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Omicidio Colposo

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177 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Dolo eventuale: quando è omicidio colposo
La Corte di Cassazione conferma la qualificazione di omicidio colposo, e non volontario con dolo eventuale, per un uomo che, sparando in campagna, ha ucciso un pastore la cui visuale era ostruita da un muretto e dalla vegetazione. La sentenza sottolinea che, per configurare il dolo eventuale, è necessaria la prova certa che l'agente avesse una chiara rappresentazione della posizione della vittima e ne abbia accettato la morte come conseguenza concreta della sua azione. In assenza di tale prova, prevale la qualificazione di colpa per grave imprudenza, con conseguente estinzione del reato per prescrizione.
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Nesso causale: la responsabilità del datore di lavoro
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un datore di lavoro per omicidio colposo a seguito della morte di un operaio caduto da un ponte. La sentenza stabilisce che il nesso causale tra l'infortunio e il decesso non è interrotto da eventuali complicanze mediche successive, in quanto queste non costituiscono un evento anomalo o imprevedibile. La Corte ribadisce che la responsabilità del datore di lavoro sussiste per l'omessa vigilanza sull'uso dei dispositivi di sicurezza.
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Prescrizione omicidio colposo: quando si allunga?
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per omicidio colposo. L'imputato, condannato per aver causato la morte di un passeggero per guida imprudente, contestava la prescrizione. La Corte ha chiarito che in caso di violazione delle norme sulla circolazione stradale, la prescrizione omicidio colposo è più lunga, rendendo il motivo infondato. Inammissibile anche il motivo sull'uso di stupefacenti perché non sollevato in appello.
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Omicidio colposo: strada aperta e responsabilità
Una sentenza della Corte di Cassazione ha annullato, ai soli fini civili, l'assoluzione di un funzionario pubblico e di un appaltatore per omicidio colposo a seguito di un incidente mortale. L'incidente è avvenuto su una strada provinciale che, sebbene formalmente chiusa da un'ordinanza, era di fatto aperta e priva di adeguate barriere o segnalazioni. La Corte ha ritenuto illogica e basata su un travisamento delle prove la motivazione dei giudici di merito, che avevano escluso la responsabilità per la presunta 'inesigibilità' di una sorveglianza costante.
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Omicidio stradale: colpa e prevedibilità dell’evento
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un motociclista condannato per omicidio stradale. La difesa basata su una distrazione momentanea e sulla scarsa visibilità non è stata accolta, poiché il conducente ha l'obbligo di adeguare la velocità alle condizioni della strada e prevedere la presenza di pedoni, specialmente in aree urbane.
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Rinnovazione dell’istruzione: quando il giudice nega
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio colposo, rigettando il ricorso di un imputato che chiedeva la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale. La Corte ha stabilito che la richiesta di acquisire una consulenza tecnica da un altro giudizio era inammissibile, poiché la prova non era né nuova né decisiva, ma superflua di fronte a un quadro probatorio già solido e concordante che identificava l'imputato come il conducente al momento del sinistro.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per omicidio colposo e omissione di soccorso. Il motivo, incentrato sulla richiesta di concessione delle circostanze attenuanti generiche, è stato ritenuto vago, non specifico e meramente reiterativo di argomentazioni già respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza una critica puntuale alla sentenza impugnata.
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Prescrizione omicidio colposo: quando raddoppia?
Un automobilista, condannato per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale, ha presentato ricorso straordinario in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la normativa sulla prescrizione dell'omicidio colposo prevedeva già il raddoppio dei termini al momento del fatto, rendendo infondata la pretesa del ricorrente.
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Omicidio colposo: inammissibile il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale mortale. L'imputato, guidando in stato di ebbrezza, senza patente e a velocità eccessiva, aveva causato la morte del passeggero. I giudici hanno respinto i motivi del ricorso, ritenendoli generici sulla valutazione delle prove e basati su un calcolo errato della prescrizione, confermando la condanna e le relative sanzioni pecuniarie.
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Prescrizione omicidio colposo: raddoppio dei termini
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per omicidio colposo con violazione delle norme stradali. La sentenza conferma il principio del raddoppio dei termini di prescrizione per tale reato, ai sensi della Legge 251/2005, specificando che le circostanze attenuanti generiche non incidono su tale calcolo. I motivi relativi alla ricostruzione dei fatti sono stati respinti in quanto non di competenza della Corte di legittimità.
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Caso fortuito caccia: la Cassazione annulla condanna
Un cacciatore viene condannato per omicidio colposo dopo che un colpo da lui sparato uccide un compagno a seguito di un doppio rimbalzo. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, ritenendo che la configurabilità del caso fortuito caccia non sia stata esclusa con motivazione adeguata. Il giudice del rinvio dovrà ora valutare se un evento così imprevedibile, come un doppio rimbalzo, possa effettivamente interrompere il nesso causale tra la condotta imprudente del cacciatore e la morte della vittima.
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Concorso di colpa: parcheggio e velocità eccessiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo del proprietario di un trattore parcheggiato irregolarmente, riconoscendo un concorso di colpa con la vittima di un incidente stradale che viaggiava a velocità tre volte superiore al limite consentito. La Corte ha stabilito che la condotta negligente del proprietario del trattore, ostruendo parte della carreggiata in un punto a visibilità ridotta, ha contribuito in modo causale all'evento mortale, non essendo la condotta spericolata della vittima un evento imprevedibile tale da interrompere il nesso causale.
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Prescrizione omicidio stradale: quando raddoppia?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per omicidio colposo con violazione delle norme stradali, commesso nel 2009. Il ricorrente sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha ribadito che in questi casi si applica il raddoppio del termine ordinario, portandolo a 14 anni. Considerando anche gli atti interruttivi, che estendono il termine di un ulteriore quarto, il tempo per la prescrizione omicidio stradale non era ancora decorso al momento della decisione.
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Responsabilità datore di lavoro: infortunio mortale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio colposo a carico di un datore di lavoro per la morte di un operaio, caduto da un ponteggio insicuro. La sentenza chiarisce che la responsabilità del datore di lavoro sussiste anche se l'incidente è innescato da un evento 'fatale' o imprevedibile, qualora siano state omesse le misure di sicurezza preventive che avrebbero neutralizzato il rischio.
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Prescrizione omicidio colposo: quando si raddoppia?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario presentato da due dirigenti comunali condannati per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale. Gli imputati sostenevano l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha chiarito che per la prescrizione dell'omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale, i termini sono raddoppiati. La Corte ha quindi confermato che il reato non era prescritto, respingendo l'istanza per errore di diritto e non di fatto.
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Posizione di garanzia: l’accordo informale è vincolante
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo di un dirigente del movimento ferroviario. La sua responsabilità penale deriva da una posizione di garanzia sorta da un accordo informale di protezione con una squadra di manutentori. La Corte ha stabilito che la condotta imprudente degli operai non interrompe il nesso causale con l'omissione del dirigente, che non li aveva avvertiti dell'arrivo di un treno.
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Ricorso inammissibile: Omicidio colposo e attenuanti
Un conducente, condannato per omicidio colposo aggravato dopo aver investito e ucciso un ciclista, ha presentato appello alla Corte di Cassazione. I motivi includevano la presunta carenza di motivazione delle sentenze precedenti, il mancato riconoscimento del concorso di colpa della vittima e il diniego delle attenuanti generiche e della sospensione della pena. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le argomentazioni manifestamente infondate. La decisione ha sottolineato come la condotta dell'imputato post-fatto e le successive condanne penali giustificassero una valutazione negativa della sua personalità, legittimando il diniego dei benefici richiesti.
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