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Obbligazione Di Valuta

16 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un'obbligazione che ha per oggetto fin dall'origine una somma di denaro determinata. Si contrappone all'obbligazione di valore, in cui il denaro è solo la misura di un valore da ripristinare (es. risarcimento del danno).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risarcimento medici specializzandi: ricorso respinto e stangata per abuso
Un gruppo di medici ha richiesto il risarcimento medici specializzandi per la mancata e tardiva retribuzione durante i corsi frequentati negli anni Ottanta. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso confermando il rigetto delle domande. I giudici hanno chiarito che le specializzazioni non espressamente contemplate dalle direttive europee richiedono la prova specifica dell'equivalenza sostanziale fin dall'inizio della causa. Inoltre, l'indennizzo deve essere calcolato su base equitativa secondo i parametri fissati dalla legge 370 del 1999, senza diritto alla rivalutazione monetaria. Considerata la reiterazione di censure già ampiamente respinte dalla giurisprudenza di legittimità, la Suprema Corte ha ravvisato un abuso del processo, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese legali e a una sanzione di 30.000 euro per lite temeraria.
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Indennizzo assicurativo: vittoria dell’azienda sul ritardo
Uno stabilimento industriale subisce ingenti danni per l'esplosione di un macchinario. Le compagnie assicuratrici negano l'indennizzo assicurativo invocando un difetto costruttivo dell'impianto. Una perizia contrattuale quantifica il danno in quasi sette milioni di euro. La banca finanziatrice richiede le somme vincolate a garanzia del mutuo, mentre la società danneggiata chiede il rimborso dei costi e il risarcimento del danno subito per il prolungato ritardo nei pagamenti. La Corte di Cassazione conferma la piena validità della garanzia e del vincolo a favore della banca. I giudici supremi accolgono il ricorso dell'impresa sul maggior danno da mora, stabilendo che la Corte d'Appello deve valutare tutte le prove sul dissesto causato dal ritardo dei pagamenti assicurativi.
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Risarcimento medici specializzandi: lo Stato condannato a pagare
Tre medici, iscritti a scuole di specializzazione nei primi anni Ottanta, hanno agito contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata e tardiva attuazione delle direttive europee che imponevano una adeguata remunerazione. La Corte d'Appello aveva negato il diritto poiché gli studenti si erano immatricolati prima del 1983. La Corte di Cassazione, applicando i principi della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, ha accolto il ricorso. Ha stabilito che il diritto al risarcimento medici specializzandi spetta anche a chi si è iscritto prima del 1983, ma limitatamente al periodo successivo al 1° gennaio 1983. La Suprema Corte ha deciso nel merito, condannando la Presidenza del Consiglio a risarcire i medici per gli anni di frequenza successivi a tale data, oltre agli interessi legali.
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Risarcimento del maggior danno: il correntista batte la banca
Un correntista ha citato in giudizio una banca contestando l'applicazione di interessi illegittimi sul proprio conto corrente. Il tribunale ha accertato un credito a favore del cliente, ma la Corte d'Appello ha negato la rivalutazione monetaria, ritenendo la richiesta tardiva e non provata. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del correntista, stabilendo che la domanda di risarcimento del maggior danno era stata formulata tempestivamente nell'atto di citazione. I giudici hanno chiarito che, per ottenere il risarcimento del maggior danno ex art. 1224 c.c., opera una presunzione basata sul rendimento dei titoli di Stato rispetto al tasso d'interesse legale, senza che il creditore debba fornire prove specifiche sul concreto impiego del denaro, salvo che non richieda una somma superiore. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Risarcimento occupazione illegittima: il Comune paga anche il ritardo
La Cassazione interviene sul calcolo del risarcimento danno occupazione illegittima di un terreno privato da parte di un Comune. La Corte di Appello aveva liquidato il danno rivalutando il valore del bene, ma senza calcolare gli interessi compensativi sulla somma via via rivalutata. La Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: il pieno risarcimento deve includere sia la rivalutazione del capitale, per adeguarlo al valore attuale, sia gli interessi compensativi. Questi ultimi sono essenziali per ristorare il proprietario del danno derivante dal ritardo con cui ottiene il pagamento. La sentenza riafferma che il proprietario ha diritto a una reintegrazione patrimoniale completa.
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Indennità di espropriazione: la guida alla stima
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per determinare la corretta indennità di espropriazione in caso di terreni con diverse destinazioni urbanistiche. Per le aree destinate a edilizia scolastica, la Corte ha ribadito la natura non edificabile del suolo, configurando tale destinazione come un vincolo conformativo. La decisione ha censurato l'uso di parametri di confronto non omogenei, come atti transattivi relativi a terreni con diversa destinazione (verde pubblico o viabilità), sottolineando che la stima deve basarsi su dati storici certi e caratteristiche morfologiche analoghe.
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Prescrizione medici specializzandi: dies a quo confermato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante gli anni '80. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/99. È stata rigettata la tesi dei ricorrenti secondo cui il termine sarebbe dovuto partire solo dal momento in cui avrebbero avuto "piena conoscenza" del loro diritto, ritenendo le direttive comunitarie originarie sufficientemente chiare.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione
Un gruppo di medici specializzandi ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento del danno dovuto alla tardiva attuazione delle direttive UE sulla corretta remunerazione. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento per molti, specificando però quali specializzazioni sono ammesse. L'ordinanza accoglie parzialmente il ricorso dei medici per alcune specializzazioni (es. oftalmologia, nefrologia), ritenute equipollenti a quelle elencate nelle direttive, cassando con rinvio la precedente decisione. Vengono invece respinte le richieste di un risarcimento maggiore e le pretese relative a specializzazioni non contemplate dalle norme comunitarie.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione e termini
Un gruppo di medici specializzandi ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla tardiva attuazione di direttive europee sulla corretta remunerazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la giurisprudenza consolidata secondo cui il termine di prescrizione decennale per il diritto al risarcimento medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. La Corte ha inoltre ribadito che il risarcimento ha natura indennitaria e non retributiva, e deve essere quantificato sulla base dei parametri stabiliti dalla medesima legge.
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Rimessione in termini: no se c’è negligenza
La Corte di Cassazione ha negato la rimessione in termini a un istituto finanziario che non si era costituito in giudizio fidandosi di un certificato di cancelleria errato. Secondo la Corte, la parte ha un dovere di diligenza che impone di verificare i registri ufficiali, e l'affidamento a un certificato, che non è un atto processuale, non costituisce una causa non imputabile che giustifichi il ritardo. La mancata costituzione è stata quindi ritenuta frutto di una scelta negligente.
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Imputazione pagamenti fallimento: La Cassazione chiarisce
Un istituto di credito ha impugnato la decisione del giudice fallimentare che aveva imputato un pagamento, ricevuto da una compagnia assicuratrice per conto del debitore poi fallito, prima al capitale e poi agli interessi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che, nel rapporto tra creditore e debitore fallito, il pagamento dell'indennizzo assicurativo deve essere considerato come un adempimento volontario. Pertanto, si applica la regola legale dell'imputazione pagamenti fallimento, che prevede di coprire prima gli interessi maturati e solo successivamente il capitale residuo.
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Indebito arricchimento: quando spetta la restituzione
Una donna finanzia l'acquisto di un immobile intestato esclusivamente al marito in regime di separazione dei beni. Dopo la separazione, la sua richiesta di restituzione basata su un contratto di mutuo viene respinta per mancanza di prove. La Corte d'Appello, e poi la Cassazione, le riconoscono il diritto alla restituzione tramite l'azione per indebito arricchimento. La Suprema Corte chiarisce che tale azione è ammissibile quando la domanda principale fallisce per una carenza originaria del titolo (come la mancata prova dell'accordo restitutorio). Viene inoltre stabilito che il debito derivante è un'obbligazione di valore, soggetto a rivalutazione monetaria e interessi compensativi.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha esaminato i ricorsi riuniti di numerosi medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante gli anni di specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive comunitarie da parte dello Stato. La Corte ha rigettato gran parte dei ricorsi, confermando il suo orientamento consolidato sulla prescrizione decennale del diritto, decorrente dal 27 ottobre 1999. Ha inoltre chiarito le regole sull'intervento in causa di altri medici, ritenendolo ammissibile in quanto il diritto di tutti i ricorrenti deriva dal medesimo inadempimento statale. Infine, ha ribadito i criteri per la quantificazione del danno, qualificandolo come obbligazione di valuta.
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Maggior danno: calcolo e decorrenza annuale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene su un lungo contenzioso tra alcuni cittadini e un Comune per un'occupazione illegittima. Il punto centrale è il calcolo del maggior danno sull'indennità per l'occupazione legittima. La Corte stabilisce che tale danno, così come gli interessi, non va calcolato dalla fine del periodo di occupazione, ma deve essere computato su base annuale, poiché il diritto all'indennizzo matura anno per anno. Viene invece respinta la richiesta di un risarcimento basato su un tasso di interesse del 21% derivante da prestiti bancari, poiché non è stato provato il nesso causale diretto.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
Una dottoressa che aveva iniziato la specializzazione prima del 1982 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione delle direttive UE sulla retribuzione. Dopo un lungo iter giudiziario con esiti negativi, la Corte di Cassazione, applicando una nuova sentenza della Corte di Giustizia UE, ha accolto il ricorso. È stato stabilito che il diritto al risarcimento per i medici specializzandi spetta per il periodo di formazione successivo al 1° gennaio 1983, indipendentemente dalla data di iscrizione, condannando lo Stato al pagamento di una somma specifica oltre interessi.
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Indennità di occupazione: condanna e calcolo del danno
Il Tribunale di Bergamo ha condannato un soggetto, rimasto contumace, al rilascio di un immobile e al pagamento di un debito residuo di 2.800 €. La decisione stabilisce anche il versamento di una indennità di occupazione mensile di 225 € per il periodo successivo alla data fissata per il rilascio, fino all'effettiva riconsegna. La sentenza chiarisce i criteri per la condanna al pagamento di somme future e le condizioni per l'esclusione di interessi e rivalutazione monetaria.
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