Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza e per minaccia a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la pena di nove mesi, ritenuta eccessiva, e la durata della sospensione della patente. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto la pena adeguata alla gravità del fatto e al numero di agenti minacciati. La questione sulla patente, invece, non poteva essere esaminata perché non era stata sollevata nel precedente grado di giudizio. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'aggiunta di una sanzione di 3.000 euro a carico dell'automobilista.
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