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Misura Alternativa

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170 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Misure alternative: programma inadeguato, ricorso out
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego di misure alternative alla detenzione. Il Tribunale di Sorveglianza aveva ritenuto inadeguato il programma di reinserimento sociale, basato su poche ore di volontariato settimanale, giudicandolo insufficiente a garantire un reale percorso rieducativo, data anche la gravità dei reati commessi. La Cassazione ha confermato la logicità di tale valutazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Affidamento in prova negato: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza che gli aveva negato la misura dell'affidamento in prova, concedendo invece la detenzione domiciliare. La Suprema Corte ha ritenuto legittima la valutazione del giudice di merito, basata su elementi concreti come le precedenti condotte criminose, ulteriori procedimenti penali pendenti, l'assenza di un'attività lavorativa e informazioni negative sull'associazione di volontariato proposta. Di conseguenza, il diniego dell'affidamento in prova non è stato considerato frutto di una motivazione apparente o di stile.
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Revoca misura alternativa: non è automatica
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che aveva automaticamente dichiarato la cessazione di una detenzione domiciliare a seguito di una nuova misura cautelare. Secondo la Corte, la revoca della misura alternativa non è mai automatica, ma richiede una valutazione discrezionale del giudice sull'impatto dei nuovi fatti e sulla persistente idoneità del condannato a beneficiare della misura.
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Competenza territoriale sorveglianza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra Tribunali di Sorveglianza, stabilendo che la competenza territoriale sorveglianza si determina in base all'ufficio del Pubblico Ministero che ha emesso il primo ordine di sospensione dell'esecuzione. In base al principio della 'perpetuatio jurisdictionis', tale competenza non è influenzata da successivi provvedimenti di cumulo emessi da un altro PM. La Corte ha quindi dichiarato la competenza del primo Tribunale adito.
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Misura alternativa: annullata per istruttoria carente
Un detenuto si è visto negare la richiesta di una misura alternativa alla detenzione. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, ritenendo l'istruttoria incompleta. Il giudice di sorveglianza, prima di decidere, ha l'obbligo di acquisire tutti gli elementi necessari per una valutazione completa, come le relazioni sulla personalità e i contributi degli uffici di esecuzione penale, anche esercitando i propri poteri d'ufficio.
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Valutazione pericolosità: no a misure alternative
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego di una misura alternativa. La Corte ha stabilito che, ai fini della valutazione della pericolosità sociale, è legittimo considerare anche le condanne non definitive e i procedimenti pendenti. Inoltre, ha ritenuto non illogica la decisione di considerare inidoneo il domicilio proposto presso l'abitazione della compagna, vittima in passato di comportamenti violenti da parte dello stesso ricorrente, nonostante la sua disponibilità ad accoglierlo.
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Revoca misura alternativa: il termine per la decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto avverso la revoca di una misura alternativa. La Corte ha stabilito che il mancato rispetto del termine di trenta giorni da parte del Tribunale di Sorveglianza non invalida il provvedimento di revoca, ma causa unicamente la perdita di efficacia della precedente sospensione della misura, confermando così un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Valutazione pericolosità: quando è legittima?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato residente all'estero. La decisione si fonda su due principi chiave per la valutazione pericolosità: l'irreperibilità del soggetto in Italia, che impedisce l'indagine socio-familiare, e la legittimità di considerare anche condanne non ancora definitive come indicatori di rischio. La Corte ha ritenuto che questi elementi costituiscano un ostacolo insormontabile alla concessione di misure alternative alla detenzione.
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Misure alternative: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato contro il rigetto di una richiesta di misure alternative. La decisione si fonda sulla manifesta inaffidabilità del soggetto, dimostrata da precedenti revoche di benefici simili per violazioni, denunce recenti e un episodio di violenza domestica, che rendono illogica qualsiasi concessione, inclusa la detenzione domiciliare.
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Detenzione domiciliare ultrasettantenni: la Cassazione
La Cassazione, con Sentenza n. 34479/2025, rigetta il ricorso del PM. Chiarisce che la nuova procedura di detenzione domiciliare ultrasettantenni (art. 656 co. 9-bis c.p.p.) si applica solo a chi è già in custodia cautelare, non a tutti i condannati liberi sopra i 70 anni, per evitare disparità di trattamento.
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Misura alternativa provvisoria: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro l'ordinanza del Magistrato di sorveglianza che aveva respinto la sua richiesta di una misura alternativa provvisoria. La Corte ha ribadito che tali provvedimenti hanno natura meramente interlocutoria e non definitiva, pertanto non sono impugnabili in Cassazione. La competenza a decidere nel merito spetta unicamente al Tribunale di sorveglianza.
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Revoca misura alternativa: la decisione della Cassazione
Un soggetto in detenzione domiciliare ha aggredito un parente durante un funerale. Il Tribunale di Sorveglianza ha disposto la revoca misura alternativa, ritenendo il condannato inaffidabile e socialmente pericoloso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La sentenza sottolinea che la revoca si basa sulla valutazione discrezionale del giudice riguardo l'incompatibilità del comportamento con le finalità della misura, una valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata.
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Ricorso inammissibile: guida senza patente e revoca
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un soggetto a cui era stata revocata una misura alternativa. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e genericità dei motivi, in quanto il ricorrente, sorpreso a guidare senza patente per la quinta volta in tre anni, non ha contestato la circostanza che dimostra la sua totale inaffidabilità, elemento necessario per la concessione di benefici penitenziari. Il ricorso è stato quindi respinto con condanna alle spese e al pagamento di una sanzione.
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Revoca detenzione domiciliare: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la revoca della detenzione domiciliare. La decisione si fonda sulla corretta valutazione del tribunale di sorveglianza, che ha ritenuto la condotta del soggetto incompatibile con la prosecuzione della misura, minandone le finalità di reinserimento sociale e prevenzione della recidiva. Si esclude quindi un automatismo nella revoca.
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Misura cautelare e revoca: la valutazione del giudice
La Cassazione annulla la revoca automatica degli arresti domiciliari esecutivi a seguito di una nuova misura cautelare. Il giudice deve valutare la compatibilità considerando tutti gli elementi, non basandosi su un automatismo, specialmente se i nuovi fatti sono antecedenti alla misura in corso.
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Irreperibilità misura alternativa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una condannata la cui richiesta di misura alternativa era stata respinta per irreperibilità. La Corte distingue tra reperibilità processuale (per le notifiche) e sostanziale, essenziale per l'esecuzione della misura, affermando che la mancanza di una residenza stabile impedisce il controllo e il percorso di reinserimento.
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Revoca misura alternativa: il divieto di 3 anni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato avverso il diniego di misure alternative. La decisione si fonda sulla legittimità della norma che impone un divieto di tre anni per richiedere nuovi benefici dopo la revoca misura alternativa, considerandola una scelta non irragionevole del legislatore e non in contrasto con la funzione rieducativa della pena.
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Misure alternative: valutazione condotta post-reato
La Corte di Cassazione annulla la decisione di un Tribunale di sorveglianza che aveva negato la detenzione domiciliare a un condannato. La Corte ha stabilito che, per la concessione di misure alternative, non è sufficiente basarsi solo sulla gravità dei reati passati. È indispensabile una valutazione completa e analitica della personalità del condannato, includendo il comportamento tenuto dopo i reati e i progressi nel percorso rieducativo. Ignorare questi elementi positivi costituisce un vizio di motivazione.
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Revoca misura alternativa: il divieto di tre anni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che aveva richiesto un beneficio penitenziario prima della scadenza del termine triennale imposto dalla legge a seguito della revoca di una misura alternativa precedente. La Corte ha stabilito che il divieto è inderogabile, indipendentemente dalla natura della violazione che ha causato la revoca.
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Affidamento in prova: il luogo incide sulla decisione
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di affidamento in prova a un detenuto. La decisione si basa sulla valutazione dell'inidoneità del luogo indicato per l'esecuzione della misura, un centro frequentato da pregiudicati, ritenendo tale elemento sufficiente a escludere una prognosi favorevole di reinserimento sociale, anche a fronte di una buona condotta in carcere.
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