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Novazione

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207 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Novazione e bond: l’offerta che estingue il danno
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni investitori contro un istituto bancario. Gli investitori, dopo aver subito perdite su obbligazioni, avevano aderito a un'offerta pubblica di scambio che non solo li aveva ristorati, ma aveva generato un guadagno. La Corte ha stabilito che tale adesione costituisce una novazione, estinguendo l'obbligazione originaria e, di conseguenza, qualsiasi pretesa risarcitoria. La prosecuzione della causa è stata inoltre sanzionata come lite temeraria.
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Polizza sostitutiva: è rinnovo o nuovo contratto?
Un professionista si è visto negare l'indennizzo da una polizza di responsabilità civile perché la società per cui operava era insolvente al momento della stipula di una polizza sostitutiva. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che questi avrebbero dovuto interpretare la reale volontà delle parti per determinare se la polizza sostitutiva costituisse una novazione del contratto precedente o una sua continuazione. Tale distinzione è fondamentale per individuare la data rilevante ai fini della clausola di esclusione per insolvenza.
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Appropriazione indebita: il piano di rientro non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un agente commerciale condannato per appropriazione indebita. L'imputato non aveva versato al proprio mandante, un consorzio agrario, i proventi delle vendite. La Corte ha stabilito che la sottoscrizione di piani di rientro non trasforma il reato in un mero illecito civile, ma al contrario può costituire una prova della consapevolezza e della volontà di appropriarsi del denaro. Inoltre, non è possibile compensare il debito con presunti crediti se questi non sono certi, liquidi ed esigibili.
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Accordo transattivo: annulla il patto di non concorrenza?
Una società ha citato in giudizio un ex dipendente per la violazione di un patto di non concorrenza. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che un accordo transattivo omnicomprensivo, firmato al momento della cessazione del rapporto, aveva di fatto annullato il precedente patto. La natura novativa e generale della transazione, volta a prevenire ogni futura controversia, è stata ritenuta prevalente, respingendo così le richieste dell'azienda.
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Opponibilità locazione pignoramento: il caso risolto
Una società conduttrice ha tentato di far valere l'opponibilità di un contratto di locazione contro una procedura esecutiva, basandosi su un primo accordo antecedente al pignoramento. Tuttavia, un secondo contratto, ritenuto novativo, era stato stipulato dopo l'inizio della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il secondo contratto è inopponibile ai creditori e che le spese di manutenzione non possono essere compensate con i canoni dovuti. Il caso chiarisce i limiti dell'opponibilità locazione pignoramento.
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Accordo risolutivo irrevocabile: è valido?
Un Ente Regionale e alcuni ex dirigenti stipulano un accordo risolutivo irrevocabile per un esodo incentivato. Successivamente, la procedura concorsuale che aveva garantito la qualifica dirigenziale a tali dipendenti viene annullata da un tribunale amministrativo. L'Ente cerca quindi di revocare retroattivamente la qualifica. I tribunali di primo e secondo grado danno ragione ai lavoratori, sostenendo che l'accordo risolutivo irrevocabile ha creato una nuova situazione giuridica, insensibile alla successiva sentenza amministrativa. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, non decide nel merito ma rileva un difetto di notifica e ordina la sua rinnovazione, rinviando la causa.
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Sanzione penale per violazione ordine: serve nuovo atto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la violazione di un ordine del Questore, emesso quando la sanzione era solo amministrativa, può essere punita con una sanzione penale se una legge successiva ha criminalizzato la condotta e l'interessato è stato debitamente informato. Non è necessario un nuovo provvedimento del Questore, essendo sufficiente la comunicazione del mutato regime sanzionatorio per integrare la consapevolezza del reato.
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Fideiussione autonoma: la Cassazione fa chiarezza
Una garante contesta una fideiussione per firma falsa, ma la Cassazione conferma le decisioni di merito. Una seconda fideiussione, validamente sottoscritta, è stata ritenuta una fideiussione autonoma e valida, sanando di fatto il vizio della prima. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Accordo novativo: quando una variante è nuovo contratto
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un ente pubblico per la revisione dei prezzi di un contratto di appalto di lunga data. La controversia verteva su un accordo del 2000: si trattava di una semplice modifica o di un nuovo contratto? La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che si trattava di un accordo novativo. Questo nuovo contratto ha sostituito il precedente, impedendo l'applicazione delle leggi sulla revisione dei prezzi precedentemente applicabili per i lavori eseguiti dopo la sua stipula.
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Indennità di fine rapporto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Tribunale di Roma che negava a un'agenzia marittima l'indennità di fine rapporto da una compagnia di navigazione. Il rapporto, durato dal 1966 al 2010 e regolato da due contratti successivi, era stato oggetto di una novazione nel 1991. La Cassazione ha ritenuto la motivazione del Tribunale 'apparente' e illogica, in quanto trattava il rapporto in modo contraddittorio. Inoltre, ha stabilito che il Tribunale ha errato nel non applicare gli Accordi Economici Collettivi di settore, che prevedono condizioni più favorevoli per l'agente rispetto al Codice Civile, riconoscendo l'indennità anche senza la prova di un aumento della clientela.
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Fideiussione: modifica del debito non libera il garante
Un garante, che aveva prestato fideiussione per un contratto di leasing, ha sostenuto di essere stato liberato dal suo obbligo a seguito di un accordo successivo tra creditore e debitore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che una mera modifica delle condizioni contrattuali non costituisce una novazione e, pertanto, non estingue la fideiussione accessoria. La Corte ha inoltre sottolineato l'irrilevanza delle doglianze del garante dato il suo ruolo di socio di maggioranza della società debitrice.
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Nullità del termine: onere della prova del datore
La Corte di Cassazione ha confermato la conversione di contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato per alcuni dipendenti di una compagnia aerea. La decisione si fonda sulla nullità del termine apposto ai contratti, in quanto la società non è riuscita a dimostrare di aver rispettato i limiti quantitativi (clausola di contingentamento) previsti dalla legge. L'ordinanza ribadisce che l'onere della prova in questi casi spetta esclusivamente al datore di lavoro.
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Obblighi informativi banca: risoluzione e restituzione
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione di un contratto di acquisto di titoli ad alto rischio per la violazione degli obblighi informativi della banca. La sentenza chiarisce che il cliente ha diritto alla restituzione del capitale investito, anche se non possiede più i titoli a seguito di operazioni di scambio successive. La Corte ha ritenuto legittima la 'compensazione impropria' tra il debito della banca e il credito del cliente per le somme da quest'ultimo incassate, dichiarando inammissibile il ricorso dell'istituto di credito.
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Errore revocatorio: Cassazione e giudicato esterno
Un contribuente si è visto revocare un'ordinanza sfavorevole della Corte di Cassazione. La Corte ha ammesso di aver commesso un errore revocatorio non considerando un precedente giudicato esterno che già stabiliva la natura deducibile di un versamento all'ex coniuge. L'ordinanza è stata annullata e il ricorso del contribuente accolto, confermando la deducibilità della somma.
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Indennità avviamento commerciale: quando non spetta
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'indennità per la perdita dell'avviamento commerciale a una struttura sanitaria, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La controversia verteva su un rapporto di locazione complesso, influenzato da una precedente sentenza passata in giudicato che aveva già escluso tale diritto. La Corte ha stabilito che un successivo contratto di transazione e locazione non costituiva una novazione del rapporto, ma una sua prosecuzione, recependo gli effetti del precedente giudicato. Di conseguenza, la pretesa del conduttore è stata respinta in quanto vincolata dalla decisione pretorile del 1993.
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Indennità per migliorie: prescrizione e novazione
La Corte di Cassazione esamina un caso di richiesta di indennità per migliorie su un immobile locato, regolato da due contratti successivi. La Corte d'Appello aveva dichiarato prescritta la richiesta relativa al primo contratto, interpretando il secondo come una novazione del rapporto. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che l'interpretazione della volontà delle parti è un accertamento di fatto incensurabile in sede di legittimità se la motivazione è plausibile, confermando di fatto la prescrizione del diritto.
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Reato di usura: quando si prescrive il delitto?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reato di usura aggravata. La sentenza chiarisce che, essendo l'usura un reato a consumazione prolungata, la prescrizione decorre dall'ultimo pagamento di interessi o capitale, non dalla data dell'accordo iniziale. La Corte ha inoltre escluso la configurabilità del recesso attivo e confermato la nozione di 'stato di bisogno' come condizione di difficoltà che limita la libertà negoziale della vittima.
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Incompatibilità del giudice e patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava l'incompatibilità del giudice. L'imputato sosteneva che il giudice, avendo manifestato dissenso su una prima proposta di patteggiamento poi modificata in udienza, fosse divenuto incompatibile. La Corte ha chiarito che non vi è stata incompatibilità del giudice, poiché le parti hanno formulato un nuovo accordo, di fatto sostituendo il precedente, che è stato poi ratificato. Non si è trattato di un rigetto formale, ma di una novazione dell'accordo, che non genera cause di incompatibilità. Inoltre, l'eventuale incompatibilità non è un motivo valido per impugnare una sentenza di patteggiamento ai sensi dell'art. 448 cod.proc.pen.
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Contratto autonomo di garanzia: estensione e limiti
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un contratto autonomo di garanzia anche in caso di significative modifiche successive all'obbligazione principale. Dei garanti coobbligati avevano contestato l'estensione della loro garanzia, prestata per opere di urbanizzazione, a seguito di modifiche che ne avevano triplicato il valore. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la natura del contratto autonomo di garanzia impedisce al garante di opporre eccezioni relative al rapporto sottostante e rende inapplicabile la decadenza prevista dall'art. 1957 c.c., a meno che non sia espressamente pattuito. La decisione del giudice di merito, che aveva qualificato le modifiche come meramente quantitative e non novative, è stata ritenuta una plausibile interpretazione non sindacabile in sede di legittimità.
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Azioni edilizie alternative: la scelta è irrevocabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23819/2025, ha ribadito il principio secondo cui le azioni edilizie alternative, ovvero la risoluzione del contratto e la riduzione del prezzo per vizi della cosa venduta, sono tra loro incompatibili. Una volta che l'acquirente ha scelto una via tramite domanda giudiziale, tale scelta diventa irrevocabile e non può essere modificata in un successivo giudizio. Nel caso di specie, un'acquirente che aveva già ottenuto una riduzione del prezzo in un primo procedimento, non ha potuto successivamente chiedere la risoluzione del contratto per gli stessi vizi.
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