sostenuta. Gli esami hanno rivelato che il conducente era positivo ai cannabinoidi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale che aveva rigettato il ricorso del conducente, mantenendo la misura cautelare degli arresti domiciliari. La sentenza ha ribadito la gravità dell'omicidio stradale aggravato dall'uso di sostanze stupefacenti e dalla violazione delle norme del codice della strada.
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Inammissibilità del Ricorso: Quando il Giudice può Richiamare Altre Decisioni
Un indagato ha presentato ricorso contro il rigetto della sua richiesta di riesame degli arresti domiciliari, disposti per reati di associazione a delinquere e violazioni tributarie. Egli contestava la mancanza di un'autonoma valutazione da parte del Giudice per le indagini preliminari di Savona riguardo alle esigenze cautelari e ai gravi indizi di colpevolezza, sostenendo che il giudice si fosse limitato a richiamare l'ordinanza di un altro G.I.P. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, affermando la legittimità della motivazione per relationem. Il G.I.P. di Savona aveva richiamato integralmente l'ordinanza del G.I.P. di Asti, che aveva già valutato indizi ed esigenze cautelari.
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Sfruttamento del Lavoro: Cassazione Inammissibile sul Ricorso del PM
Il Tribunale di Catanzaro aveva annullato una misura di controllo giudiziario contro una famiglia di imprenditori, ritenendo insussistente il fumus commissi delicti (l'indizio di reato) per sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.). Il Pubblico Ministero ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando vizi di motivazione e erronea applicazione della legge. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che contro le ordinanze di riesame si può ricorrere solo per violazione di legge, non per vizi di motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o illogica. La motivazione del Tribunale è stata ritenuta completa e puntuale.
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Associazione per delinquere: quando l’accordo illecito non è un caso
Un individuo ha presentato ricorso contro la conferma della sua custodia cautelare in carcere. Era accusato di far parte di due associazioni per delinquere finalizzate al traffico di cocaina dal Sudamerica e di aver tentato l'importazione di ingenti quantità di droga, agendo come finanziatore. Il Ricorrente contestava la sussistenza del reato associativo, sostenendo si trattasse di concorso di persone nel reato continuato e criticando la motivazione sulla sua partecipazione e sulla disponibilità della sostanza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'elemento distintivo dell'associazione per delinquere è un accordo criminoso stabile e una struttura organizzativa, anche minima, finalizzata a un programma delittuoso indeterminato, distinguendola dal concorso di persone. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale del Riesame logica e basata su solide prove, confermando la gravità degli indizi e la necessità della misura cautelare.
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Sequestro per ricettazione annullato: il denaro nascosto non basta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per ricettazione riguardante oltre 800.000 euro in contanti e monete d'oro. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale: il solo ritrovamento di ingenti somme di denaro nascoste, anche in assenza di una giustificazione plausibile, non è sufficiente per configurare il 'fumus' del reato. Per procedere con un sequestro preventivo per ricettazione, l'accusa deve fornire elementi ulteriori e concreti che colleghino quel denaro a un delitto presupposto specifico. In mancanza di tali prove, il sequestro è illegittimo. La Corte ha rinviato il caso al Tribunale per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Sequestro preventivo: confisca obbligatoria non lo rende automatico
Un commercialista, indagato per aver partecipato a una frode su bonus edilizi, subisce un sequestro di 9.400 euro. La Corte di Cassazione interviene sul punto, annullando parzialmente il provvedimento. La Corte stabilisce un principio fondamentale: anche quando la legge prevede la confisca obbligatoria dei beni alla fine del processo, il giudice deve comunque motivare in modo specifico il 'periculum in mora' per giustificare un sequestro preventivo. Non è sufficiente un automatismo. Il giudice deve spiegare perché esiste il rischio concreto e attuale che i beni possano sparire prima della sentenza definitiva. La mancanza di questa spiegazione rende illegittimo il sequestro preventivo periculum in mora.
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