La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della reiterazione di contratti a termine e di somministrazione presso una Pubblica Amministrazione. Nonostante l'ente invocasse ordinanze di emergenza per giustificare la precarietà, la Corte ha stabilito che le deroghe alle leggi ordinarie devono essere espresse e non presunte. Sebbene nel pubblico impiego non operi la conversione automatica in rapporto a tempo indeterminato, al lavoratore spetta un risarcimento del danno presunto, parametrato tra 2,5 e 12 mensilità. La semplice possibilità di una futura stabilizzazione non sana l'illecito commesso tramite i contratti a termine nulli.
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