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Opposizione Stato Passivo

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35 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Opposizione stato passivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un agente della riscossione contro l'esclusione di un credito dallo stato passivo di un fallimento. La decisione si fonda sull'impossibilità di contestare in sede di legittimità la valutazione delle prove documentali effettuata dal tribunale. La Corte ha stabilito che la doglianza del ricorrente, basata su un presunto omesso esame di un documento, costituiva in realtà un tentativo di ottenere un riesame dei fatti, non consentito in Cassazione. Il caso evidenzia l'importanza di fornire prove chiare e inequivocabili nell'ambito di una opposizione stato passivo.
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Opposizione stato passivo: quando è inammissibile
Un professionista ha presentato ricorso contro la parziale ammissione del suo credito in un fallimento. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la presunta parzialità del giudice si contesta con la ricusazione, non con l'impugnazione. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione delle prove nell'opposizione stato passivo spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, se non per vizi specifici non riscontrati nel caso.
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Opposizione stato passivo: prova del credito
Un Ente Pubblico Territoriale si opponeva all'esclusione del proprio credito dal passivo di un fallimento. La Cassazione ha accolto il ricorso, cassando il decreto del Tribunale per vizio di motivazione. Il Tribunale non aveva adeguatamente valutato le prove fornite, come una consulenza tecnica, né disposto l'acquisizione dei documenti già presenti nel fascicolo fallimentare. La Cassazione ha ribadito che nell'opposizione stato passivo è sufficiente indicare i documenti già prodotti, spettando al giudice acquisirli se mancanti.
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Opposizione stato passivo: quando la domanda è nuova?
Una società creditrice ha proposto opposizione allo stato passivo di un fallimento, chiedendo la restituzione di somme versate in base a un contratto di subaffitto d'azienda ritenuto nullo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del tribunale. La domanda basata sulla nullità è stata considerata 'nuova' e quindi inammissibile rispetto a quella originaria fondata sulla risoluzione per inadempimento. Inoltre, la valutazione sull'esistenza del contratto locativo originario è un apprezzamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Opposizione stato passivo: onere della prova e verifica
La Corte di Cassazione stabilisce che nell'opposizione allo stato passivo, il giudice ha il potere-dovere di verificare d'ufficio la tempestività del ricorso. Non può dichiarare l'inammissibilità per mancata prova da parte del creditore, ma deve consultare il fascicolo fallimentare se il ricorrente ha allegato i fatti a sostegno della tempestività. La sentenza ribalta una decisione di merito che aveva erroneamente posto l'intero onere della prova sul creditore.
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Opposizione stato passivo: onere della prova del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12516/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di opposizione allo stato passivo. Un creditore si era visto dichiarare inammissibile l'opposizione per mancata prova della sua tempestività. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, affermando che la verifica della tempestività del ricorso è un dovere d'ufficio del giudice, il quale deve consultare il fascicolo fallimentare per accertare le date rilevanti, senza addossare l'intero onere della prova sul creditore che ha allegato i fatti a sostegno della propria tempestività.
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Opposizione stato passivo: il termine è perentorio
Un creditore ha proposto opposizione allo stato passivo di una banca in liquidazione coatta amministrativa. Il Tribunale ha dichiarato l'opposizione inammissibile per il mancato deposito della copia notificata del ricorso entro il termine perentorio di cinque giorni prima dell'udienza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. Ha stabilito che la norma speciale del Testo Unico Bancario, all'epoca vigente, non era stata implicitamente abrogata dalla riforma della legge fallimentare. Pertanto, il termine per la costituzione nell'opposizione stato passivo era da considerarsi perentorio e la sua violazione, insanabile, comportava l'abbandono del giudizio.
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Opposizione stato passivo: quando il ricorso è vago
Una società creditrice ha impugnato il rigetto della sua domanda di ammissione al passivo di un'azienda in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando la mancanza di specificità nella formulazione dei motivi e nella richiesta di prova testimoniale. L'ordinanza sottolinea che, nell'ambito di un'opposizione stato passivo, non è sufficiente lamentare genericamente il rigetto delle prove, ma è necessario articolare censure precise e circostanziate, pena l'inammissibilità.
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Opposizione stato passivo: documenti e onere prova
In un caso di opposizione allo stato passivo, la Corte di Cassazione ha stabilito che un creditore non è tenuto a depositare nuovamente i documenti già prodotti nella fase di verifica dei crediti. È sufficiente elencarli nell'atto di opposizione. Il tribunale, di conseguenza, ha l'obbligo di acquisire d'ufficio tale documentazione dal fascicolo della procedura fallimentare. La decisione chiarisce un importante principio sull'onere della prova, annullando la sentenza di merito che aveva erroneamente rigettato l'istanza del creditore.
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Opposizione stato passivo: documenti tardivi, stop
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due eredi che, in una procedura di opposizione allo stato passivo di un fallimento, avevano depositato tardivamente i documenti a supporto del loro credito risarcitorio. La Corte ha stabilito che il termine per la produzione documentale è perentorio e la sua inosservanza è rilevabile d'ufficio dal giudice, senza necessità di eccezione della controparte. Il mancato rispetto di tale termine rende i documenti inutilizzabili e la prova del credito inesistente.
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Opposizione stato passivo: prova del credito ipotecario
Un istituto di credito ha visto respingere il proprio ricorso per cassazione contro la mancata ammissione di un credito ipotecario al passivo fallimentare. La Corte Suprema ha ribadito che, nel giudizio di opposizione allo stato passivo, il creditore ha l'onere di produrre immediatamente tutti i documenti costitutivi del proprio diritto, come la nota di iscrizione ipotecaria, non potendo presentarli in una fase successiva del processo. La richiesta di una nuova valutazione delle prove documentali è stata dichiarata inammissibile.
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Opposizione stato passivo: oneri di prova del creditore
Una professionista ricorre in Cassazione per il parziale accoglimento del suo credito in un fallimento. La Corte dichiara inammissibile il motivo relativo alla valutazione delle prove, per mancata specificità nell'indicazione dei documenti a sostegno della pretesa nell'atto di opposizione stato passivo. Accoglie, invece, il motivo sull'omessa pronuncia del Tribunale in merito agli interessi di mora, rinviando la causa per una nuova decisione su questo punto.
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Opposizione stato passivo: i documenti già in atti
Una società creditrice si oppone all'ammissione parziale del suo credito nel fallimento di un'altra società. Il Tribunale rigetta l'opposizione perché i documenti non sono stati ridepositati telematicamente. La Cassazione cassa la decisione, affermando che nell'opposizione stato passivo il giudice deve acquisire d'ufficio i documenti già prodotti nella fase di verifica e specificamente indicati dal creditore.
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Opposizione stato passivo: termini per i documenti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16628/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di opposizione stato passivo. I documenti che provano gli elementi costitutivi del credito, come la titolarità, devono essere depositati dal creditore contestualmente al ricorso in opposizione, a pena di decadenza. Non è possibile ottenere un nuovo termine per produrli, neanche se la contestazione del curatore sorge per la prima volta in giudizio, poiché tale contestazione costituisce una mera difesa e non un'eccezione nuova.
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Opposizione stato passivo: ricorso inammissibile
Una società creditrice ha presentato ricorso in Cassazione contro il rigetto della sua opposizione allo stato passivo di un fallimento. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando la genericità dei motivi, la mancata specificazione di fatti storici decisivi e l'incapacità di censurare la ratio decidendi del provvedimento impugnato. In particolare, la Corte ha sottolineato come nell'opposizione stato passivo sia necessario indicare con precisione i documenti su cui si fonda la pretesa, anche se già depositati in precedenza.
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