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Negoziazione Assistita

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29 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Compensi professionali avvocato: quando il giudice li riduce
Un avvocato ha richiesto oltre 17.000 euro per l'assistenza legale fornita a due clienti in una causa societaria. I clienti hanno contestato l'importo. Il Tribunale, valutando il contributo minimo del legale al processo, ha ridotto significativamente i compensi professionali a 6.000 euro. La sentenza chiarisce anche che la negoziazione assistita non è obbligatoria quando i clienti agiscono come consumatori.
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Negoziate assistita avvocato: quando è obbligatoria?
Un avvocato ha citato in giudizio una società per il mancato pagamento di compensi professionali. I tribunali di merito e la Corte di Cassazione hanno dichiarato la domanda improcedibile per il mancato esperimento della procedura di negoziazione assistita avvocato. La Suprema Corte ha confermato che tale procedura è obbligatoria per le richieste di pagamento inferiori a 50.000 euro, anche nel caso in cui il legale si difenda personalmente in giudizio.
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Valore della controversia: come si appella la sentenza
Due turisti citano in giudizio un tour operator per un pacchetto vacanza di qualità inferiore, chiedendo un risarcimento di oltre 2.500 euro. Il Giudice di Pace accorda loro solo 420 euro. Il tour operator appella la sentenza e il Tribunale la riforma, dichiarando la domanda improcedibile per il mancato corretto svolgimento della negoziazione assistita. I turisti ricorrono in Cassazione, sostenendo che, dato il basso importo liquidato, la sentenza fosse appellabile solo per vizi procedurali. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che il **valore della controversia** si determina sulla base della domanda originaria e non della somma liquidata. Di conseguenza, la sentenza era appellabile nel merito e il Tribunale ha agito correttamente esaminando l'eccezione procedurale.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi estranei
La Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro un decreto ingiuntivo per canoni di enfiteusi. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano estranei alla `ratio decidendi` della sentenza d'appello, in quanto criticavano aspetti (come il mandato sostanziale) su cui il giudice di secondo grado non si era pronunciato. L'analisi sottolinea l'importanza di formulare un'impugnazione pertinente e specifica, evidenziando come la mancata corrispondenza tra il dedotto e il deciso porti alla declaratoria di inammissibilità ricorso Cassazione.
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Ricorso in Cassazione improcedibile: guida pratica
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso in Cassazione improcedibile a causa del mancato deposito, da parte del ricorrente, della copia notificata della sentenza impugnata. Il caso riguardava una richiesta di rimborso di un'imposta di registro. La Corte ha ribadito che l'onere di provare la tempestività dell'impugnazione spetta a chi la propone, sottolineando l'importanza del rispetto rigoroso delle norme procedurali.
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Foro del consumatore: avvocato e cliente, chi decide?
Un'avvocatessa ha citato in giudizio i suoi ex clienti per il mancato pagamento di compensi professionali. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del cliente, ha stabilito che la competenza a decidere la controversia spetta inderogabilmente al foro del consumatore, ovvero il tribunale del luogo di residenza del cliente, annullando la decisione della Corte d'Appello che si era dichiarata competente.
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Clausola di giurisdizione: ecco quando è valida
Una società di logistica ha contestato una clausola di giurisdizione contenuta in una polizza di carico non firmata, che designava un tribunale straniero. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la clausola è valida. La produzione in giudizio del documento equivale alla sua sottoscrizione e la scelta del foro concordata tra le parti prevale sulla regola della connessione processuale, anche in presenza di più convenuti. La Corte ha inoltre chiarito che l'invito alla negoziazione assistita non implica un'accettazione della giurisdizione italiana.
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Negoziazione assistita: l’eccezione non può essere nuova
In un caso di risarcimento danni per un incidente con un animale selvatico, la Cassazione ha stabilito che l'eccezione di improcedibilità per mancata negoziazione assistita, se sollevata in primo grado per un motivo specifico (circolazione di veicoli), non può essere riproposta in appello basandosi su un motivo diverso e nuovo (valore della causa). L'eccezione sollevata in appello è stata ritenuta inammissibile, in quanto il perimetro della questione era già stato definito nel primo grado di giudizio.
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Provvigione mediatore immobiliare: quando è dovuta?
Il Tribunale di Pescara ha stabilito che la provvigione del mediatore immobiliare è dovuta quando si forma un vincolo giuridico tra le parti, come l'accettazione di una proposta d'acquisto. In questo caso, un acquirente si era rifiutato di pagare l'agenzia dopo che la sua proposta era stata accettata e la caparra incassata dai venditori. Il giudice ha condannato l'acquirente a pagare la provvigione, ritenendo l'affare concluso e irrilevante la successiva mancata stipula del contratto definitivo.
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