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Mora Del Creditore

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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cessione ramo d’azienda fittizia: l’Azienda perde, Lavoratori tutelati
La Corte di Cassazione interviene su una controversa cessione di ramo d'azienda, stabilendo che per essere legittima, la parte di impresa trasferita deve possedere i requisiti di 'preesistenza' e 'autonomia funzionale'. Un'azienda aveva trasferito un gruppo di lavoratori a una nuova società, ma i giudici hanno ritenuto l'operazione illegittima perché il 'ramo' non era un'entità organizzativa autonoma prima della cessione. Di conseguenza, la Corte ha confermato il diritto dei lavoratori a rimanere dipendenti dell'azienda originaria, condannando quest'ultima al pagamento delle retribuzioni. La sentenza ribadisce che l'onere di provare la legittimità della cessione spetta sempre al datore di lavoro.
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Riconsegna azienda: validità offerta informale
Il Tribunale ha stabilito che un'offerta non formale di riconsegna azienda, effettuata tramite PEC, è sufficiente a escludere la mora del conduttore. Se il contratto prevede che i danni siano contestati in un apposito verbale, il locatore non può rifiutare la restituzione delle chiavi, perdendo il diritto all'indennità per l'occupazione dell'immobile.
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Offerta reale: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una controversia immobiliare nata da un contratto preliminare. La società venditrice contestava la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato cessata la materia del contendere a seguito di un'offerta reale effettuata dall'acquirente. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'offerta reale, per essere valida e determinare la fine della lite, deve coprire l'intero ammontare del debito, inclusi interessi e spese. Poiché persisteva un disaccordo sull'esatto importo residuo, la materia del contendere non poteva considerarsi esaurita.
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Natura retributiva obbligo: cessione d’azienda nulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3505/2024, ha ribadito un principio cruciale in materia di cessione di ramo d'azienda dichiarata illegittima. Il caso riguarda una lavoratrice che, dopo la declaratoria di nullità del trasferimento, ha offerto la propria prestazione lavorativa all'originario datore di lavoro (cedente), il quale l'ha rifiutata. La Corte ha confermato che le somme dovute dal datore di lavoro cedente hanno natura retributiva e non risarcitoria. Di conseguenza, lo stipendio percepito dalla lavoratrice presso il datore di lavoro cessionario non può essere detratto, consolidando un orientamento a tutela del lavoratore.
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