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Momento Consumativo

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50 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Omesso versamento ritenute: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sul reato di omesso versamento ritenute, rigettando il ricorso del Procuratore della Repubblica. La sentenza stabilisce che il momento consumativo del reato non coincide con la scadenza dei 90 giorni dalla notifica dell'accertamento, bensì con il 16 gennaio dell'anno successivo a quello delle omissioni. Su questa base, la Corte ricalcola i termini di prescrizione, confermando l'estinzione del reato e chiarendo un punto fondamentale per datori di lavoro e professionisti.
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Prescrizione reato 334 cp: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione reato 334 cp (sottrazione di cose sequestrate). La Corte ha ribadito che, in assenza di prove contrarie, il momento consumativo del reato, e quindi l'inizio della prescrizione, coincide con la data in cui l'autorità accerta la mancanza dei beni, e non con la data del sequestro. I restanti motivi del ricorso sono stati respinti per genericità.
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Insolvenza fraudolenta: quando scatta il reato?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due imprenditori nel settore del wedding planning condannati per insolvenza fraudolenta. La sentenza chiarisce che il reato si consuma non al momento della stipula del contratto, ma all'atto dell'inadempimento. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso degli imputati, sia per la genericità del motivo sulla prescrizione, sia per la manifesta infondatezza delle censure sulla valutazione della responsabilità, confermando le condanne dei gradi precedenti.
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Dichiarazione fraudolenta: quando si consuma il reato?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per dichiarazione fraudolenta, stabilendo principi chiave. Il reato si perfeziona solo con la presentazione della dichiarazione fiscale, non con la mera registrazione delle fatture. Inoltre, per affermare la responsabilità di un amministratore di fatto dopo le dimissioni formali, sono necessarie prove concrete e continuative di un'attività gestoria, che non possono essere dedotte dalla semplice firma (non provata) su una dichiarazione inviata da un intermediario.
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Estorsione aggravata: la presenza basta per l’aggravante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per estorsione aggravata. La sentenza chiarisce due principi fondamentali: il reato si consuma con l'aggressione finalizzata a ottenere l'ingiusto profitto, non con la precedente firma di un contratto. Inoltre, per l'aggravante delle persone riunite, è sufficiente la simultanea presenza dei correi sul luogo del reato, poiché ciò aumenta la forza intimidatrice, non essendo necessaria un'azione violenta simultanea da parte di tutti.
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Truffa contrattuale: quando e dove si consuma il reato
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di truffa contrattuale, stabilendo che il reato non si consuma con il pagamento, ma con il verificarsi del danno effettivo. Nel caso di specie, due soggetti sono stati condannati per aver venduto una partita di merce, incassato il pagamento su un conto estero e poi aver fatto sparire i beni dal magazzino prima della consegna. I ricorsi, basati sull'incompetenza territoriale del tribunale italiano, sono stati respinti. La Corte ha chiarito che, essendo la merce esistente, il reato si è perfezionato nel luogo in cui è avvenuta la sottrazione dei beni (in Italia), e non dove è stato ricevuto il pagamento. Questa sentenza è cruciale per definire il momento consumativo e la giurisdizione nella truffa contrattuale.
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Prescrizione truffa: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa contrattuale. Il ricorrente sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha confermato il principio secondo cui, in caso di truffa contrattuale, il termine di prescrizione decorre non dalla stipula del contratto, ma dal momento in cui si verifica il danno effettivo, che nel caso di specie coincideva con il protesto o il mancato pagamento dei titoli. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
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Occultamento scritture contabili: quando si prescrive?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per occultamento scritture contabili. La Corte ha ribadito che tale reato è di natura permanente e il termine di prescrizione inizia a decorrere non dal momento della distruzione dei documenti, ma dalla conclusione dell'accertamento fiscale, confermando così la condanna inflitta in appello.
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Prescrizione bancarotta: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per bancarotta. Si discuteva sulla decorrenza della prescrizione bancarotta, ma la Corte ha ribadito che il termine inizia dalla data della sentenza di fallimento, non dalla cessazione della carica di amministratore. Inammissibili anche gli altri motivi a seguito di 'patteggiamento in appello'.
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Sostituzione di persona: quando il reato è consumato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una condanna per il reato di sostituzione di persona. L'imputato sosteneva che il reato dovesse considerarsi solo tentato, ma la Corte ha ribadito che l'illecito si perfeziona nel momento in cui si usano false generalità per indurre qualcuno in errore, a prescindere dal conseguimento del vantaggio finale. Il ricorso è stato giudicato generico e manifestamente infondato.
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