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Negozio Processuale

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98 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pena concordata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da alcuni imputati contro una sentenza di appello che applicava una pena concordata. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena tra accusa e difesa è un patto processuale vincolante che, una volta ratificato dal giudice, non può essere unilateralmente impugnato dalle stesse parti che lo hanno sottoscritto, salvo il caso di palese illegalità della pena, non riscontrato nel caso di specie.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una pena concordata tramite patteggiamento in appello. L'accordo processuale, una volta ratificato dal giudice, non può essere modificato unilateralmente, salvo che la pena sia illegale, circostanza non verificatasi nel caso di specie.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti contro una sentenza emessa a seguito di "concordato in appello". La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare in Cassazione sia il mancato proscioglimento sia la misura della pena stessa, cristallizzando i limiti di questo istituto processuale.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13489/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. Il caso verteva sul **concordato in appello**, un accordo tra le parti sulla pena. La Suprema Corte ha ribadito che, una volta raggiunto e formalizzato, tale accordo non può essere impugnato unilateralmente, salvo l'ipotesi di pena illegale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Patteggiamento in appello: no ricorso sulla pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena tramite il cosiddetto "patteggiamento in appello", ha tentato di contestarne la congruità. La Corte ha stabilito che l'accordo processuale liberamente stipulato tra le parti non può essere modificato unilateralmente, salvo il raro caso di pena illegale.
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Concordato in appello: il patto è vincolante per il giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che il concordato in appello è un accordo vincolante nella sua interezza. Se un giudice non può accogliere una parte della richiesta congiunta (come la sostituzione della pena), deve rigettare l'intero accordo e non può applicare una pena diversa da quella pattuita. Il caso riguardava un imputato che aveva concordato una pena detentiva con richiesta di conversione in pena pecuniaria, richiesta poi ignorata dal giudice d'appello.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello, quando questo si basa su motivi, come l'incompetenza territoriale, a cui l'imputato ha implicitamente rinunciato aderendo all'accordo sulla pena. La sentenza ribadisce che il concordato in appello limita fortemente le possibilità di impugnazione.
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Ricorso inammissibile e accordo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 26 marzo 2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul principio che l'accordo processuale (patteggiamento), una volta consacrato nella decisione del giudice, non può essere modificato unilateralmente, salvo l'ipotesi di illegalità della pena. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Accordo processuale: quando l’appello è inammissibile
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo processuale in appello per una riduzione di pena per estorsione aggravata, ha tentato di impugnare la sentenza in Cassazione contestando proprio le basi dell'accordo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sia per la rinuncia presentata dalla difesa, sia perché l'accordo sulla pena è un negozio giuridico unitario e vincolante, che non può essere modificato unilateralmente in un momento successivo.
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Patteggiamento in Appello: Inammissibile il Ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19291/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena, una volta ratificato dal giudice, costituisce un negozio processuale non modificabile unilateralmente, salvo l'ipotesi di pena illegale.
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Patteggiamento in appello: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati avverso una sentenza di patteggiamento in appello. Gli imputati lamentavano l'illegalità della pena per violazione dei criteri di commisurazione. La Corte ha ribadito che il patteggiamento in appello è un accordo processuale che preclude la possibilità di contestare in Cassazione la congruità della pena concordata, salvo il caso di pena illegale in senso stretto, non riscontrato nel caso di specie.
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Ricorso inammissibile: limiti all’impugnazione pena
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza del GIP. L'impugnazione contestava unicamente la misura della pena, applicata secondo un accordo processuale. La Corte ha stabilito che tale motivo non rientra tra quelli ammessi dalla legge per l'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento in appello: no ricorso sulla pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la misura della pena concordata tramite patteggiamento in appello. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena, una volta ratificato dal giudice, costituisce un negozio processuale che non può essere modificato unilateralmente da una delle parti, a meno che non si lamenti l'illegalità della pena stessa, ipotesi non verificatasi nel caso di specie.
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Ricorso pena concordata: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di condanna per furto aggravato, basata su un accordo sulla pena in appello. La Suprema Corte ha stabilito che, una volta che le parti hanno liberamente stipulato un accordo sulla sanzione (il cosiddetto ricorso pena concordata) e questo è stato recepito dal giudice, l'accordo non può essere modificato unilateralmente, salvo l'ipotesi di illegalità della pena stessa. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, l'impugnazione è consentita solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM o a una discordanza tra pena pattuita e applicata, e non per contestare nel merito la mancata assoluzione.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un concordato in appello sulla pena detentiva, ha contestato la mancata riduzione della pena pecuniaria. La Corte ha stabilito che l'accordo processuale, una volta accettato, non può essere modificato unilateralmente e circoscrive i motivi di impugnazione.
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Patteggiamento in appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che, dopo aver concordato la pena in appello secondo la procedura di patteggiamento in appello, hanno tentato di impugnarla in Cassazione lamentandone l'entità. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena è un negozio processuale che, una volta perfezionato, non può essere unilateralmente modificato, salvo ipotesi di illegalità della pena o vizi nella formazione della volontà, non riscontrati nel caso di specie.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha stipulato un accordo in secondo grado sulla pena. Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando proprio la pena e la responsabilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che una sentenza basata su un concordato in appello può essere impugnata solo per difetti procedurali legati alla formazione dell'accordo stesso (es. vizi della volontà), e non per rimettere in discussione il merito della pena pattuita, a meno che questa non sia illegale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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