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Onnicomprensivo

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Aggettivo che, riferito a un compenso o a un trattamento economico, indica che esso include e assorbe tutte le possibili voci retributive per una determinata prestazione, senza possibilità di ulteriori aggiunte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Compenso CTU: chiarimenti non sono extra, la Banca vince in Cassazione
Una banca si oppone alla liquidazione del compenso di un Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), ritenuto eccessivo. Il Tribunale aveva considerato la perizia iniziale e i successivi chiarimenti come due incarichi distinti, di fatto duplicando la parcella. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo un principio fondamentale: il **compenso CTU** è onnicomprensivo. Le richieste di integrazione o chiarimento non costituiscono un nuovo incarico, ma fanno parte dell'attività originaria. Di conseguenza, non spetta un secondo pagamento. La Corte ha annullato la decisione e ha rinviato il caso al Tribunale per un nuovo calcolo corretto.
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Transazione: il significato di onnicomprensivo
La Suprema Corte ha affrontato il caso di una transazione tra una società e un legale per il pagamento di onorari professionali. Le parti avevano concordato una somma di 5.000 euro definita onnicomprensiva. La società aveva versato l'importo decurtando la ritenuta d'acconto, mentre il professionista sosteneva che la cifra dovesse intendersi al netto. La Cassazione ha confermato che l'interpretazione del termine onnicomprensivo come importo netto spetta al giudice di merito e, se motivata logicamente, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Indennità di rischio medico: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3922/2023, ha respinto il ricorso di una dottoressa che richiedeva il pagamento dell'indennità di rischio. La Corte ha stabilito che un accordo regionale non può introdurre un'indennità generalizzata e automatica per tutti i medici, poiché ciò contrasta con l'Accordo Collettivo Nazionale, il quale prevede tali compensi solo per 'particolari e specifiche condizioni di disagio'. La clausola regionale è stata quindi ritenuta nulla, legittimando la sospensione del pagamento da parte dell'Azienda Sanitaria.
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Sequestro probatorio: limiti e obblighi di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro probatorio a carico di un pubblico ufficiale, riguardante dispositivi informatici e una somma di denaro. La decisione si fonda sulla motivazione insufficiente e generica del Pubblico Ministero, che non ha specificato le ragioni necessarie a giustificare un sequestro così esteso, violando il principio di proporzionalità tra le esigenze investigative e il diritto alla privacy dell'indagato.
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Sequestro cellulare: limiti e restituzione dei dati
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di sequestro cellulare, giudicandolo illegittimo perché eccessivamente esteso e privo di adeguata motivazione. La sentenza stabilisce che, anche dopo la restituzione del dispositivo, l'interessato ha diritto a contestare la detenzione di una copia forense integrale dei suoi dati. Il sequestro di dati informatici deve rispettare il principio di proporzionalità, limitando l'acquisizione alle sole informazioni pertinenti all'indagine o specificando chiaramente i criteri di selezione, cosa non avvenuta nel caso di specie. Di conseguenza, è stata ordinata l'immediata restituzione della copia dei dati.
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Sequestro probatorio: limiti e proporzionalità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un professionista contro un'ordinanza di sequestro probatorio dei suoi dispositivi informatici. Il ricorrente lamentava la natura esplorativa e sproporzionata del provvedimento. La Corte ha stabilito che il decreto era legittimo, in quanto specificava sufficientemente i reati ipotizzati, i beni ricercati (prove di attività extra-lavorativa) e il perimetro temporale delle indagini, rispettando così i principi di adeguatezza e proporzionalità. Eventuali eccessi nella fase esecutiva non invalidano l'ordine originario.
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Sequestro probatorio informatico: limiti e garanzie
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro probatorio informatico su cellulari e account email di un avvocato indagato per corruzione. La Corte ha stabilito che il sequestro era sproporzionato e onnicomprensivo, mancando di criteri specifici per la selezione dei dati pertinenti e di una perimetrazione temporale, violando così i principi di adeguatezza e proporzionalità.
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