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Opposizione

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826 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Lavoro pubblica utilità: modifiche e ricorso
Un condannato a lavoro di pubblica utilità ha chiesto di poter lavorare all'estero, in deroga all'obbligo di permanenza in Lombardia. La Corte d'Appello ha negato la richiesta. L'interessato ha proposto ricorso per cassazione, ma la Suprema Corte ha chiarito che il rimedio corretto non era il ricorso, bensì l'opposizione davanti allo stesso giudice. Pertanto, ha convertito l'atto e rinviato il caso alla Corte d'Appello per la decisione nel merito.
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Opposizione a esecuzione penale: guida alla sentenza
Un terzo, i cui beni erano stati confiscati, si è visto negare dal Tribunale la possibilità di contestare il provvedimento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che il terzo ha sempre diritto a presentare un'opposizione a esecuzione penale dopo un primo rigetto. La Corte ha stabilito che il Tribunale ha errato nell'invocare il principio del 'ne bis in idem', poiché l'opposizione è un rimedio specifico e non un secondo giudizio sullo stesso fatto. La causa è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione nel merito.
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Riduzione della pena: la procedura corretta
Un condannato ha richiesto una riduzione della pena per non aver impugnato la sentenza emessa in sede di rinvio. La Corte di Cassazione, senza entrare nel merito della richiesta, ha corretto la procedura seguita. Ha stabilito che l'impugnazione presentata erroneamente come ricorso per cassazione deve essere riqualificata come 'opposizione' e trattata dalla Corte d'Appello. Questa ordinanza chiarisce che il corretto iter procedurale contro le decisioni del giudice dell'esecuzione in materia di riduzione della pena è l'opposizione, non il ricorso diretto in Cassazione.
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Riqualificazione ricorso penale: quando si converte
Una donna, condannata per spaccio, si è vista negare la restituzione di una somma di denaro sequestrata. Ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Corte ha stabilito che il rimedio corretto era un'opposizione. Invece di dichiarare l'inammissibilità, la Corte ha operato una riqualificazione del ricorso penale, convertendolo in opposizione e rinviando gli atti al giudice competente, in applicazione del principio del 'favor impugnationis'.
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Opposizione decreto ingiuntivo: quale rito usare?
Una società proponeva opposizione a decreto ingiuntivo utilizzando il rito del lavoro, dato che il credito derivava da un rapporto di agenzia. La Corte d'Appello dichiarava l'opposizione inammissibile, sostenendo che si sarebbe dovuto seguire il rito ordinario scelto dal creditore. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: per l'opposizione a decreto ingiuntivo, il rito corretto è determinato esclusivamente dalla natura del credito (causa petendi) e non dalla scelta procedurale di chi ha richiesto l'ingiunzione.
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Rimedio ex art. 115-bis c.p.p.: No a Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro un decreto di 'non luogo a provvedere' su un'istanza per violazione della presunzione di innocenza. La Corte ha chiarito che il corretto strumento processuale non è il ricorso per abnormità, ma lo specifico rimedio ex art. 115-bis c.p.p., ovvero l'opposizione al capo dell'ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento.
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Riabilitazione misura di prevenzione: l’opposizione
La Corte di Cassazione interviene su un caso di riabilitazione da una misura di prevenzione personale. Il Procuratore Generale aveva impugnato con ricorso per cassazione l'ordinanza di riabilitazione emessa dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha chiarito che il rimedio corretto non è il ricorso, ma l'opposizione davanti alla stessa Corte d'Appello che ha emesso il provvedimento. Di conseguenza, ha riqualificato l'impugnazione come opposizione e ha rinviato gli atti alla Corte d'Appello per la prosecuzione del procedimento.
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Confisca post-sentenza: conversione del ricorso
La Corte di Cassazione affronta il caso di una confisca post-sentenza disposta con ordinanza 'de plano', ovvero senza udienza, dopo una sentenza di patteggiamento. Invece di dichiarare inammissibile il ricorso per cassazione presentato dall'imputato, la Corte lo ha riqualificato come opposizione. La decisione si basa sul principio del 'favor impugnationis', garantendo il diritto dell'imputato a un contraddittorio davanti al giudice dell'esecuzione, che dovrà rivalutare la legittimità della confisca.
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Decreto penale di condanna: esclusione illegittima
Un candidato viene escluso da una selezione pubblica per un decreto penale di condanna emesso a suo carico. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esclusione è illegittima. La motivazione risiede nel fatto che il candidato aveva tempestivamente proposto opposizione al decreto; tale atto ne determina la revoca automatica (ipso iure). Di conseguenza, al momento dell'esclusione, la condanna non era più giuridicamente esistente, rendendo il provvedimento dell'azienda privo di fondamento.
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Opposizione liquidazione compensi: guida e giurisdizione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità emessa da un giudice penale riguardo un'opposizione a liquidazione compensi. Il caso verteva su un ricorso di un avvocato per gratuito patrocinio, correttamente depositato in cancelleria civile ma erroneamente trasmesso a un giudice penale. La Suprema Corte ha ribadito che la competenza per l'opposizione al quantum liquidato spetta al giudice civile, distinguendola nettamente dalle controversie sull'ammissione al patrocinio, che restano in ambito penale. L'errore procedurale ha portato all'annullamento senza rinvio, con trasmissione degli atti al presidente del tribunale competente.
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Opposizione riabilitazione: la Cassazione chiarisce
Un soggetto si è visto rigettare la richiesta di riabilitazione a seguito di una misura di prevenzione. Ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, senza entrare nel merito, ha chiarito che il rimedio corretto non è il ricorso, ma l'opposizione riabilitazione da presentare alla stessa corte che ha emesso il provvedimento. Pertanto, ha riqualificato l'atto come opposizione e ha rinviato gli atti alla Corte d'Appello competente.
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Impugnazione errata: come salvarla con la riqualifica
Un soggetto ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza che riteneva non superato il periodo di affidamento in prova. La Suprema Corte ha stabilito che si trattava di una impugnazione errata, poiché il rimedio corretto era l'opposizione davanti allo stesso Tribunale. In applicazione del principio di conservazione degli atti, la Corte ha riqualificato il ricorso come opposizione e ha trasmesso gli atti al giudice competente, garantendo al ricorrente la possibilità di far valere le proprie ragioni nella sede appropriata.
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Impugnazione esito affidamento: l’errore da evitare
Una persona contesta l'esito negativo del suo affidamento in prova con un ricorso per Cassazione. La Corte suprema chiarisce che il rimedio corretto è l'opposizione davanti allo stesso Tribunale di Sorveglianza. L'impugnazione dell'esito dell'affidamento in prova viene quindi riqualificata e gli atti rinviati al giudice competente, applicando il principio di conservazione degli atti.
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Incidente di esecuzione: opposizione è la via giusta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva dichiarato inammissibile un'opposizione in un incidente di esecuzione relativo alla revoca di una confisca. La Corte ha stabilito che, anche se il giudice dell'esecuzione procede erroneamente con un'udienza camerale (ex art. 666 c.p.p.) invece che de plano, il rimedio esperibile resta l'opposizione. Questa scelta garantisce il diritto della parte a un secondo grado di giudizio nel merito, un principio che non può essere sacrificato a causa di un'irritualità procedurale.
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Listino prezzi: la comunicazione non modifica il contratto
In un caso di opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale ha stabilito che l'invio di un nuovo listino prezzi promozionale via email non è sufficiente a modificare le condizioni tariffarie di un contratto quadro esistente. La corte ha rigettato l'opposizione, confermando il decreto ingiuntivo, poiché la comunicazione non rispettava le forme previste dal contratto per le modifiche e non manifestava una chiara volontà di sostituire le tariffe in vigore. Il semplice proseguimento del rapporto commerciale non è stato ritenuto un'accettazione tacita delle nuove condizioni.
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Cessazione materia del contendere: accordo e spese
Un fornitore otteneva un decreto ingiuntivo per fatture non pagate. Il debitore si opponeva, eccependo l'incompetenza territoriale e l'errato calcolo degli interessi. Durante la causa, le parti raggiungevano un accordo e il debito veniva saldato. Il Tribunale, di conseguenza, dichiarava la cessazione della materia del contendere, compensando le spese legali tra le parti.
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Opposizione decreto penale: non serve mandato speciale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile un'opposizione a decreto penale per la mancata allegazione di un mandato specifico post-decisione, come previsto dalla Riforma Cartabia. La Corte ha stabilito che tali nuove norme si applicano solo alle impugnazioni di sentenze emesse a seguito di un giudizio, e non all'opposizione a decreto penale, che è un rimedio volto a instaurare per la prima volta il contraddittorio. Inoltre, il decreto era stato emesso prima dell'entrata in vigore della riforma, rendendo le nuove norme comunque inapplicabili per il principio di irretroattività.
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Impugnazione ex art. 115 bis: la Cassazione chiarisce
Due soggetti, i cui reati erano stati dichiarati estinti per prescrizione, hanno subito un pregiudizio a causa di una sentenza che conteneva riferimenti alla loro colpevolezza, impedendo l'iscrizione in 'white list'. La loro richiesta di correzione, basata sull'art. 115 bis c.p.p., è stata rigettata. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha stabilito che il rimedio corretto non è il ricorso, ma l'opposizione al Presidente della corte che ha emesso il provvedimento. Pertanto, ha riqualificato l'impugnazione ex art. 115 bis e trasmesso gli atti all'organo competente.
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Opposizione decreto penale: decorrenza del termine
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità di un'opposizione a decreto penale. La Corte ha stabilito che, ai fini della decorrenza dei termini, rileva la data di notifica del decreto all'imputato e non quella al difensore. Di conseguenza, l'opposizione decreto penale, precedentemente ritenuta tardiva, è stata giudicata tempestiva, ripristinando il diritto dell'imputato a un processo.
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Data certa: la prova testimoniale non basta nel fallimento
Un consulente chiede l'ammissione di un credito in un fallimento, ma la sua domanda viene respinta. La Cassazione conferma la decisione, sottolineando che un contratto privo di data certa non è opponibile alla procedura e che la prova testimoniale non può essere usata per stabilire tale data.
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