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Natura Reale

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una caratteristica giuridica di un provvedimento (come l'ordine di demolizione) che lo lega direttamente a un bene immobile ('res') anziché a una persona. Questo significa che l'ordine segue la proprietà anche in caso di vendita a nuovi proprietari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ordine di demolizione: la buona fede non salva la casa abusiva
Il Tribunale di Velletri aveva revocato un ordine di demolizione per un immobile abusivo, ritenendo che i nuovi proprietari fossero acquirenti in buona fede e che la pendenza di un ricorso al TAR, unita alla presentazione di una SCIA in sanatoria, giustificasse lo stop all'abbattimento. La Procura della Repubblica ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'ordine di demolizione ha natura reale e colpisce il bene anche se trasferito a terzi. La buona fede degli acquirenti non blocca la demolizione, ma consente solo un'azione di risarcimento contro il venditore. Inoltre, la sospensiva del TAR era venuta meno per estinzione del giudizio e la semplice SCIA non sana automaticamente l'abuso. La Cassazione ha quindi annullato la revoca, ordinando un nuovo esame.
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Azione di rilascio: il gestore perde contro l’ente locale
Un gestore ferroviario ha richiesto la restituzione di alcune aree occupate abusivamente lungo una linea ferroviaria dismessa. La Comunità Montana si è opposta, contestando il diritto del gestore di agire in giudizio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del gestore, confermando che l'azione di rilascio ha natura reale. Questo significa che solo il legittimo proprietario del bene può avviarla. Nel caso specifico, i beni erano stati trasferiti alle Regioni in base alla legge sul trasporto pubblico locale. Di conseguenza, il semplice gestore, pur avendo la disponibilità materiale dei beni, non possiede la titolarità per richiederne la restituzione in tribunale. Il gestore ferroviario perde la causa ed è condannato a pagare le spese legali.
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Terzo acquirente contro ordine di demolizione: vince il ricorso
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una terza acquirente contro il rigetto della revoca di un ordine di demolizione. Il Tribunale aveva ritenuto nullo il permesso di costruire in sanatoria ottenuto dalla donna, ipotizzando un frazionamento artificioso dell'immobile abusivo originario. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno stabilito che il Tribunale non ha motivato adeguatamente l'illegittimità della sanatoria, omettendo di specificare le volumetrie e le ragioni dell'asserito abuso. La Cassazione ha quindi annullato la decisione, rinviando il caso al Tribunale per un nuovo esame che verifichi la validità del titolo edilizio, sospendendo temporaneamente l'esecuzione dell'ordine di demolizione.
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Ordine di demolizione: natura reale e comproprietà
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soggetti contro un ordine di demolizione per abusi edilizi. Il nucleo della decisione riguarda la natura reale del provvedimento: l'ordine di demolizione rimane efficace anche se la sentenza non è ancora esecutiva per uno dei comproprietari, poiché l'accertamento dell'abusività dell'opera è definitivo e prevale sulla responsabilità soggettiva.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. La sentenza chiarisce che l'ordine, avendo natura reale, si applica anche ai successivi acquirenti, indipendentemente dalla loro buona fede. Viene inoltre sancita l'illegittimità del frazionamento artificioso delle domande di condono per eludere i limiti volumetrici e si ribadisce il carattere vincolato e non discrezionale dell'ordine di demolizione, che non può essere revocato invocando un generico principio di proporzionalità.
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Ordine di demolizione: legittimità e terzi acquirenti
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un giudice che aveva revocato un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura "reale", cioè segue l'immobile anche se venduto a terzi, e che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del condono edilizio presentato. In questo caso, il condono è stato ritenuto illegittimo perché basato su un frazionamento artificioso dell'edificio finalizzato a eludere i limiti volumetrici di legge, rendendo la revoca della demolizione infondata.
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