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Nomen Juris

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44 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Continuazione reati: quando la distanza la esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della continuazione reati per delitti commessi a distanza di tre anni. Secondo la Corte, un tale lasso di tempo, pur in presenza di condotte simili, fa presumere l'assenza di un unico disegno criminoso iniziale, a meno che non venga fornita una prova contraria rigorosa.
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Continuazione tra reati: la distanza temporale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per il riconoscimento della continuazione tra reati. L'ordinanza sottolinea come una significativa distanza temporale tra gli illeciti e il loro carattere occasionale siano elementi decisivi per escludere l'esistenza di un unico disegno criminoso, anche in presenza di reati della stessa indole.
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Impugnazione provvedimento: forma o sostanza?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1437/2024, ha stabilito un principio cruciale in tema di impugnazione di un provvedimento giudiziario. Nel caso di una richiesta di usucapione speciale a cui si è opposta una parte, la decisione del giudice, anche se formalmente denominata 'decreto', ha in realtà la sostanza di una 'sentenza'. Di conseguenza, il mezzo di impugnazione corretto non è il reclamo, ma l'appello ordinario. La Corte ha sottolineato che la presenza di un contraddittorio e di una decisione nel merito qualifica l'atto come sentenza, rendendo inammissibile un mezzo di gravame differente.
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Proroga contratto pubblico: quando è rinnovo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un accordo, formalmente definito come 'proroga contratto pubblico', deve essere considerato un 'rinnovo' se le parti modificano sostanzialmente le condizioni originarie, anche per adeguarsi a nuove normative imperative sulla spesa pubblica. Nel caso di specie, un ente pubblico e una società di servizi energetici avevano esteso un contratto di appalto, introducendo però nuovi obblighi legati alla normativa sulla spending review. La Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva minimizzato l'impatto di tali modifiche, affermando che l'integrazione di nuove discipline legali inderogabili altera l'equilibrio contrattuale originario, trasformando la mera proroga in una vera e propria rinnovazione del rapporto.
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