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Minaccia Grave

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84 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione reato minaccia: la Cassazione decide
La Cassazione ha annullato parzialmente una condanna per minaccia grave, dichiarando la prescrizione del reato di minaccia commesso più di dieci anni prima. La Corte ha stabilito che, nonostante la recidiva, il tempo trascorso ha estinto uno dei capi d'imputazione. Ha invece rigettato il motivo sulla procedibilità, chiarendo che la volontà punitiva espressa dalla vittima prima della riforma che ha introdotto la querela è sufficiente a rendere il reato procedibile.
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Minaccia grave: il gesto che aggrava il reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per minaccia grave nei confronti di un imputato che aveva minacciato un uomo dicendogli "te la faccio pagare" e mimando con la mano il gesto di una pistola. La Corte ha stabilito che per valutare la gravità della minaccia non contano solo le parole, ma anche il contesto, la personalità dell'autore, il timore generato nella vittima e i gesti compiuti, come quello che allude a una minaccia di morte. È stato inoltre chiarito che, in caso di contrasto tra motivazione e dispositivo della sentenza, prevale quest'ultimo, a meno che l'errore non sia palese e la volontà del giudice chiaramente ricostruibile dalla motivazione, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Minaccia grave: quando è procedibile d’ufficio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per minaccia grave. L'imputato sosteneva che la remissione di querela avrebbe dovuto estinguere il reato. La Corte ha ribadito che, quando la minaccia è aggravata dall'uso di un'arma (in questo caso un coltello), il reato diventa procedibile d'ufficio, rendendo irrilevante la volontà della parte offesa.
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Minaccia grave: quando la paura della vittima è superflua
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per minaccia grave. L'imputato aveva minacciato una persona con una bottiglia rotta. La Corte ha stabilito che l'uso di un'arma, anche impropria, qualifica la minaccia come grave a prescindere dall'effettiva intimidazione della vittima. Di conseguenza, il reato sussiste per la sola idoneità della condotta a spaventare.
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