LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Medesimo Disegno Criminoso

Pagina 28 di 30

581 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Continuazione tra reati: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva di applicare la continuazione tra reati a due diverse sentenze, una per omicidio e una per narcotraffico. La Corte ha stabilito che non sussisteva un unico disegno criminoso, poiché i due reati derivavano da motivazioni e contesti completamente diversi: l'omicidio da ragioni personali e il narcotraffico da un distinto progetto criminale con complici differenti. La decisione sottolinea che la semplice vicinanza temporale non è sufficiente a dimostrare la continuazione tra reati.
Continua »
Reato continuato: no tra clan diversi per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato per tre sentenze definitive. L'uomo era stato condannato per reati legati al narcotraffico, commessi prima per un'associazione criminale e poi per un'altra, oltre che per detenzione di armi e stupefacenti. La Corte ha stabilito che il passaggio da un clan a un altro, con diversi capi e operatività, interrompe l'unicità del disegno criminoso, requisito fondamentale per il riconoscimento del reato continuato, non essendo tale evoluzione prevedibile all'inizio dell'attività illecita.
Continua »
Reato continuato: quando non si applica tra reati
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra una condanna per associazione a delinquere semplice e rapina e una successiva per associazione mafiosa. La Corte ha ritenuto insussistente un "medesimo disegno criminoso" a causa della distanza temporale e della diversa natura delle associazioni, confermando che i reati successivi non erano programmabili al momento dei primi.
Continua »
Disegno criminoso: la valutazione del giudice
Un ricorso è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione, che ha confermato la decisione dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che la valutazione sulla sussistenza di un medesimo disegno criminoso tra più reati è un giudizio discrezionale del giudice, non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato. Similmente, la contestazione della recidiva è stata respinta, in quanto la sua valutazione deve basarsi su un'analisi concreta del rapporto tra il reato attuale e le condanne precedenti.
Continua »
Continuazione tra reati: no se sono estemporanei
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati di evasione. La Corte ha stabilito che la mera ripetizione di illeciti dello stesso tipo, se commessi in modo estemporaneo e non come parte di un unico programma criminoso preordinato, non è sufficiente per applicare il più favorevole trattamento sanzionatorio previsto dalla disciplina della continuazione tra reati.
Continua »
Reato continuato: i requisiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra diverse sentenze. La Corte ha stabilito che la diversità dei complici, un intervallo di tempo significativo e l'adesione successiva a un'associazione per delinquere interrompono il nesso della continuazione, escludendo l'esistenza di un unico disegno criminoso iniziale.
Continua »
Continuazione tra reati: no se manca disegno criminoso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore condannato per due distinti episodi di bancarotta fraudolenta. La richiesta di riconoscimento della continuazione tra reati è stata respinta perché, nonostante la somiglianza dei crimini, mancava la prova di un unico e preordinato disegno criminoso. Secondo la Corte, i reati sono stati commessi in contesti logici e temporali diversi, indicando una proclività al crimine piuttosto che un piano unitario.
Continua »
Reato continuato: quando si applica? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato tra reati giudicati con sentenze diverse. La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, sottolineando che una significativa distanza temporale tra i fatti, unita all'assenza di altri elementi, esclude l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, necessario per l'unificazione delle pene.
Continua »
Reato continuato: no se è stile di vita criminale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12740/2025, ha negato l'applicazione del reato continuato a un individuo condannato per tentato furto e ricettazione. La Corte ha stabilito che la vicinanza temporale e la somiglianza dei reati non bastano a configurare un unico disegno criminoso se questi sono, in realtà, espressione di una generica e sistematica propensione a delinquere e di uno stile di vita criminale.
Continua »
Medesimo disegno criminoso: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del medesimo disegno criminoso per tre reati distinti (ricettazione e due associazioni per delinquere) commessi in un arco temporale di oltre sei anni. La Corte ha stabilito che un lungo intervallo temporale e la diversa natura dei reati escludono la possibilità di una programmazione unitaria iniziale, confermando che il ricorso non può mirare a una nuova valutazione dei fatti.
Continua »
Reato continuato: la Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che negava il riconoscimento del reato continuato per una serie di condanne. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può ignorare precedenti decisioni favorevoli emesse nei confronti di coimputati per gli stessi fatti, ma deve confrontarsi con esse e motivare puntualmente un'eventuale decisione di segno contrario, in nome della coerenza del sistema giudiziario.
Continua »
Reato continuato: quando si applica? La Cassazione
Un soggetto condannato per nove distinti reati di diffamazione commessi in un arco temporale di sei anni chiedeva il riconoscimento del reato continuato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice dell'esecuzione. La Corte ha ribadito che per applicare l'istituto del reato continuato non è sufficiente la mera identità del tipo di reato o la vicinanza temporale, ma è necessario che il condannato provi l'esistenza di un 'medesimo disegno criminoso' iniziale, dimostrando che tutti i reati erano stati programmati sin dall'inizio.
Continua »
Reato continuato: quando è escluso tra reati?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra una rapina aggravata e una successiva associazione per delinquere. La Corte ha stabilito che la sola vicinanza temporale e la natura simile dei reati non sono sufficienti a dimostrare un medesimo disegno criminoso. È necessario provare che i reati successivi fossero stati programmati, almeno nelle linee essenziali, già al momento della commissione del primo, cosa non avvenuta nel caso di specie.
Continua »
Reato continuato e reati associativi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10247/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra un delitto associativo e i reati fine. La Corte ha ribadito che la continuazione è esclusa quando i reati fine, pur rientrando nell'attività del sodalizio, non sono stati programmati fin dall'inizio ma derivano da circostanze occasionali e contingenti, spettando al condannato l'onere di provare il medesimo disegno criminoso.
Continua »
Continuazione in sede esecutiva: limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di rigetto di istanza per il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva tra tre diverse sentenze di condanna. La Corte ha annullato parzialmente la decisione del giudice dell'esecuzione, stabilendo che non può ignorare o contraddire senza una solida motivazione una precedente valutazione, fatta in sede di cognizione, che aveva già riconosciuto un medesimo disegno criminoso tra alcuni dei reati. Per i reati commessi a distanza di anni e con complici diversi, invece, il rigetto è stato considerato legittimo.
Continua »
Continuazione reato: quando non si unificano le pene
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'unificazione di tutte le sue pene per reati simili sotto il vincolo della continuazione reato. La Corte ha stabilito che la semplice somiglianza dei reati non basta se mancano indicatori concreti di un unico disegno criminoso, come la contiguità spaziale e temporale e l'identità dei complici.
Continua »
Reato continuato: come provarlo in esecuzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato per tre diverse sentenze. La Corte ha stabilito che la notevole distanza temporale tra i fatti, la diversità dei complici e le differenti modalità operative (un reato in contesto associativo, altri isolati) sono elementi che escludono l'esistenza di un unico disegno criminoso. È stato inoltre ribadito che l'onere di provare tale disegno unitario grava sul condannato.
Continua »
Reato continuato: quando si applica? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva di includere nel vincolo del reato continuato anche un'aggressione commessa in carcere. La Suprema Corte ha stabilito che un atto impulsivo, non previsto nel piano criminale originario, non può beneficiare del trattamento sanzionatorio più favorevole previsto per il reato continuato, confermando la decisione del giudice dell'esecuzione.
Continua »
Continuazione tra reati: quando il tempo la esclude
Un soggetto ha richiesto il riconoscimento della continuazione tra reati per rapine commesse a cinque anni di distanza dai reati precedenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice dell'esecuzione. La Corte ha stabilito che un così ampio arco temporale rende improbabile l'esistenza di un unico disegno criminoso, requisito fondamentale per l'applicazione della continuazione tra reati, in assenza di prove concrete che dimostrino una programmazione unitaria iniziale.
Continua »
Continuazione tra reati: la Cassazione decide
Un soggetto ha richiesto l'applicazione della continuazione tra reati per due condanne distinte: una per un singolo episodio di spaccio e l'altra per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione del giudice dell'esecuzione. I motivi principali del rigetto sono stati il notevole lasso di tempo trascorso tra i fatti (oltre un anno) e la diversa modalità di commissione dei reati (uno in forma associativa, l'altro in concorso con un soggetto esterno), elementi ritenuti sufficienti per escludere l'esistenza di un medesimo disegno criminoso.
Continua »