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Onere Probatorio — Anno 2022

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169 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Esenzione contributiva sportivi dilettanti: INPS perde in Cassazione
L'INPS ha richiesto il pagamento dei contributi previdenziali sui compensi versati da un'Associazione Sportiva Dilettantistica a un istruttore tra il 2004 e il 2007. L'istruttore frequentava la palestra per allenamento personale e offriva occasionalmente consigli agli utenti in cambio di un rimborso forfettario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che per tali prestazioni spetta l'esenzione contributiva sportivi dilettanti. I giudici hanno chiarito che l'agevolazione fiscale prevista per i redditi diversi si estende anche all'ambito previdenziale, a patto che l'associazione sia realmente senza scopo di lucro e che l'attività dell'istruttore non sia svolta in modo professionale o abituale. Di conseguenza, l'Associazione non deve pagare alcuna contribuzione.
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Esenzione contributiva sport dilettantistico: non è automatica
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento dei contributi per un istruttore di nuoto impiegato da una Società Sportiva Dilettantistica. La Corte d'Appello aveva escluso l'obbligo, ritenendo i compensi esenti come redditi diversi. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che l'esenzione contributiva sport dilettantistico non è automatica. Per goderne, la Società Sportiva deve dimostrare che l'attività dell'istruttore non sia professionale, ossia non sia svolta in modo abituale, e che l'associazione persegua concretamente uno scopo non di lucro, non bastando la sola affiliazione formale al CONI. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Contributi previdenziali istruttori sportivi: CONI non basta
L'INPS ha richiesto il pagamento dei contributi previdenziali a una società sportiva dilettantistica in liquidazione per le somme versate a quattro istruttori sportivi e sette addetti all'accoglienza. La Corte d'appello aveva escluso l'obbligo contributivo basandosi sulla mera affiliazione della società al CONI. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS relativamente agli istruttori, stabilendo che la semplice affiliazione formale non basta per ottenere l'esenzione. Per l'applicazione dell'agevolazione sui contributi previdenziali istruttori sportivi, il giudice deve verificare concretamente che l'attività dell'associazione sia effettivamente senza scopo di lucro e che le prestazioni degli istruttori non abbiano carattere professionale. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame di questi requisiti.
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Imposta di registro proporzionale: riserva o vero credito?
Un'azienda in amministrazione straordinaria ha contestato la richiesta del Fisco di pagare l'imposta di registro proporzionale dell'uno per cento sulla sentenza che aveva ammesso un creditore al passivo, dopo che quest'ultimo era stato inizialmente iscritto con riserva per mancanza di documenti. L'azienda sosteneva che la sentenza si fosse limitata a rimuovere la riserva, richiedendo quindi solo la tassa fissa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sentenza di opposizione allo stato passivo accerta l'esistenza e l'entità del credito in un vero giudizio. Di conseguenza, si applica l'imposta di registro proporzionale dell'uno per cento e non quella in misura fissa, poiché l'atto accerta un diritto patrimoniale.
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Consulenza tecnica d’ufficio: vietati i documenti fuori tempo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la revoca del trasferimento del 50% di quote societarie, ritenuto sproporzionato nel prezzo. I ricorrenti lamentavano l'errata valutazione del patrimonio sociale e dei debiti da parte del consulente del giudice. La Suprema Corte ha chiarito i limiti della consulenza tecnica d'ufficio: anche quando l'esperto ha il compito di accertare direttamente i fatti (CTU percipiente), non può utilizzare documenti che le parti non hanno depositato nei termini di legge. Spetta infatti alle parti l'onere di fornire le prove nei tempi stabiliti dal processo, pena l'inutilizzabilità delle conclusioni del consulente.
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Società di comodo: la scelta aziendale non cancella il fisco
Due società proprietarie di immobili turistici, affittati a una terza società della stessa famiglia, sono state accertate dall'Agenzia delle Entrate come società di comodo per non aver superato il test di operatività nel 2006. Le proprietarie hanno chiesto la disapplicazione della disciplina, sostenendo che i canoni di locazione fossero congrui e che la scelta di separare la gestione immobiliare da quella alberghiera fosse una legittima strategia imprenditoriale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la scelta soggettiva di affittare un'azienda non costituisce una causa oggettiva di impossibilità a conseguire i ricavi minimi. Per evitare la qualifica di società di comodo, il contribuente deve dimostrare impedimenti oggettivi e indipendenti dalla propria volontà.
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Attendibilità della persona offesa: tra accusa e condanna
L'Imputato è stato condannato per lesioni personali aggravate ai danni della persona offesa. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la valutazione delle prove e l'attendibilità della persona offesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno stabilito che la valutazione sull'attendibilità della persona offesa spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità, purché sia supportata da una motivazione logica e da riscontri oggettivi, come le dichiarazioni delle forze dell'ordine e il referto medico. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Divisione ereditaria: i dissidi tra coeredi accelerano i tempi
Due eredi hanno chiesto la divisione ereditaria di un grande complesso immobiliare a Padova contro un altro coerede. Quest'ultimo ha chiesto di sospendere la divisione per fare lavori di manutenzione straordinaria e ha contestato la stima dei beni, ritenendola superata a causa del calo del mercato immobiliare. La Corte d'Appello ha respinto le sue richieste, disponendo la divisione e stabilendo un conguaglio in denaro a suo carico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. I giudici hanno chiarito che la sospensione della divisione si applica solo se l'immediata esecuzione danneggia gravemente il patrimonio comune, mentre i dissapori tra coeredi rendono urgente lo scioglimento. Inoltre, chi chiede una nuova stima dei beni deve dimostrare in modo specifico e dettagliato la reale variazione di valore, non bastando un generico riferimento alla crisi del mercato.
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Protezione sussidiaria negata: tra terrorismo e criminalità
Il Richiedente, cittadino straniero, ha impugnato il diniego della protezione sussidiaria e umanitaria. L'uomo, autista di camion, sosteneva di essere fuggito dal proprio Paese d'origine dopo che il suo veicolo era stato distrutto in un'esplosione attribuita a un gruppo terroristico, subendo minacce di morte dal proprietario del mezzo. La Corte d'Appello ha respinto la domanda ritenendo il racconto non credibile e riconducibile a criminalità comune, escludendo la presenza di gruppi terroristici nell'area sulla base di report internazionali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la correttezza della decisione di merito. I giudici hanno evidenziato che il ricorrente non ha fornito prove concrete sulla sua integrazione in Italia né ha contestato validamente le fonti ufficiali utilizzate.
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