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6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un atto giuridico con cui un soggetto rinuncia volontariamente a un proprio diritto o a una facoltà, come la rinuncia a determinati motivi di appello nell'ambito di un concordato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cambio del contratto collettivo: accordo valido ma resa al netto
Una lavoratrice impiegata come radio reporter contesta il cambio del contratto collettivo applicato al suo rapporto, originariamente regolato dal contratto giornalistico e successivamente modificato consensualmente nel contratto radiotelevisioni private. La dipendente richiede il pagamento delle differenze retributive, lamentando l'illegittimità della variazione peggiorativa e contestando l'ordine di restituire al lordo le somme percepite dopo il primo grado. La Corte di Cassazione conferma la piena validità dell'accordo individuale con cui le parti hanno scelto la nuova disciplina collettiva, chiarendo che le clausole collettive non diventano diritti immutabili del singolo. Tuttavia, i giudici accolgono il ricorso della dipendente sulla restituzione: in caso di riforma della sentenza, il lavoratore deve restituire solo l'importo netto effettivamente incassato e non le somme lorde comprensive di imposte mai percepite.
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Rinuncia ai motivi di appello: la condanna diventa definitiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che contestava la propria responsabilità penale. L'imputato sosteneva che il giudice d'appello avrebbe dovuto pronunciare un'immediata causa di non punibilità. Tuttavia, la Suprema Corte ha evidenziato che l'imputato aveva precedentemente effettuato una formale rinuncia ai motivi di appello riguardanti proprio la responsabilità penale. Poiché i motivi rinunciati non possono sopravvivere a tale atto di rinuncia, e in mancanza di elementi concreti per una pronuncia liberatoria d'ufficio, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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Indennità sostitutiva preavviso: contributi sempre dovuti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20432/2024, ha stabilito che i contributi previdenziali sull'indennità sostitutiva del preavviso sono sempre dovuti, anche se il lavoratore vi ha rinunciato tramite un accordo. L'obbligazione contributiva ha natura pubblica e sorge al momento del licenziamento senza preavviso, rendendo irrilevante qualsiasi patto contrario tra le parti.
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Remissione di querela: annullata condanna per truffa
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per truffa a seguito della remissione di querela da parte della persona offesa e della successiva accettazione da parte dell'imputata. Nonostante la condanna nei primi due gradi di giudizio, l'accordo tra le parti ha portato all'estinzione del reato. La Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata, ponendo le spese processuali a carico dell'imputata, come previsto in caso di remissione di querela.
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Indennità sostitutiva preavviso: contributi dovuti
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 2025, ha stabilito che la rinuncia del lavoratore all'indennità sostitutiva del preavviso non ha effetto sul dovere del datore di lavoro di versare i relativi contributi previdenziali. L'obbligo contributivo ha natura pubblicistica e sorge per legge nel momento del licenziamento senza preavviso, indipendentemente dal fatto che la somma sia stata effettivamente pagata. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva escluso tale obbligo, riaffermando il principio del minimale contributivo, secondo cui i contributi si calcolano sulla retribuzione legalmente dovuta e non su quella corrisposta.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver definito la pena tramite un concordato in appello, contestava la motivazione su un'aggravante. La Corte ha ribadito che il ricorso post-concordato è limitato a vizi nella formazione della volontà o nel consenso, e non può rimettere in discussione elementi, come le aggravanti, che sono state oggetto di rinuncia e parte integrante del calcolo della pena pattuita.
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