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Onere Di Allegazione — Anno 2024

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97 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Onere Di Allegazione

Provvedimenti

Reato continuato: prova e onere di allegazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato. La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, sottolineando che la distanza temporale di due anni e le diverse modalità esecutive dei reati impediscono di ravvisare un unico disegno criminoso, la cui prova deve essere specificamente allegata dal richiedente.
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Reato continuato: onere di allegazione e prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione del reato continuato. La Corte sottolinea che non basta la vicinanza temporale tra i delitti, ma è onere del richiedente allegare elementi specifici che dimostrino un unico e preordinato disegno criminoso, specialmente quando i reati sono di natura diversa.
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Inadempimento contrattuale: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30384/2024, ha rigettato il ricorso di un'azienda che lamentava un inadempimento contrattuale da parte di un fornitore di macchinari. La Corte ha ribadito che, in caso di inadempimento contrattuale, non basta una generica denuncia, ma è necessario allegare e provare specificamente le circostanze del disservizio. La decisione chiarisce anche l'autonomia dell'azione di risarcimento del danno rispetto a quella di risoluzione del contratto e i criteri per la valutazione comparativa delle condotte delle parti.
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Danno in re ipsa: la Cassazione chiarisce i limiti
In una controversia tra vicini per un muro di contenimento, la Corte di Cassazione ha chiarito la nozione di danno in re ipsa. L'ordinanza stabilisce che, in caso di violazione delle distanze legali, il risarcimento non è automatico. Il danneggiato deve allegare fatti specifici da cui desumere il pregiudizio, non essendo sufficiente la sola violazione. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva liquidato il danno equitativamente senza tale analisi, è stata cassata con rinvio.
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Disegno criminoso unitario: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra tre diversi reati di furto. Secondo la Corte, la notevole diversità nelle modalità esecutive (furto con destrezza, tentato furto su auto, tentato furto in abitazione) esclude l'esistenza di un disegno criminoso unitario, anche a fronte della vicinanza temporale. Le condotte sono state ritenute frutto di decisioni estemporanee e di una generica propensione al delitto, piuttosto che di un piano preordinato.
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Reato continuato: i criteri per il disegno criminoso
Un soggetto condannato per molteplici reati in materia di stupefacenti ha richiesto l'applicazione del reato continuato, sostenendo un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per la configurabilità del reato continuato non basta la somiglianza dei reati o del movente (il profitto). È onere del richiedente fornire prove concrete di un piano unitario, preordinato alla commissione di tutti i reati. L'ampio lasso temporale tra le condotte e i periodi di detenzione interrompono tale unitarietà.
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Onere allegazione: no permesso premio senza prove
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una detenuta che chiedeva un permesso premio. La richiedente, condannata per un reato ostativo ai sensi dell'art. 4-bis Ord. pen., non aveva adempiuto al suo onere di allegazione, ovvero non aveva fornito elementi concreti e specifici per dimostrare la rottura dei legami con la criminalità organizzata. La Corte ha stabilito che la sola buona condotta carceraria e la partecipazione a percorsi rieducativi sono insufficienti per superare la presunzione di pericolosità sociale legata a tali reati.
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Alcoltest: Nessun obbligo di avviso sulle conseguenze
Un automobilista ricorre in Cassazione contro una condanna per guida in stato di ebbrezza, sostenendo, tra l'altro, che l'avviso a farsi assistere da un difensore dovesse essere scritto e che avrebbe dovuto essere informato sulle diverse conseguenze del sottoporsi o rifiutare l'alcoltest. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che l'avviso al difensore può essere orale e che non esiste alcun obbligo per la polizia di fornire una 'consulenza' preventiva sulle conseguenze legali della scelta dell'indagato.
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Benefici penitenziari: nuove regole e onere della prova
La Cassazione Penale rigetta il ricorso di una detenuta per sequestro di persona a scopo di estorsione, confermando l'inapplicabilità dei benefici penitenziari. La Corte chiarisce che le nuove e più stringenti norme sull'art. 4-bis Ord. Pen. si applicano anche ai procedimenti in corso (tempus regit actum) e che spetta al detenuto non collaborante fornire prove specifiche per escludere legami con la criminalità e dimostrare un percorso di ravvedimento, onere che nel caso di specie non è stato assolto.
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Restituzione nel termine decreto penale: cosa fare?
Un individuo, condannato tramite decreto penale, ha presentato tardivamente opposizione. La sua richiesta di restituzione nel termine per decreto penale è stata inizialmente respinta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che l'imputato ha solo un onere di allegazione sulla mancata conoscenza del provvedimento. Spetta poi al giudice verificare l'effettiva conoscenza, poiché la notifica al difensore d'ufficio non è di per sé prova sufficiente.
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Onere di allegazione: quando la povertà non basta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per non aver versato una cauzione di 2.000 euro imposta nell'ambito della sorveglianza speciale. La Corte sottolinea che per dimostrare l'impossibilità di pagare non basta una generica affermazione di indigenza, ma è necessario soddisfare l'onere di allegazione fornendo prove concrete. La decisione ribadisce l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso.
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Motivazione autonoma: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati di stupefacenti. La difesa sosteneva la mancanza di una motivazione autonoma da parte del giudice, che avrebbe semplicemente copiato la richiesta del pubblico ministero. La Corte ha ritenuto il ricorso generico, poiché non specificava gli elementi omessi né forniva la documentazione necessaria per la valutazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Impossibilità economica cauzione: quando è valida?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21721/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per non aver versato una cauzione di 500 euro. La Corte ha chiarito che, per giustificare l'inadempimento, non basta una generica dichiarazione di povertà. È necessario un 'onere di allegazione', ovvero la presentazione di fatti specifici che dimostrino una reale impossibilità economica a pagare la cauzione.
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Guida in stato di ebbrezza: etilometro prova regina
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato. La sentenza ribadisce la piena affidabilità dell'etilometro come prova legale, specificando che spetta all'imputato l'onere di contestare specificamente il suo malfunzionamento. La Corte ha inoltre ritenuto congrua la pena inflitta, poiché rientrante nella media edittale prevista per il reato aggravato.
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Disegno criminoso: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva il riconoscimento del medesimo disegno criminoso per due reati legati alla detenzione di armi. La decisione si fonda sulle significative differenze tra i due episodi: la distanza temporale di oltre un anno, le diverse tipologie di armi, le modalità e le finalità delle condotte (una offensiva in luogo pubblico, l'altra per presunta autodifesa in abitazione). La Corte ribadisce che per configurare un'unica volizione criminale non basta la somiglianza dei reati, ma è necessario dimostrare un piano unitario iniziale, onere che spettava al ricorrente e non è stato assolto.
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Domanda di condono: chi è legittimato a presentarla?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. La sentenza chiarisce che una domanda di condono presentata da un soggetto non legittimato, come un promissario acquirente, è giuridicamente inefficace e non può sospendere l'esecuzione. Inoltre, viene affermata la carenza di interesse a ricorrere una volta che la demolizione è già stata eseguita, rendendo il procedimento esecutivo concluso.
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Permesso premio ostativo: oneri per il detenuto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto per un reato di tipo mafioso, confermando il diniego al permesso premio ostativo. La Corte ha stabilito che, in base alla nuova normativa (post riforma 2022), il detenuto non collaborante ha specifici oneri di allegazione. In particolare, è necessario dimostrare non solo l'assenza di legami attuali con la criminalità organizzata, ma anche di aver adempiuto alle obbligazioni civili derivanti dal reato, come il risarcimento alle vittime. La mancanza di qualsiasi iniziativa risarcitoria è stata considerata un elemento determinante per la reiezione dell'istanza.
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Attualità della pericolosità: onere della prova
La Cassazione annulla una misura di sorveglianza speciale per mancanza di prova sull'attualità della pericolosità. La Corte sottolinea che una vecchia condanna non basta a presumerla, ma servono fatti specifici. Annullata anche una confisca a un terzo per motivazione apparente.
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Omessa cauzione: Cassazione, no a povertà generica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per l'omessa cauzione imposta con la misura della sorveglianza speciale. La Corte ha stabilito che una semplice affermazione di indigenza non è sufficiente a provare l'impossibilità di pagare, essendo necessario un onere di allegazione specifico. Inoltre, ha escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a questa specifica fattispecie di reato.
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Omesso versamento cauzione: non basta dirsi indigenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per l'omesso versamento cauzione imposta da una misura di sorveglianza speciale. La Corte ha stabilito che una generica affermazione di indigenza non è sufficiente a provare l'impossibilità di pagare, soprattutto se il passato criminale dell'imputato, legato ad attività lucrative come il traffico di stupefacenti, rende tale affermazione poco plausibile.
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