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Onere Probatorio

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1431 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità solidale tributaria: chi paga i debiti?
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti della responsabilità solidale tributaria per i rappresentanti di associazioni non riconosciute. Il caso riguarda un ex presidente chiamato a rispondere di debiti fiscali per anni in cui non era formalmente in carica. La Corte ha stabilito che l'Amministrazione deve provare l'effettiva gestione nel periodo d'imposta specifico.
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Agevolazioni fiscali ASD: i requisiti necessari
La Corte di Cassazione chiarisce che per accedere alle agevolazioni fiscali ASD previste dalla Legge 398/1991 non è sufficiente la mera iscrizione al registro CONI. L'ente deve dimostrare l'effettivo svolgimento di attività non lucrativa e il rispetto rigoroso degli adempimenti contabili e fiscali, come la conservazione delle fatture e la corretta certificazione dei corrispettivi.
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Onere prova segnalazione autovelox: chi deve provare?
Un automobilista multato per eccesso di velocità contestava l'inadeguatezza della segnaletica dell'autovelox. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in tema di onere prova segnalazione autovelox, spetta al cittadino dimostrare la concreta inidoneità e scarsa visibilità del cartello di preavviso, non alla Pubblica Amministrazione. Se la segnaletica è presente, la sua presunta inadeguatezza deve essere provata da chi si oppone alla multa.
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Onere probatorio nel perfezionamento attivo: Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33558/2023, ha chiarito che nel regime doganale del perfezionamento attivo, l'onere probatorio di dimostrare la sussistenza dei requisiti per beneficiare dell'agevolazione grava sul contribuente e non sull'amministrazione. Nel caso di specie, una società aveva ottenuto il regime sulla base di un contratto di lavorazione con una consociata estera, poi rivelatasi una sua 'stabile organizzazione'. La Corte ha ribaltato la decisione di merito, affermando che spetta alla società provare la reale terzietà del committente e che le risultanze di una precedente verifica fiscale, anche se relativa ad altre imposte, costituiscono una prova valida.
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Prova per presunzioni: la Cassazione decide
Una società agricola ha impugnato un avviso di accertamento per fatture inesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prova per presunzioni, basata su indizi gravi, precisi e concordanti, è sufficiente per l'accertamento tributario, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente.
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Danno non patrimoniale: sì al risarcimento funerale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33276/2023, ha stabilito che la mancata partecipazione al funerale del proprio genitore a causa della cancellazione di un volo costituisce un danno non patrimoniale risarcibile. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva qualificato il pregiudizio come di lieve entità, affermando che l'impedimento a partecipare a un evento unico e irripetibile come le esequie di un padre, data la tutela costituzionale dei rapporti familiari, supera la soglia della tollerabilità e non può essere considerato un danno bagattellare. Il danno, tuttavia, non è presunto ('in re ipsa') ma deve essere allegato e provato dalla parte lesa.
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Danno da buca stradale: la colpa esclude il risarcimento
Una motociclista ha citato in giudizio il Comune per un danno da buca stradale. Il Tribunale ha respinto la richiesta, attribuendo l'intera responsabilità dell'incidente alla condotta di guida imprudente della donna. La sua manovra, unita alla visibilità della buca e alle condizioni generali della strada, ha integrato il "caso fortuito", interrompendo il nesso di causalità con la responsabilità dell'ente custode della strada.
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Responsabilità socio unico: limiti dopo la cancellazione
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità del socio unico di una società cancellata dal registro delle imprese. La sentenza stabilisce che il creditore sociale deve provare che il socio abbia effettivamente riscosso somme o beni dalla liquidazione per poter agire nei suoi confronti. In assenza di tale prova, la domanda del creditore viene respinta. Il caso esaminava la richiesta di risarcimento per vizi in un appalto contro l'ex socio unico della società appaltatrice, ormai estinta.
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Onere probatorio e costi: la prova spetta a te
Una società si è vista negare la deduzione di costi pubblicitari ritenuti fittizi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che quando l'Agenzia delle Entrate fornisce elementi presuntivi sull'inesistenza delle operazioni, l'onere probatorio di dimostrare l'effettività dei costi si sposta sul contribuente. La sola presentazione delle fatture non è sufficiente; è necessario provare l'avvenuto pagamento e la reale esecuzione della prestazione.
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Risarcimento danni appalto: copre i costi definitivi
Una società immobiliare ha citato in giudizio l'impresa costruttrice di un capannone per gravi vizi, come infiltrazioni d'acqua. Dopo un lodo arbitrale che riconosceva solo le spese per riparazioni provvisorie, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il risarcimento danni appalto deve coprire l'intero costo necessario per eliminare definitivamente i difetti e garantire la piena funzionalità dell'opera, non limitandosi a interventi parziali. La responsabilità dell'appaltatore è integrale.
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Esenzione TARI Imballaggi Terziari: guida completa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31626/2023, ha stabilito che le aziende che producono in via prevalente rifiuti speciali, come gli imballaggi terziari, hanno diritto all'esenzione dalla sola quota variabile della TARI per le superfici dedicate. La quota fissa, invece, resta sempre dovuta in quanto copre i costi generali del servizio di gestione dei rifiuti. La Corte ha confermato che la prova della produzione di tali rifiuti può essere fornita anche nel corso del giudizio, integrando la dichiarazione iniziale. Viene ribadito il divieto per i Comuni di assimilare gli imballaggi terziari ai rifiuti urbani.
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Accertamento sintetico: l’onere della prova del Fisco
Con l'ordinanza n. 31579/2023, la Cassazione interviene sull'accertamento sintetico. Viene chiarito che il redditometro genera una presunzione legale, spostando sul contribuente l'onere di provare che le maggiori spese sono coperte da redditi esenti o non dichiarabili. L'Amministrazione Finanziaria non deve fornire ulteriori prove. Inoltre, non è possibile introdurre in appello nuove circostanze di fatto, come la ricezione di un risarcimento, per giustificare il tenore di vita, se non dedotte in primo grado.
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Bonifico domiciliato: responsabilità dell’intermediario
Una società assicurativa disponeva un bonifico domiciliato a favore di un cliente. Un soggetto terzo, presentatosi con un documento d'identità falso ma con la password corretta, riscuoteva la somma. La società, costretta a pagare una seconda volta il legittimo beneficiario, citava in giudizio l'ente postale per inadempimento. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'ente, ritenendo che avesse agito con la dovuta diligenza professionale nell'identificazione del soggetto, dato che la falsità del documento non era palese e tutti gli altri elementi di controllo (password e codice fiscale) erano stati verificati correttamente.
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Bonifico domiciliato: quando la banca non è responsabile
Una società ordinava un bonifico domiciliato, ma l'istituto di pagamento erogava la somma a un truffatore in possesso di un documento con le generalità corrette e della password. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'istituto, ritenendo che avesse agito con la dovuta diligenza professionale verificando il documento e la password, conformemente agli obblighi contrattuali. Viene chiarito che lo standard di diligenza non impone necessariamente la richiesta di due documenti o la conservazione di una copia.
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Effetto del giudicato: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni debitori contro un'esecuzione immobiliare. La decisione si fonda sull'effetto del giudicato, stabilendo che le questioni relative all'esistenza e all'ammontare del credito, già definite con una precedente sentenza passata in giudicato, non possono essere nuovamente contestate nel giudizio di opposizione all'esecuzione. La Corte ha confermato la validità dell'atto di ipoteca come titolo esecutivo e ha dichiarato inammissibili i motivi volti a ridiscutere l'onere della prova e le risultanze istruttorie del precedente processo.
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Inquadramento superiore: quando le mansioni non bastano
Un lavoratore ha richiesto un inquadramento superiore basandosi sulle mansioni svolte in una squadra speciale anti-evasione, sostenendo di operare con autonomia e responsabilità. La Corte d'Appello di Napoli ha respinto l'appello, confermando la decisione di primo grado. La Corte ha stabilito che le attività, pur implicando un certo grado di discrezionalità, rientravano nelle declaratorie del livello di inquadramento già posseduto e non soddisfacevano i requisiti qualitativi più elevati (coordinamento, responsabilità sulla sicurezza del servizio) previsti per il livello superiore richiesto.
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Bonifico domiciliato: la diligenza della banca
Una società assicurativa dispone un bonifico domiciliato a favore di un suo creditore. Un istituto di pagamento esegue l'operazione, ma paga la somma a un truffatore che si presenta con un documento d'identità falso e la password corretta per l'incasso. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30932/2023, ha stabilito che l'istituto di pagamento non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, verificando l'autenticità del documento con i propri sistemi informatici e controllando la password, anche senza conservare una copia fisica del documento stesso.
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Guida in stato di ebbrezza: il ricorso in Cassazione
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione. L'appello è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi, relativi alla particolare tenuità del fatto e all'affidabilità dell'alcoltest, erano mere ripetizioni di argomentazioni già respinte nei gradi di merito. La Corte ha ribadito che una condotta di guida grave e pericolosa esclude l'applicazione della non punibilità e che l'onere di dimostrare il malfunzionamento dell'etilometro, con prove specifiche, spetta all'imputato.
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Bonifico domiciliato: la diligenza della banca
Una società assicurativa aveva disposto un bonifico domiciliato, ma l'intermediario lo ha pagato a una persona non legittimata che ha presentato un documento di identità (poi risultato falso) e la corretta password. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dell'intermediario non è oggettiva. Esso può essere esonerato da responsabilità se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, che consiste nel verificare il documento di identità e la password senza che vi siano palesi anomalie. La richiesta di due documenti di identità non è un obbligo di legge, ma una prassi non vincolante.
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Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità dell'intermediario nel caso di un bonifico domiciliato pagato a un soggetto non legittimato. La sentenza stabilisce che l'intermediario adempie al proprio obbligo di diligenza professionale se, prima del pagamento, verifica la corrispondenza dei dati, un documento di identità valido e gli elementi di sicurezza come la password, anche senza richiedere un secondo documento. Viene quindi esclusa la responsabilità se l'intermediario dimostra di aver agito con la dovuta prudenza.
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