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Nomofilachia — Anno 2022

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85 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Procura speciale alle liti: il vizio di forma cancella il ricorso
Un cittadino straniero ha proposto ricorso per cassazione contro il rigetto della sua domanda di protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di un difetto formale nella procura speciale alle liti. Secondo la legge, l'avvocato deve certificare espressamente che la firma del cliente è stata apposta in una data successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato. Nel caso specifico, il difensore si era limitato a utilizzare la formula generica "visto per autentica", senza attestare la posteriorità temporale del mandato. Di conseguenza, il ricorrente ha perso la causa e il ricorso non è stato esaminato nel merito.
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Procura speciale alle liti: un vizio di forma cancella il ricorso
Il richiedente asilo ha proposto ricorso in Cassazione contro il rigetto della sua domanda di protezione internazionale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di un vizio formale riguardante la procura speciale alle liti. Secondo la legge, nei giudizi di protezione internazionale, l'avvocato deve certificare espressamente che la firma del cliente è stata apposta in una data successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato. Nel caso specifico, il difensore si era limitato ad autenticare la firma con la formula "è vera la firma", senza attestare la posteriorità temporale del mandato. Di conseguenza, il ricorrente ha perso la causa e il Ministero dell'Interno non ha ottenuto il rimborso delle spese poiché si era costituito in modo irregolare.
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Concorsi truccati: la competenza per territorio spetta a Venezia
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra i Tribunali di Pisa e Firenze in un complesso procedimento per corruzione universitaria. L'accusa contestava a numerosi docenti di aver truccato concorsi per l'abilitazione scientifica nazionale in diverse città. Per determinare la competenza per territorio in caso di reati connessi di pari gravità, la Corte ha applicato la regola del primo reato commesso. Identificando il primo scambio corruttivo perfetto a Venezia nel dicembre 2013 (con il conseguimento dell'abilitazione da parte di un candidato), i giudici di legittimità hanno stabilito che la competenza spetta al Tribunale di Venezia, superando le tesi dei giudici in conflitto che indicavano Firenze o Pisa.
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Parità di trattamento dei lavoratori a termine: precari vs Stato
Un insegnante, assunto per anni con contratti a tempo determinato e poi stabilizzato, ha richiesto il pagamento delle differenze stipendiali maturate durante il precariato. Egli lamentava l'assenza di scatti di anzianità, riservati solo ai colleghi di ruolo. L'Amministrazione Pubblica si è opposta, difendendo la legittimità del trattamento differenziato. La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso dell'amministrazione sia quello del docente. La Corte ha ribadito il principio della parità di trattamento dei lavoratori a termine, confermando che i precari hanno diritto alla progressione stipendiale basata sull'anzianità effettiva di servizio. Tuttavia, ha chiarito che per il periodo di precariato non si possono applicare i criteri virtuali di calcolo dell'anzianità previsti solo per la ricostruzione della carriera post-ruolo. Entrambe le parti sono rimaste soccombenti.
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Prescrizione medici specializzandi: lo Stato vince sul tempo
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1986 e il 1997, ha chiesto il risarcimento dei danni per la mancata remunerazione durante la scuola di specializzazione, a causa del tardivo recepimento delle direttive europee da parte dello Stato. I tribunali di merito hanno respinto la domanda per intervenuta prescrizione decennale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che la prescrizione medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999, che ha rimosso ogni incertezza sul diritto all'indennizzo. Le incertezze giurisprudenziali precedenti non sospendono il termine, in quanto i medici avrebbero potuto interrompere l'inerzia con una semplice diffida stragiudiziale. Di conseguenza, i medici hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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