La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di ricettazione e detenzione abusiva di munizioni. L'uomo era stato trovato in possesso di un telefono cellulare rubato da poco tempo, utilizzato con una scheda SIM intestata alla moglie, senza fornire alcuna spiegazione attendibile sulla provenienza del dispositivo. I giudici hanno chiarito che, per la configurabilità del reato di ricettazione, la mancata o non credibile giustificazione del possesso di un bene rubato dimostra la malafede dell'acquirente. Non si richiede all'imputato di provare l'origine lecita del bene, ma di fornire elementi minimi e credibili che ne giustifichino il possesso. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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