La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21374/2024, ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro un accertamento bancario. La Corte ha ribadito che, in caso di indagini sui conti correnti, l'onere della prova ricade interamente sul contribuente, il quale deve dimostrare in modo analitico e specifico che le movimentazioni non sono riconducibili a operazioni imponibili. Sono stati respinti anche i motivi relativi alla presunta mancanza di autorizzazione alle indagini, sollevata tardivamente, e all'omessa notifica del PVC, non necessaria per verifiche "a tavolino".
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