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Operazioni Soggettivamente Inesistenti — Anno 2026

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204 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Operazioni Soggettivamente Inesistenti

Provvedimenti

Operazioni soggettivamente inesistenti: onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 147 del 2026, chiarisce la ripartizione dell'onere della prova in materia di operazioni soggettivamente inesistenti. L'Amministrazione finanziaria deve fornire indizi gravi, precisi e concordanti sulla fittizietà del fornitore e sulla consapevolezza (o conoscibilità) del cessionario. Successivamente, spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e di aver usato la massima diligenza per evitare di essere coinvolto nella frode, al fine di legittimare la detrazione dell'IVA.
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Fatture false: onere della prova e detraibilità IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 146/2026, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture false. La Corte ha ribadito che, in caso di operazioni soggettivamente inesistenti, spetta all'Amministrazione finanziaria provare la consapevolezza della frode da parte del cessionario, anche tramite presunzioni. Una volta fornita tale prova, l'onere di dimostrare la propria buona fede e la massima diligenza passa al contribuente. Il ricorso è stato respinto, confermando la pretesa fiscale.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: costi deducibili
In un caso di operazioni soggettivamente inesistenti, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della deducibilità dei costi e della detrazione IVA. L'ordinanza stabilisce che, mentre la detrazione IVA è negata se il contribuente era consapevole o avrebbe dovuto esserlo della frode, i costi sostenuti per l'acquisto effettivo dei beni sono deducibili ai fini delle imposte dirette, a meno che non siano direttamente legati alla commissione di un delitto per cui è stata esercitata l'azione penale. La Corte ha cassato la sentenza d'appello sul punto dei costi, chiarendo che l'onere della prova sull'azione penale spetta all'Amministrazione Finanziaria.
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Emissione fatture false: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per il reato di emissione fatture false. L'amministratrice di una società era stata condannata per aver emesso fatture per operazioni sia oggettivamente che soggettivamente inesistenti, al fine di permettere a un'altra impresa di evadere le imposte. La Corte ha stabilito che la prova del reato può derivare dal complesso schema fraudolento e che il dolo specifico è dimostrato dalla reciprocità delle operazioni fittizie tra le società coinvolte.
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