L'Agenzia delle Entrate ha richiesto a un consorzio di garanzia collettiva fidi il pagamento di una maggiore imposta, applicando l'aliquota maggiorata prevista dalla Regione Toscana per banche e istituzioni finanziarie. Il consorzio ha contestato la cartella esattoriale, sostenendo di avere diritto all'applicazione dell'aliquota ordinaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, stabilendo che l'incremento dell'imposta non si applica a questi enti. I consorzi, pur svolgendo attività commerciale, mantengono una funzione mutualistica di sostegno alle piccole imprese e calcolano la base imponibile con regole speciali. Di conseguenza, l'aliquota IRAP Confidi deve rimanere quella ordinaria del quattro virgola venticinque per cento, escludendo la maggiorazione dello zero virgola ottantacinque per cento riservata agli istituti bancari ordinari.
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