La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un conducente condannato per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,61 g/l. Il giudice di primo grado aveva disposto la sospensione della patente per un anno, omettendo però di considerare che il veicolo apparteneva a un terzo estraneo. In tali circostanze, non potendo procedere alla confisca del mezzo, la legge impone il raddoppio della durata della sanzione amministrativa. La Suprema Corte ha dunque annullato la sentenza limitatamente alla durata della sospensione, rideterminandola in due anni.
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