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Natura Devolutiva

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio processuale secondo cui l'appello trasferisce l'intera controversia al giudice superiore, che può riesaminare sia le questioni di fatto che quelle di diritto già decise in primo grado.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Patrocinio a spese dello Stato: no al diniego per soli sospetti
Il Cittadino ha richiesto l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato per affrontare un processo penale. Il Tribunale ha respinto la richiesta, presumendo che l'uomo superasse la soglia di reddito di legge grazie a proventi illeciti, basandosi unicamente sui suoi carichi pendenti per reati contro il patrimonio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Cittadino, stabilendo che il semplice elenco dei procedimenti in corso non basta a dimostrare un reddito superiore al limite legale. Per negare il beneficio, il giudice deve verificare concretamente se ai precedenti corrisponda un tenore di vita incompatibile con la povertà dichiarata. L'ordinanza di rigetto è stata annullata con rinvio per una nuova decisione.
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Sostituzione misura cautelare: quando il braccialetto non basta
Un indagato ha presentato ricorso in Cassazione contro il diniego della sostituzione misura cautelare dalla custodia in carcere agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la decisione del GUP, ritenendo che non vi fossero elementi di novità tali da giustificare un affievolimento della misura. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, in assenza di fatti nuovi, il giudice dell'appello non deve riesaminare l'intero quadro cautelare ma solo verificare la tenuta logica del provvedimento impugnato. Nel caso specifico, il rischio di reiterazione del reato tramite l'uso del telefono rendeva i domiciliari, anche se monitorati elettronicamente, del tutto inidonei a contenere le esigenze cautelari, confermando la necessità della detenzione in carcere.
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Specificità motivi appello tributario: la sentenza
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria contro una sentenza che dichiarava inammissibile un appello per genericità. La Corte ha stabilito che la specificità motivi appello tributario è soddisfatta anche quando vengono riproposte le difese del primo grado per contrastare la decisione del giudice, garantendo così l'accesso alla giustizia.
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Rottamazione debiti: non basta per evitare il fallimento
Un imprenditore individuale, dichiarato fallito su istanza di un dipendente, ha impugnato la decisione sostenendo che l'adesione alla rottamazione dei debiti fiscali dimostrasse la sua solvibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la rottamazione debiti, pur essendo un elemento da considerare, non esclude di per sé lo stato di insolvenza. La valutazione deve essere complessiva, tenendo conto di tutti i debiti residui e della capacità dell'impresa di farvi fronte regolarmente. La Corte ha anche respinto le censure procedurali, affermando che il diritto di difesa non era stato violato grazie alla natura pienamente devolutiva del reclamo in appello.
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Detenzione di esplosivi: quando è reato? Il caso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la detenzione di un ingente quantitativo di materiale pirotecnico. La Corte stabilisce che la richiesta di non punibilità per tenuità del fatto non può essere sollevata per la prima volta in Cassazione e ribadisce che una grande quantità di fuochi d'artificio, per le condizioni di conservazione, integra il reato di detenzione di esplosivi.
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Pericolosità sociale: nuove prove in Cassazione?
Un soggetto, ritenuto socialmente pericoloso e destinatario di una misura di sicurezza di espulsione, ha presentato ricorso in Cassazione. L'appello si basava sulla presunta illogicità della decisione del Tribunale di Sorveglianza, dato che il ricorrente aveva a disposizione un alloggio e un'offerta di lavoro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che l'offerta di lavoro costituiva una 'questione nuova', mai presentata prima al Tribunale di Sorveglianza, e quindi non valutabile nel giudizio di legittimità. La Corte ha confermato che la valutazione sulla pericolosità sociale del giudice di merito era logica e ben motivata.
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