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Nesso Causale

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915 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31094/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni clienti contro il loro avvocato. I clienti non sono riusciti a dimostrare il nesso causale tra gli errori professionali contestati e il danno subito. La decisione ribadisce che, in tema di responsabilità professionale avvocato, non basta allegare l'errore, ma è fondamentale provarne le conseguenze dannose, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Incidente e stato di ebbrezza: nesso causale presunto
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per un incidente stradale e stato di ebbrezza. Si è ritenuto che il nesso causale tra l'ubriachezza e il sinistro, consistente nello scontro con un guardrail, fosse logicamente deducibile dall'assenza di altre cause, rendendo superflua una perizia tecnica.
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Responsabilità del custode: disattenzione e risarcimento
Una donna cade a causa di un pavimento sconnesso fuori da un ufficio pubblico e chiede un risarcimento. Inizialmente concesso, il risarcimento viene poi negato in appello. La Corte ha stabilito che la responsabilità del custode è esclusa perché il pericolo era visibile e la caduta è stata causata dalla disattenzione della danneggiata, interrompendo così il nesso causale tra la cosa e il danno.
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Nesso causale: onere della prova nell’investimento
Un'investitrice ha citato in giudizio un istituto bancario per le perdite subite in operazioni su derivati, addebitando alla banca la mancata attualizzazione del suo profilo finanziario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. Il punto focale della decisione è la mancata dimostrazione del nesso causale tra l'inadempimento formale della banca e il danno economico. L'investitrice, infatti, non è riuscita a provare che un profilo aggiornato avrebbe effettivamente impedito le operazioni ad alto rischio.
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Responsabilità professionale avvocato: nesso causale
Un caso di responsabilità professionale avvocato in cui la Cassazione esclude il risarcimento del danno. La negligenza del legale non è sufficiente se manca il nesso causale, ovvero se la causa del cliente era comunque destinata a fallire. L'ordinanza chiarisce i limiti del sindacato della Corte sul cosiddetto 'giudizio prognostico' effettuato dai giudici di merito, confermando che la valutazione sulle probabilità di successo dell'azione legale omessa è una questione di fatto, non di diritto.
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Nesso causale e falso: la Cassazione decide
Una dottoressa ha citato in giudizio un collega, sostenendo di essere stata danneggiata in un concorso pubblico a causa di un certificato di servizio falso da lui presentato. Nonostante la falsità del documento fosse stata accertata, sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la richiesta di risarcimento per mancata prova del nesso causale tra il falso e il danno subito. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando il ricorso inammissibile principalmente a causa della regola della "doppia conforme", che limita la possibilità di riesaminare i fatti già valutati concordemente nei primi due gradi di giudizio.
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Nesso causale e colpa medica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta colpa medica a carico di un ginecologo per il decesso di due gemelli. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore per prescrizione del reato, ma ha accolto quello delle parti civili. La sentenza di assoluzione è stata annullata ai soli fini civili per un difetto di motivazione riguardo all'accertamento del nesso causale, rinviando il caso a un giudice civile per la valutazione del risarcimento del danno.
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Danni da buca stradale: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista per danni da buca stradale, chiarendo che se l'ente proprietario della strada contesta specificamente i fatti, l'onere di provare il nesso causale tra la buca e il danno spetta interamente al danneggiato. La mancata prova porta al rigetto della domanda di risarcimento.
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Omicidio stradale: quando la colpa è esclusiva
Un camionista è stato condannato per omicidio stradale dopo aver investito un pedone sulle strisce. La Cassazione ha confermato la condanna, ritenendo il ricorso inammissibile e sottolineando la colpa esclusiva del conducente per eccesso di velocità e mancata prudenza in prossimità di un attraversamento pedonale, nonostante le condizioni meteo.
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Responsabilità per omicidio colposo e manutenzione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di omicidio colposo derivante dalla caduta di un palo della luce. La sentenza stabilisce che l'esternalizzazione del servizio di manutenzione a una ditta privata non esonera i funzionari comunali dai loro obblighi di vigilanza. Sia l'appaltatore che i funzionari pubblici sono stati ritenuti responsabili per i danni civili, nonostante la prescrizione del reato, a causa della mancata adozione delle misure necessarie a prevenire l'evento. La Corte ha chiarito che la responsabilità per omicidio colposo sussiste per entrambi.
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Sentenza di patteggiamento: valore in sede civile
Una donna, a seguito di una sentenza di patteggiamento per truffa, è stata condannata in sede civile al risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, chiarendo che la sentenza di patteggiamento, pur non essendo vincolante, costituisce un valido elemento di prova che il giudice civile può liberamente valutare insieme ad altre prove, come documenti e ammissioni, per accertare il nesso causale e la responsabilità.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
Una società cooperativa edilizia ha citato in giudizio i suoi ex amministratori per mala gestio, accusandoli di aver causato un ingente danno patrimoniale attraverso un'operazione immobiliare svantaggiosa. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, rigettando i ricorsi degli amministratori e ribadendo la loro responsabilità solidale. La sentenza sottolinea come la violazione del dovere di vigilanza sull'operato del consiglio di amministrazione configuri una piena responsabilità per tutti i suoi componenti, anche per quelli non direttamente autori dell'atto dannoso. Questo caso evidenzia l'importanza della diligenza nella gestione societaria e le conseguenze della mala gestio.
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Onere della prova: chi deve provare l’inadempimento?
Una società che gestisce distributori di carburante subisce un furto da una cassaforte senza segni di effrazione. La società fa causa al produttore della cassaforte, che ne aveva garantito la non duplicabilità delle chiavi, e alla società di vigilanza incaricata del prelievo dei valori. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha riaffermato il principio sull'onere della prova: spetta al debitore (produttore e società di vigilanza) dimostrare che l'inadempimento è dovuto a una causa a lui non imputabile, una volta che il creditore ha allegato la violazione del contratto. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Responsabilità amministratori: quando non sussiste
Una società in liquidazione ha citato in giudizio i suoi ex amministratori per omesso controllo, a seguito di prelievi illeciti dal conto sociale effettuati da un altro dirigente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza sottolinea che la responsabilità amministratori non può essere affermata se non viene provato un nesso causale tra la loro condotta omissiva e il danno. Inoltre, il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a un riesame dei fatti, compito non spettante alla Corte di legittimità, e per difetto di autosufficienza, non avendo dimostrato di aver sollevato le medesime censure nei precedenti gradi di giudizio.
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Responsabilità proprietario immobile: il caso del camino
Un'ordinanza della Cassazione analizza la responsabilità del proprietario di un immobile per i danni causati a terzi da un incendio originato da una canna fumaria difettosa. La Corte ha confermato la condanna, basandola sulla colpa del proprietario per aver utilizzato, o permesso l'utilizzo, di un camino palesemente fessurato, violando così un fondamentale dovere di prudenza secondo l'art. 2043 c.c. Viene rigettata la tesi difensiva che puntava a un difetto di prova della colpa e al possibile coinvolgimento di terzi.
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Responsabilità autorità di vigilanza: onere della prova
Un gruppo di investitori ha citato in giudizio l'autorità di vigilanza finanziaria per i danni subiti a seguito del fallimento di una società di intermediazione mobiliare (SIM). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli investitori, sottolineando che non è stata fornita la prova decisiva del nesso causale. In particolare, è mancata la dimostrazione di quando fossero stati effettuati gli investimenti, se prima o dopo l'autorizzazione concessa dall'autorità alla SIM. Questa lacuna probatoria ha reso impossibile accertare la responsabilità dell'autorità di vigilanza.
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Malattia professionale OSS: riconosciuta la discopatia
Una Operatrice Socio Sanitaria (OSS) ha ottenuto il riconoscimento della discopatia lombare come malattia professionale. Il Tribunale del Lavoro ha accolto il ricorso, basandosi sulle testimonianze che descrivevano le pesanti mansioni di movimentazione manuale dei pazienti e sulla consulenza tecnica d'ufficio (CTU) che ha confermato il nesso causale tra l'attività lavorativa e la patologia. All'operatrice è stata riconosciuta un'invalidità dell'8%, con condanna dell'ente al pagamento delle relative prestazioni e delle spese legali.
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Danno da calunnia: onere della prova del danneggiato
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in una causa civile per il risarcimento del danno da calunnia, l'onere della prova grava interamente sul danneggiato. Non è sufficiente l'assoluzione in sede penale; occorre dimostrare che il querelante, al momento della denuncia, fosse consapevole dell'innocenza dell'accusato. Il caso riguardava due commercianti che, dopo essere stati assolti dall'accusa di minacce e calunnia mossa da un vigile urbano, avevano chiesto a quest'ultimo i danni. La loro domanda è stata respinta per mancata prova dell'elemento soggettivo del reato.
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Nesso causale estorsione: la minaccia deve essere decisiva
La Cassazione ha annullato una condanna per estorsione, sottolineando la necessità di provare il nesso causale estorsione. Un lavoratore era accusato di aver minacciato il presidente di un consorzio per ottenere la trasformazione del suo contratto. La Corte ha stabilito che non era stato dimostrato come l'astensione al voto del presidente, frutto della minaccia, fosse stata decisiva per la delibera finale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame sull'effettiva incidenza della condotta.
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Incidente stradale ciclista: chi ha la precedenza?
La Cassazione conferma l'assoluzione di un autista di autobus coinvolto in un incidente stradale ciclista mortale. È stato stabilito che il ciclista, giunto al termine della pista ciclabile che si immetteva su una strada principale, aveva l'obbligo di fermarsi e dare la precedenza, non avendo rispettato la specifica segnaletica. La condotta del ciclista è stata ritenuta imprevedibile e causa esclusiva del sinistro, escludendo la responsabilità del conducente del mezzo pesante.
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