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Marchio Contraffatto

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28 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Marchio contraffatto: prova non necessaria se notorio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per commercio di prodotti con marchio contraffatto. Viene stabilito che, per marchi di larghissimo uso e notorietà, non è richiesta alla pubblica accusa la prova della registrazione. L'onere di fornire la prova contraria grava sull'imputato, che nel caso di specie non ha adempiuto, presentando argomentazioni generiche e non pertinenti.
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Marchio contraffatto: Cassazione su ricettazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22097/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione e commercio di prodotti con marchio contraffatto. La Corte ha ribadito che la vendita di merce falsa è reato anche se la contraffazione è palese, in quanto viene lesa la fede pubblica. Inoltre, ha confermato che i reati di ricettazione e commercio di prodotti falsi possono coesistere.
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Marchio contraffatto: quando scatta il reato grave?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un gruppo di persone accusate di vendita di prodotti con marchio contraffatto e ricettazione. Nonostante le differenze con l'originale, i prodotti sono stati ritenuti idonei a ingannare i consumatori, integrando il reato più grave previsto dall'art. 474 c.p. e non la fattispecie meno grave della vendita di prodotti con segni mendaci. La Corte ha ritenuto i ricorsi inammissibili perché miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Marchio contraffatto: reato anche se il falso è palese
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 98/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la vendita di prodotti con marchio contraffatto. La Corte ha stabilito che il reato sussiste indipendentemente dalla grossolanità della contraffazione, poiché la norma non tutela il singolo acquirente dall'inganno, ma la fede pubblica e l'affidamento collettivo nei segni distintivi. La pena, ritenuta non eccessiva, è stata confermata.
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Marchio contraffatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la vendita di prodotti con marchio contraffatto. La Corte ribadisce che il reato sussiste anche in caso di contraffazione palese, poiché a essere tutelata è la fede pubblica. Vengono inoltre respinte le censure sulla valutazione delle prove, considerate questioni di merito non riesaminabili in sede di legittimità.
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Marchio contraffatto: quando il reato sussiste
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per commercio di prodotti con marchio contraffatto. La Corte ribadisce che, per i marchi notori, la tutela penale non richiede la prova della registrazione e che la natura grossolana della falsificazione è irrilevante, in quanto il reato protegge la fede pubblica e non il singolo consumatore.
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Marchio contraffatto: Cassazione su screenshot e reato
Un soggetto, condannato per aver commercializzato un veicolo con un marchio contraffatto, ha proposto ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le statuizioni civili a suo carico nonostante l'intervenuta prescrizione del reato. L'ordinanza stabilisce principi chiave: uno screenshot da social network è una prova documentale valida e la natura grossolana della contraffazione è irrilevante ai fini della configurabilità del reato, poiché la norma tutela la pubblica fede.
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Marchio contraffatto: quando un motivo è reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna di una negoziante per commercio di prodotti con marchio contraffatto. La sentenza stabilisce che la riproduzione di un motivo figurativo distintivo, come un celebre tartan, costituisce reato anche in assenza del nome del brand o di altri loghi. La Corte ha ritenuto irrilevante che il falso fosse riconoscibile, poiché il reato protegge la fede pubblica e non solo il singolo acquirente, dichiarando inammissibile il ricorso.
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