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Ordinanza De Libertate

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Termine latino usato nel gergo giuridico per indicare i provvedimenti del giudice che decidono sulla libertà personale di un indagato o imputato, come un'ordinanza che applica o revoca una misura cautelare.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assolto ma senza risarcimento: la riparazione per ingiusta detenzione negata
Un Lavoratore, assolto da un reato di associazione mafiosa dopo anni di detenzione cautelare, ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte d'Appello ha negato il risarcimento, ritenendo il suo comportamento gravemente colposo a causa di contatti ambigui con esponenti mafiosi, pur non provando la sua partecipazione diretta. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito l'autonomia del giudizio di riparazione rispetto al processo penale, affermando che una condotta gravemente colposa, anche se non costituisce reato, può impedire la riparazione se ha creato una falsa apparenza di illiceità.
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Ricorso Straordinario: Inammissibilità per l’Indagato in Misure Cautelari
Un Indagato ha presentato un ricorso straordinario contro un'ordinanza che confermava la sua custodia in carcere, basata su intercettazioni. L'Indagato contestava l'utilizzabilità delle prove e la valutazione degli indizi. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso straordinario. Ha stabilito che questo strumento è riservato solo al Procuratore Generale e ai condannati, non all'indagato, e non è utilizzabile contro provvedimenti sulla libertà personale che non sono definitivi. L'Indagato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: negato all’indagato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario per errore di fatto proposto da un indagato sottoposto a custodia cautelare in carcere. L'indagato contestava una precedente ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso per una presunta rinuncia, in realtà riferita a un altro procedimento. La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso straordinario per errore di fatto, previsto dall'articolo 625-bis del codice di procedura penale, è uno strumento eccezionale riservato esclusivamente al procuratore generale e al condannato in via definitiva. Di conseguenza, tale rimedio non può essere utilizzato da una persona sottoposta a indagini preliminari, né può essere applicato alle ordinanze sulla libertà personale, le quali non sono mai irrevocabili. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Partecipazione associativa: quando si annulla la misura
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di partecipazione associativa finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la mera disponibilità personale verso un membro apicale dell'organizzazione e l'agire da "anello di congiunzione" per incontri, senza un provato contributo operativo e funzionale alle attività illecite del gruppo, non costituisce un quadro di gravità indiziaria sufficiente a giustificare la misura. Il caso è stato rinviato al Tribunale del Riesame per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Partecipazione associazione mafiosa: la prova del ruolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna contro un'ordinanza di custodia cautelare per partecipazione in un'associazione di tipo mafioso. La Corte ha ritenuto ben motivata la decisione del Tribunale, che ha identificato l'indagata come un'intermediaria cruciale per il marito detenuto, capo del clan. La sentenza chiarisce che un supporto continuo e vitale, anche senza la commissione diretta di reati, costituisce prova di partecipazione associazione mafiosa, superando la semplice connivenza familiare.
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Traduzione atti giudiziari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero detenuto in base a un mandato di arresto europeo. Il ricorrente lamentava la mancata traduzione atti giudiziari, in particolare dell'ordinanza che negava la sua scarcerazione. La Corte ha stabilito che l'obbligo di traduzione si applica all'ordinanza iniziale che dispone la misura cautelare, ma non necessariamente alle successive decisioni su istanze di riesame o appello, specialmente quando l'imputato è assistito da un difensore. La motivazione sul pericolo di fuga è stata ritenuta adeguata.
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Gravi indizi di colpevolezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di arresti domiciliari per rapina. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma controllare la logicità della motivazione. In questo caso, i gravi indizi di colpevolezza erano stati adeguatamente motivati dal Tribunale del Riesame, rendendo le censure del ricorrente un tentativo inammissibile di ottenere una nuova valutazione del merito.
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Associazione di tipo mafioso: la ‘messa a disposizione’
La Corte di Cassazione conferma una misura di custodia cautelare per il reato di associazione di tipo mafioso, chiarendo che la 'messa a disposizione' al sodalizio criminale è sufficiente per integrare la partecipazione. La prova può derivare da un complesso di elementi indiziari, come conversazioni intercettate, frequentazioni e pubblicazioni sui social media, anche in assenza di dichiarazioni di collaboratori di giustizia. La sentenza sottolinea l'autonomia del giudice del rinvio nel rivalutare le stesse fonti di prova per colmare le lacune motivazionali indicate in un precedente annullamento.
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Associazione eversiva: quando l’ideologia non basta
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una misura cautelare per il reato di associazione eversiva. La decisione si fonda sulla distinzione tra la mera adesione a un'ideologia, anche estrema, e la concreta capacità organizzativa di un gruppo di porre in essere una minaccia reale all'ordine democratico. Secondo la Corte, per configurare il reato, non basta l'intento ma è necessaria una struttura idonea a realizzare il programma sovversivo, applicando così il principio di offensività.
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