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Mediazione

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77 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Procura in mediazione: validità e eccezioni tardive
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7985/2024, ha stabilito che l'eventuale nullità della procura in mediazione deve essere eccepita tempestivamente nel corso del giudizio di merito. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale, che contestava la validità di una procura autenticata dal difensore, sia quello incidentale, che sosteneva la presunzione del danno da occupazione illegittima di un immobile, confermando che tale danno deve essere provato.
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Estorsione del mediatore: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza 10198/2024, ha confermato la condanna per estorsione a carico di due mediatori agricoli. La Corte chiarisce la netta differenza tra l'estorsione del mediatore e l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni, sottolineando che il mediatore non ha titolo per imporre condizioni con la forza. La sentenza stabilisce inoltre che minacciare un familiare per costringere il titolare di un'azienda ad accettare un prezzo inferiore costituisce pienamente il reato di estorsione.
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Clausola vessatoria mediazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che è vessatoria la clausola, inserita in un contratto di mediazione immobiliare, che obbliga il cliente a pagare la provvigione anche se l'affare viene concluso da un suo familiare dopo la scadenza dell'incarico. Secondo la Corte, una tale previsione, definita come clausola vessatoria mediazione, crea un significativo squilibrio a danno del consumatore, vincolandolo a pagare indipendentemente da un'effettiva connessione causale tra l'attività del mediatore e la conclusione del contratto.
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Danno da mediazione: serve la prova concreta del danno
Un acquirente ha citato in giudizio un'agenzia immobiliare per non averlo informato di un abuso edilizio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'acquirente, stabilendo che per ottenere un risarcimento per danno da mediazione non è sufficiente dimostrare la negligenza dell'agente, ma è necessario provare di aver subito un danno economico concreto e non altrimenti risarcito. Nel caso specifico, l'acquirente aveva già ottenuto uno sconto sul prezzo di acquisto proprio a causa dell'irregolarità, annullando di fatto il danno patrimoniale.
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Responsabilità mediatore: obblighi informativi
Un acquirente cita in giudizio un'agenzia immobiliare per non averlo informato che la parte venditrice non era piena proprietaria dell'immobile. Le corti di merito rigettano la richiesta di risarcimento, legando il danno alla mancata risoluzione del contratto preliminare. La Corte di Cassazione, invece, accoglie il ricorso, stabilendo un principio chiave sulla responsabilità del mediatore immobiliare: la sua responsabilità per violazione degli obblighi informativi è autonoma e distinta da quella del venditore. Il danno risarcibile non è legato solo alla risoluzione del contratto, ma può consistere nel minor vantaggio o maggior aggravio patrimoniale subito dall'acquirente a causa delle informazioni omesse, come la provvigione pagata per un affare viziato.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta secondo la Corte
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare, stabilendo che è sufficiente dimostrare il nesso causale tra l'attività dell'intermediario e la conclusione dell'affare, anche se quest'ultima avviene dopo la scadenza dell'incarico formale. La sentenza ha inoltre chiarito che, nel regime processuale applicabile, la produzione in appello di documenti nuovi, come l'iscrizione all'albo dei mediatori, è ammissibile se ritenuta indispensabile per la decisione, respingendo così il ricorso del venditore e dell'acquirente.
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Sospensione esecutività sentenza: il fumus boni iuris
La Corte d'Appello di Firenze ha concesso la sospensione dell'esecutività di una sentenza di primo grado in una causa per compensi professionali. Ritenendo presente il 'fumus boni iuris' a causa di una carente analisi delle prove, come una mail di riconoscimento di debito, la Corte ha sospeso l'esecuzione e ha disposto un tentativo obbligatorio di mediazione per le parti.
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Diritto alla provvigione: quando il nesso causale manca
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla provvigione a un'agenzia immobiliare che aveva messo in contatto venditore e acquirente. La Corte ha stabilito che, nonostante il contatto iniziale, il nesso causale si era interrotto perché la prima trattativa si era conclusa senza successo a causa del prezzo troppo alto. La vendita è stata poi finalizzata grazie all'intervento di una seconda agenzia, che ha gestito una nuova e autonoma negoziazione a condizioni diverse e più vantaggiose per l'acquirente, interrompendo così il legame con l'attività del primo mediatore.
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Interruzione prescrizione mediazione: il verbale non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una compagnia assicurativa che chiedeva la rivalsa per un sinistro stradale. La richiesta era stata respinta nei primi due gradi di giudizio per prescrizione. La Corte ha stabilito che, ai fini dell'interruzione della prescrizione, non è sufficiente produrre il verbale di mediazione, ma è necessario dimostrare l'avvenuta comunicazione della domanda di mediazione alla controparte, prova che nel caso di specie mancava. Il verbale, redatto da un mediatore che non è pubblico ufficiale, non ha valore di atto pubblico.
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Provvigione mediatore: spetta anche al collaboratore?
Un acquirente si opponeva al pagamento della provvigione a un'agenzia immobiliare, sostenendo che il collaboratore che gli aveva mostrato l'immobile non era iscritto all'albo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la provvigione mediatore è dovuta, poiché è sufficiente l'iscrizione dell'agenzia. L'attività del collaboratore, se meramente materiale e accessoria, non necessita di iscrizione personale e non invalida il diritto alla provvigione dell'impresa mandante.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: i motivi del rigetto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato contro un condominio, confermando la decisione del Tribunale che aveva parzialmente accolto un'opposizione a decreto ingiuntivo. La sentenza chiarisce punti cruciali come i termini per eccepire la mancata mediazione, la validità del deposito telematico degli atti e la non liquidabilità delle spese legali nelle procedure di correzione di errore materiale.
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Riconoscimento del debito: pagamento e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una venditrice al pagamento del saldo della provvigione a un'agente immobiliare. La Corte ha stabilito che il pagamento di due acconti costituiva un inequivocabile riconoscimento del debito, idoneo a interrompere la prescrizione del diritto al compenso. Secondo i giudici, il versamento parziale, unito ad altri elementi come la mancata contestazione di una successiva messa in mora, dimostra la volontà del debitore di adempiere all'obbligazione, rendendo irrilevante la tesi difensiva della prescrizione.
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Provvigione mediatore non iscritto: diritto negato
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione che nega il diritto alla provvigione a un professionista per un'intermediazione immobiliare, in quanto non iscritto all'apposito albo. L'ordinanza chiarisce che l'obbligo di iscrizione non è in contrasto con il diritto europeo e non può essere aggirato definendo l'attività come un semplice mandato. La mancanza di tale requisito comporta la nullità del contratto e la perdita di qualsiasi diritto al compenso, confermando la solidità del principio di legalità per la professione di mediatore.
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Responsabilità mediatore: obbligo di informazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9395/2025, ha ribadito la responsabilità del mediatore immobiliare che omette di informare l'acquirente della presenza di un'ipoteca sull'immobile. Anche se l'acquirente ottiene il doppio della caparra dal venditore inadempiente, il mediatore è comunque tenuto a restituire la provvigione percepita, in quanto il suo inadempimento ha reso l'affare non concluso. La Corte ha inoltre corretto un errore nel calcolo dell'importo da restituire, limitandolo alla sola provvigione effettivamente versata.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta senza accordo?
Una società di mediazione immobiliare ha citato in giudizio un'acquirente per il mancato pagamento della provvigione. L'acquirente aveva inizialmente sottoscritto una proposta d'acquisto, con annesso impegno a versare una provvigione del 4%, che però era decaduta per mancata accettazione. Successivamente, la stessa acquirente ha concluso l'acquisto dello stesso immobile a un prezzo superiore, senza sottoscrivere un nuovo accordo per la provvigione. Il Tribunale di Milano ha stabilito che, nonostante la decadenza del primo accordo scritto, la provvigione è comunque dovuta poiché l'attività del mediatore è stata la causa della conclusione dell'affare. In assenza di un patto specifico, l'importo è stato determinato secondo gli usi locali (2,75% del prezzo di vendita), condannando l'acquirente al pagamento.
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Legittimazione Passiva: Mediatore e Acquisto Società
Un'agenzia immobiliare ha citato in giudizio l'amministratrice di una società per il pagamento di una provvigione. Il Tribunale ha respinto la domanda, accogliendo l'eccezione di difetto di legittimazione passiva. È stato chiarito che, avendo l'amministratrice agito "per conto" della società, che è risultata l'effettiva acquirente dell'immobile, la pretesa creditoria doveva essere rivolta contro la società stessa e non contro la persona fisica che la rappresenta.
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Provvigione mediatore: diritto al compenso e concause
Una recente sentenza della Corte di Appello analizza il diritto alla provvigione del mediatore quando più agenzie immobiliari contribuiscono a una vendita. La Corte ha confermato che la provvigione spetta all'agenzia la cui attività, pur non essendo l'unica, si è rivelata una concausa necessaria per la conclusione dell'affare, rigettando l'appello del venditore che contestava il pagamento.
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