La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46472/2023, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato tra due sentenze per spaccio di stupefacenti. La Corte ha chiarito che, in fase esecutiva, non è sufficiente indicare le sentenze da unificare o la somiglianza dei reati. Il richiedente ha l'onere di allegare elementi specifici e concreti che dimostrino un 'medesimo disegno criminoso', cioè un piano unitario preesistente al primo reato. In assenza di tale prospettazione, il giudice non è tenuto a indagare d'ufficio e può legittimamente rigettare l'istanza.
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