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Obbligo Di Diligenza

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il dovere di un soggetto di agire con la prudenza e l'attenzione richieste dalle circostanze. In questo contesto, si riferisce al dovere del fornitore di non ignorare elementi che possano far sospettare l'irregolarità di una dichiarazione d'intento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento per giusta causa: dirigente non vigila e perde
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa di un dirigente con funzioni di direttore delle risorse umane. L'Azienda aveva interrotto il rapporto a causa del mancato controllo del dirigente sull'operato di una società di consulenza esterna. Quest'ultima aveva violato un accordo di riservatezza, acquisendo dati commerciali sensibili e contattando direttamente i clienti senza autorizzazione. Il dirigente non aveva vigilato né informato il consiglio di amministrazione. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore poiché non ha contestato tutte le autonome motivazioni della sentenza d'appello, in particolare quella relativa all'omesso controllo sulla riservatezza. Il dirigente perde definitivamente la causa e deve rimborsare le spese legali.
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Licenziamento per grave negligenza: il direttore perde la causa
Il Direttore di un ufficio postale è stato licenziato per aver liquidato buoni fruttiferi postali contraffatti per oltre 500.000 euro. L'Azienda ha contestato la mancata adozione delle cautele necessarie, nonostante anomalie evidenti: titoli in lire presentati da sconosciuti residenti altrove durante il periodo natalizio. Il dipendente si è difeso lamentando carenze organizzative e mancanza di formazione specifica sui vecchi titoli. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'obbligo di diligenza impone al lavoratore di adottare cautele integrative anche in assenza di specifiche direttive, qualora le circostanze lo richiedano. Pertanto, il licenziamento per grave negligenza è legittimo se il dipendente non applica la comune prudenza richiesta dal suo ruolo di responsabilità.
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Rifiuta la formazione: legittimo il licenziamento per insubordinazione
Un lavoratore viene licenziato per essersi rifiutato di seguire un corso di formazione e per aver mantenuto un atteggiamento passivo e non collaborativo presso un'azienda cliente. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per insubordinazione. Secondo i giudici, il rifiuto persistente e volontario di adempiere alle direttive aziendali, incluse quelle sulla formazione, costituisce una grave violazione degli obblighi di diligenza e obbedienza. La condotta del dipendente ha irrimediabilmente compromesso il rapporto di fiducia con il datore di lavoro, rendendo la sanzione espulsiva una misura proporzionata alla gravità dei fatti.
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Concorso del commercialista: sanzioni tributarie
La Corte di Cassazione ha stabilito che il concorso del commercialista nelle violazioni tributarie della società cliente è sanzionabile anche se il professionista si limita alla trasmissione telematica dei dati. Se il consulente è anche tenutario della contabilità, ha l'obbligo di verificare la congruenza dei modelli dichiarativi, indipendentemente dal conseguimento di un profitto personale.
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Compenso avvocato: diligenza e dovere d’informazione
La Corte di Cassazione conferma la riduzione del compenso di un avvocato, stabilendo che spetta al professionista dimostrare di aver adempiuto al proprio dovere di informazione sui rischi della causa. L'ordinanza chiarisce che il semplice conferimento della procura non è sufficiente a provare il consenso informato del cliente. La decisione affronta anche i criteri di determinazione del valore della causa in presenza di domande riconvenzionali.
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Abbagliamento solare: non è caso fortuito
Un automobilista, condannato per omicidio stradale a seguito dell'investimento di un pedone, ha presentato ricorso sostenendo che l'incidente fosse stato causato da un improvviso abbagliamento solare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'abbagliamento non costituisce un caso fortuito e impone al conducente l'obbligo di rallentare o fermarsi per garantire la sicurezza.
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Sanzione disciplinare: modifica postazione e doveri
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una sanzione disciplinare conservativa (sospensione di tre giorni) inflitta a una lavoratrice per aver modificato unilateralmente la propria postazione di lavoro. La lavoratrice si era difesa sostenendo di aver agito in buona fede e di non conoscere le specifiche norme di sicurezza. La Corte ha stabilito che l'esperienza della dipendente imponeva un dovere di diligenza che esclude la possibilità di alterare macchinari aziendali senza autorizzazione, rendendo irrilevante la non conoscenza della norma specifica.
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Dichiarazione d’intento: l’obbligo di diligenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13557/2024, ha stabilito che un fornitore che riceve una dichiarazione d'intento non può limitarsi a un controllo formale. Deve esercitare un'adeguata diligenza per verificare, nei limiti del ragionevole, la veridicità dei presupposti che consentono l'acquisto senza IVA. In presenza di elementi sospetti, il fornitore ha l'onere di adottare misure aggiuntive per non concorrere in irregolarità fiscali. La sentenza di merito che escludeva tale obbligo è stata cassata con rinvio.
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