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Operazioni Dolose

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102 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Operazioni dolose: quando l’amministratore risponde
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'amministratrice condannata per bancarotta fraudolenta. La sentenza chiarisce che per il reato di operazioni dolose non serve l'intento specifico di causare il fallimento, ma è sufficiente la prevedibilità del dissesto come conseguenza della propria condotta gestionale illecita.
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Bancarotta fraudolenta: falso in bilancio è reato
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore che, per nascondere le perdite di una società in crisi, ha esposto dati non veritieri nei bilanci dal 2008 al 2010 e ha sistematicamente omesso il versamento di imposte e contributi. La sentenza chiarisce che anche le false appostazioni di carattere valutativo costituiscono reato se mirano a ingannare e a evitare la liquidazione, e che il mancato pagamento dei debiti erariali integra un'operazione dolosa che aggrava il dissesto.
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Amministratore di fatto: la Cassazione fa il punto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore, confermando la sua condanna per bancarotta fraudolenta. La sentenza ribadisce i criteri per l'identificazione della figura dell'amministratore di fatto, la cui responsabilità penale sorge dall'esercizio continuativo di poteri gestionali, anche in assenza di una nomina formale. Il sistematico mancato pagamento delle imposte è stato qualificato come operazione dolosa che ha aggravato il dissesto aziendale.
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Bancarotta impropria: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per bancarotta impropria. La condanna era basata sull'aver causato il fallimento della società attraverso operazioni dolose, consistenti nell'accumulo sistematico di un ingente debito fiscale. La Corte ha ritenuto i motivi di ricorso generici e ripetitivi, confermando che per la configurazione del reato è sufficiente la consapevolezza di porre in essere operazioni che possono determinare il dissesto, senza necessità di un'intenzione diretta a provocare il fallimento.
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Bancarotta per operazioni dolose: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta per operazioni dolose a carico dell'amministratrice di una società, fallita a causa del sistematico e protratto inadempimento delle obbligazioni fiscali e previdenziali. La sentenza stabilisce che tale condotta, creando un'esposizione debitoria insostenibile, integra il reato previsto dalla legge fallimentare, essendo sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di porre in essere un'operazione pericolosa per la salute finanziaria dell'impresa, accettandone il rischio del dissesto.
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Bancarotta impropria: condanna per debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta impropria di un amministratore che, tramite il sistematico e protratto inadempimento degli obblighi fiscali e previdenziali per oltre 250.000 euro, ha cagionato il fallimento della società. Tale condotta integra le 'operazioni dolose' previste dalla legge fallimentare, essendo sufficiente il dolo eventuale.
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Amministratore di Fatto e Bancarotta: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore, condannato per bancarotta fraudolenta. La sentenza ribadisce che la figura dell'amministratore di fatto si basa sui poteri concretamente esercitati e che l'omissione sistematica dei versamenti fiscali integra il reato di bancarotta per operazioni dolose, causando il dissesto della società.
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Bancarotta fraudolenta: evasione fiscale è reato
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due amministratori condannati per bancarotta fraudolenta e documentale. La Corte ha confermato che l'accumulo di un ingente debito fiscale, derivante da omissioni volontarie, costituisce un'operazione dolosa che causa il dissesto, integrando il reato di bancarotta fraudolenta.
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Bancarotta fraudolenta: dolo e operazioni dolose
La Corte di Cassazione, con la sentenza 31842/2024, ha rigettato il ricorso di un amministratore condannato per bancarotta fraudolenta impropria. La Corte ha chiarito che, per integrare il reato tramite operazioni dolose, è sufficiente la consapevolezza di compiere un'operazione pericolosa per la società (dolo generico), non essendo necessario l'intento specifico di causarne il fallimento (dolo specifico). L'omesso pagamento sistematico dei debiti tributari e i finanziamenti a società controllate in perdita sono stati considerati operazioni dolose idonee a causare il dissesto.
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Bancarotta impropria socio: Cassazione annulla condanna
Analisi della sentenza della Cassazione sul reato di bancarotta impropria socio. La Corte ha annullato con rinvio la condanna di alcuni soci non amministratori, evidenziando come la sentenza d'appello non avesse adeguatamente motivato la loro responsabilità penale né considerato la distanza temporale tra i prelievi contestati e il fallimento della società.
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Bancarotta per operazioni dolose: la Cassazione
Un amministratore di una società di servizi è stato condannato per bancarotta per operazioni dolose per averne causato il fallimento attraverso l'omissione sistematica del pagamento di oltre 49 milioni di euro di debiti fiscali e previdenziali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando che questo reato non richiede l'intento specifico di danneggiare i creditori, poiché la condotta omissiva stessa costituisce l'operazione dolosa che ha portato all'insolvenza.
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Bancarotta impropria: non basta non pagare le tasse
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una condanna per bancarotta impropria a carico di due amministratrici di una società. La Corte ha ritenuto che il sistematico mancato pagamento di debiti fiscali e previdenziali non costituisca automaticamente il reato, se non viene rigorosamente provato l'elemento soggettivo, ovvero l'intenzione dolosa di causare il dissesto. La sentenza di merito è stata giudicata carente nella motivazione, non avendo approfondito le reali intenzioni delle imputate e le concrete possibilità di ripresa aziendale.
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Bancarotta impropria extraneus: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta impropria extraneus a carico di un consulente. Egli aveva ideato e realizzato operazioni dolose, come l'affitto di un ramo d'azienda a società neocostituite, che hanno svuotato la società originaria, cagionandone il fallimento. La Corte ha chiarito che anche chi non ricopre cariche formali può essere responsabile se il suo contributo è stato decisivo, e che la preesistenza di una crisi aziendale non esclude la colpevolezza se la condotta ha aggravato il dissesto.
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Bancarotta per operazioni dolose: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta per operazioni dolose a carico dell'amministratrice di una società, fallita a causa di un debito erariale di oltre 1.6 milioni di euro. Secondo i giudici, l'omissione sistematica e protratta del pagamento dei tributi costituisce un'operazione dolosa che rende prevedibile il dissesto, essendo sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di compiere un'azione pericolosa per la salute finanziaria dell'impresa, senza la necessità di volere specificamente il fallimento.
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Operazioni dolose: guida alla responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un amministratore per il reato di bancarotta causata da operazioni dolose. Il caso riguardava il sistematico omesso versamento di debiti tributari e previdenziali, che ha portato al fallimento della società. La Corte ha ribadito che la sentenza di fallimento è insindacabile in sede penale e che, per questo reato, è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di compiere atti dannosi per l'impresa accettandone il rischio, senza la necessità di volere specificamente il fallimento.
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Operazioni dolose: Cassazione chiarisce la bancarotta
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per bancarotta fraudolenta, chiarendo i requisiti delle 'operazioni dolose'. La sentenza distingue tra la semplice cattiva gestione, anche colposa, e le condotte penalmente rilevanti. Per integrare il reato, non basta accumulare debiti, ma è necessaria una scelta gestionale sistematica e consapevole volta a usare l'inadempimento come forma di autofinanziamento, prevedendo il conseguente fallimento. Anche la dispersione di beni per negligenza non basta, essendo richiesto il dolo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Operazioni dolose: quando il debito fiscale è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di due amministratori. La sentenza chiarisce che il sistematico omesso pagamento di tributi, finalizzato non a finanziare l'impresa ma a distrarre risorse per scopi personali, integra il reato di bancarotta per operazioni dolose. Il ricorso degli imputati è stato dichiarato inammissibile perché le loro argomentazioni miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Operazioni dolose: il dissesto per debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore che, tramite il sistematico mancato pagamento di oneri fiscali e previdenziali per oltre 200.000 euro, ha causato il dissesto della società. Tali condotte sono state qualificate come operazioni dolose, in quanto l'esito negativo era prevedibile. L'esistenza di un presunto credito verso terzi non è stata ritenuta una valida giustificazione.
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Bancarotta fraudolenta documentale: quando è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per bancarotta fraudolenta documentale. La Suprema Corte ha stabilito che l'intento fraudolento di danneggiare i creditori può essere desunto da elementi indiretti, come l'omessa tenuta della contabilità unita alla sistematica omissione dei versamenti fiscali e previdenziali, in quanto tali condotte impediscono la ricostruzione del patrimonio aziendale.
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Operazioni dolose: inerzia e bancarotta fraudolenta
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore, chiarendo che anche una prolungata inerzia nella gestione della crisi aziendale può costituire "operazioni dolose". La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, il quale si era limitato a riproporre le medesime argomentazioni già respinte in appello. La sentenza ribadisce che gli amministratori hanno il dovere di agire tempestivamente per salvaguardare il patrimonio sociale, e che le omissioni sistematiche possono avere conseguenze penali gravi quanto le azioni fraudolente attive.
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