LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ordinamento Penitenziario

Pagina 21 di 28

559 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Calcolo pena semilibertà: la Cassazione chiarisce
Un detenuto contesta il diniego di semilibertà, sostenendo un errore nel calcolo della pena. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che la liberazione anticipata riduce la pena totale ma non può essere contata due volte. La decisione del Tribunale sul corretto calcolo pena semilibertà è quindi confermata, stabilendo un principio fondamentale per l'accesso ai benefici penitenziari in presenza di reati ostativi.
Continua »
Colloqui 41-bis: videochiamate solo in casi eccezionali
Un detenuto in regime speciale 41-bis ha richiesto di effettuare i colloqui familiari tramite videochiamata, adducendo difficoltà economiche e la notevole distanza della famiglia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che i colloqui 41-bis a distanza sono una misura eccezionale, ammissibile solo in caso di comprovata impossibilità o estrema difficoltà dei familiari a recarsi in istituto, e non per mere ragioni di convenienza o disagio.
Continua »
Sanzione disciplinare detenuto: limiti del reclamo
Un detenuto ha ricevuto una sanzione disciplinare (ammonizione) per aver modificato il suo telecomando. Ha presentato ricorso lamentando vizi procedurali, violazione del diritto di difesa e l'incostituzionalità delle norme che limitano il controllo giurisdizionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per una sanzione disciplinare detenuto di lieve entità, il controllo del giudice è limitato alla sola legittimità del procedimento e non può estendersi al merito dei fatti. I presunti vizi procedurali sono stati ritenuti irrilevanti in assenza di un concreto pregiudizio per la difesa.
Continua »
Colloqui 41-bis: la Cassazione sui limiti alle visite
Un detenuto in regime di 41-bis ha contestato le restrizioni sui contatti familiari, chiedendo colloqui visivi più lunghi e telefonate mensili garantite. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le limitazioni sui colloqui 41-bis non sono misure puramente punitive, ma strumenti necessari per recidere i legami con le organizzazioni criminali e tutelare la sicurezza pubblica, in linea con le finalità del regime speciale.
Continua »
Permesso premio: Cassazione annulla di nuovo
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava un permesso premio a un detenuto condannato all'ergastolo per reati di stampo mafioso. La Suprema Corte ha stabilito che la gravità dei reati e la mancata collaborazione non possono, da sole, giustificare il diniego. È necessario un bilanciamento concreto tra il passato criminale e il percorso rieducativo del detenuto, valutando l'effettiva assenza di legami attuali con la criminalità organizzata.
Continua »
Diritti detenuto: no frigo, sì a borse termiche
La Corte di Cassazione ha stabilito che negare a un detenuto l'uso di un frigorifero o di una borsa frigo rigida non viola i suoi diritti fondamentali, a condizione che l'amministrazione penitenziaria fornisca un'alternativa adeguata per la conservazione degli alimenti, come borse termiche morbide con tavolette refrigeranti sostituibili. La Corte ha ritenuto tale diniego una scelta organizzativa discrezionale, non lesiva del diritto alla salute, e ha dichiarato inammissibile il ricorso del detenuto, confermando la legittimità della decisione del Magistrato di Sorveglianza.
Continua »
Risarcimento detenuti: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un carcerato in tema di risarcimento detenuti per condizioni inumane. La Corte ha stabilito due principi chiave: non è possibile chiedere una riduzione della pena attuale per un danno subito in una detenzione precedente e conclusa; inoltre, le censure devono essere specifiche e non generiche, soprattutto in presenza di fattori compensativi come il regime a celle aperte.
Continua »
Permesso premio: concesso senza collaborazione giustizia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale contro la concessione di un permesso premio a un detenuto condannato all'ergastolo per reati ostativi. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, ritenendo che, nonostante la mancata collaborazione con la giustizia, fossero presenti elementi sufficienti a dimostrare la dissociazione del detenuto dal contesto criminale e l'assenza di un pericolo di ripristino dei legami, in linea con la nuova normativa dell'art. 4-bis dell'Ordinamento Penitenziario.
Continua »
Regime 41 bis: La Cassazione conferma la proroga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41 bis. La sentenza chiarisce che il controllo del Tribunale di Sorveglianza deve essere sostanziale e non meramente formale, valutando l'effettiva pericolosità attuale. La Corte ha inoltre confermato la legittimità costituzionale del regime 41 bis, escludendo la violazione del principio di irretroattività per le modifiche normative e ribadendo che la sua durata non è illimitata, essendo soggetta a revisioni periodiche.
Continua »
Liberazione condizionale: cos’è il sicuro ravvedimento?
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'istanza di liberazione condizionale a un condannato all'ergastolo per omicidio e associazione mafiosa. La sentenza ribadisce che il 'sicuro ravvedimento', requisito essenziale per il beneficio, non si esaurisce nella buona condotta carceraria, ma richiede una profonda e comprovata revisione critica del proprio passato criminale, manifestata con atti concreti di apertura verso le vittime e la società.
Continua »
Prescrizione lavoro carcerario: la decorrenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19005/2024, ha stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi per il lavoro svolto in carcere non decorre dalla cessazione di ogni singolo incarico, ma dal momento in cui cessa l'intero rapporto di lavoro carcerario. La decisione si fonda sulla natura unitaria del rapporto e sulla condizione di soggezione ('metus') del detenuto, che non gli permette di esercitare liberamente i propri diritti durante la detenzione. Viene così rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, che sosteneva la decorrenza della prescrizione dalle singole interruzioni lavorative.
Continua »
Lavoro carcerario e prescrizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19004/2024, ha stabilito che i molteplici periodi di attività lavorativa svolti da un detenuto durante la detenzione costituiscono un unico rapporto di lavoro. Di conseguenza, il termine di prescrizione per i crediti retributivi non decorre dalla fine di ogni singolo incarico, ma dal momento in cui cessa definitivamente il rapporto di lavoro carcerario, superando la tesi del Ministero della Giustizia che invocava la prescrizione per i periodi più risalenti.
Continua »
Colloqui detenuti: quando possono essere negati?
Un detenuto ha presentato ricorso contro il diniego di colloqui con il padre, motivato dal giudice con il rischio di inquinamento probatorio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i colloqui detenuti, pur essendo un diritto fondamentale, possono essere temporaneamente limitati in presenza di esigenze investigative concrete e attuali, come un interrogatorio imminente, a condizione che la decisione sia adeguatamente motivata.
Continua »
Corrispondenza detenuti: stop al sequestro senza motivo
La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento di un Tribunale di Sorveglianza che confermava il trattenimento di una fotografia inviata a un carcerato. La decisione si fonda sul principio che ogni limitazione alla corrispondenza detenuti, specialmente per soggetti in regime di 41-bis, deve essere supportata da una motivazione concreta e specifica che indichi un pericolo reale per la sicurezza, non essendo sufficienti motivazioni generiche o apparenti basate sulla mancata prova di legami affettivi.
Continua »
Condizioni detentive: ricorso generico è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che lamentava le proprie condizioni detentive. La decisione si fonda sulla genericità delle critiche mosse, che non contestavano specificamente le motivazioni del Tribunale di Sorveglianza, il quale aveva già escluso situazioni di degrado basandosi su una superficie individuale superiore a quattro metri quadrati e sull'assenza di criticità nei servizi igienici, riscaldamento e accesso all'acqua.
Continua »
Cucinare in carcere: limiti e orari per il 41-bis
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità delle restrizioni orarie per cucinare in carcere imposte ai detenuti in regime 41-bis. Un detenuto aveva ottenuto in primo e secondo grado il diritto di cucinare senza limiti orari, ma la Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che la differenziazione rispetto ai detenuti comuni è giustificata da esigenze organizzative e di sicurezza, e non costituisce un trattamento discriminatorio o vessatorio. La sentenza ribadisce la potestà regolamentare dell'Amministrazione Penitenziaria nell'organizzare la vita detentiva.
Continua »
Diritto di difesa: no macchina da scrivere in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto in regime 41-bis che chiedeva di acquistare una macchina da scrivere per la presunta illeggibilità della sua grafia. Secondo la Corte, il diritto di difesa non subisce un pregiudizio concreto e attuale se le istanze manoscritte del detenuto sono sempre state comprese dall'autorità giudiziaria. La mera difficoltà di lettura non equivale a una lesione del diritto.
Continua »
Regime 41-bis: limiti e reclami del detenuto
Un detenuto sottoposto al regime 41-bis ha presentato ricorso contro diverse restrizioni, tra cui il divieto di acquisto di specifici alimenti e limiti all'uso del computer. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per la sua genericità, non avendo l'appellante contestato in modo specifico le motivazioni del tribunale precedente. La sentenza conferma che le restrizioni nel regime 41-bis sono legittime se motivate da ragioni di sicurezza o dalla necessità di impedire al detenuto di rafforzare il proprio status criminale.
Continua »
Diritti del detenuto: farina e lievito in cella?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto per un detenuto di acquistare farina e lievito non lede i suoi diritti fondamentali. La richiesta non riguarda il diritto alla salute, ma rientra nelle scelte organizzative e di sicurezza dell'amministrazione penitenziaria. La sentenza chiarisce i confini tra i diritti del detenuto, tutelabili con reclamo giurisdizionale, e le decisioni discrezionali della direzione del carcere, che non sono sindacabili se non manifestamente irragionevoli.
Continua »
Lavoro carcerario: da quando decorre la prescrizione?
Un ex detenuto ha lavorato in diverse mansioni durante la detenzione, chiedendo poi un adeguamento retributivo. Il Ministero della Giustizia ha eccepito la prescrizione per i crediti più datati. La Corte di Cassazione ha stabilito che il rapporto di lavoro carcerario è da considerarsi unico e continuativo, nonostante le interruzioni. Pertanto, la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione definitiva del rapporto di lavoro complessivo, non dalla fine di ogni singolo incarico, a causa dello stato di soggezione ('metus') in cui si trova il detenuto.
Continua »